AS Film Festival. Il potere della creatività inclusiva

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Staff AS Film Festival con Vinicio Marchioni e Milena Mancini

Sono passati quattro anni da quando ASFF è entrato nelle vite degli amanti del cinema e non solo. Lo ha fatto piano piano, prima come gioco, per il piacere di condividere la passione per il cinema, poi con un obiettivo più ambizioso: abbiamo capito che il cinema poteva essere il modo migliore per raccontare il nostro punto di vista, per ribaltare preconcetti e stereotipi sull’autismo, per veicolare un’informazione corretta sulla neuro diversità.

Questo è quanto leggiamo sul retro della brochure, consegnata a chi ha avuto il piacere di partecipare all’AS Film Festival, primo festival cinematografico ideato e curato da persone nella condizione autistica.

Il Festival si è svolto dal 10 all’11 dicembre 2016 presso il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, di Roma.

I cortometraggi e i film selezionati a livello nazionale ed internazionale sono il riflesso di un lavoro collettivo a cui tutti hanno partecipato: selezione dei film, contatti con gli autori, redazione delle recensioni, revisione dei sottotitoli, traduzione dei testi, montaggio dei video, ripresa in diretta dell’avvenimento, intervista agli ospiti presenti, fotografie, illustrazione.

Un festival nato dalla volontà e dalla passione coniugata ad un’alta professionalità, di un gruppo di ragazzi  dell’Associazione Not Equal di Roma che nel 2008 con la collaborazione del Gruppo Asperger diedero vita al Cineclub dei ragazzi.

Un festival uguale agli altri però diverso

Il potere vivifico ed immersivo del cinema  unisce e rinsalda il dialogo tra persone che vivono condizioni neuro-fisiche, culturali, di genere, diverse, ma che si ritrovano nell’universalità delle immagini, della narrazione e della musica. Il cinema è un modo per uscire dall’isolamento e protendersi verso la socializzazione.

Passione e professionalità sono portatrici di un’energia dirompente, altamente sostenibile e propagatoria che si diffonde e pervade lo spazio circostante e oltre.

I cortometraggi e documentari presentati nelle varie sezioni (Punti di vista, Ragionevolmente differenti per citarne solo alcune) del Festival hanno offerto allo spettatore una panoramica dalle diverse sfumature in grado di avvicinare l”a realtà alla realtà” attraverso la finzione. Perché il cinema ben fatto è più reale della realtà. Forse l’uomo ha bisogno della finzione per credere e riappropriarsi della propria condizione.

La normalità della diversità

L’albero della piazza cortometraggio di Stefano Cattini, ci racconta di una bambina che vive in Emilia Romagna, di seconda generazione, affascinata dalla tradizione natalizia, aldilà del significato religioso; la drammaturgia della festa è coinvolgente e, a tutti i costi, rincorre le luci natalizie; la famiglia di provenienza mussulmana, ad un iniziale sconcerto, supportano la figlia nella sua scelta di “normalità”; una profonda visualizzazione di integrazione è raffigurata nella scena finale della bambina che, nella recita di Natale, personifica la Madonna e, ad un certo punto, cambia il velo “cristiano” in quello della sua religione. Un atto di integrazione profondo che ingloba cultura, sensibilità e spiritualità. Ripensiamo al Natale come festa dell’accoglienza e del dono.

Babbo Natale, cortometraggio di  Alessandro Valenti ritrae due orfani (probabilmente) che approdano dal mare sulla costa italiana; due bimbi bagnati e sgomenti che, mentre camminano in vie a loro sconosciute, si imbattano in un Babbo Natale ambulante; è stanco, perso nel suo mondo occidentale che forse lo rifiuta quanto rifiuta i piccoli forestieri provenienti dal mare; l’insolito incontro dà luogo a un improbabile quanto veritiero confronto di tre anime smarrite ma che, seppur per un breve momento, si rafforzano e si danno fiducia e supporto reciprocamente, in chiave ironica, ma priva di cinismo e qualunquismo.

I believe, cortometraggio di Leory Lim (produzione Singapore)  mette a confronto la vita quotidiana di un ragazzo di bell’aspetto, facile alla comunicazione che diventa leader di un gruppo di chiesa, probabilmente spinto più che da motivi spirituali, dalla possibilità di incontrare ragazze della sua età, con un ragazzo autistico. Un’amicizia improbabile che restituisce all’inconsapevole protagonista, quell’umanità e lucidità intellettuale che forse non aveva mai avuto. Siamo tutti vittime di stereotipi e comportamenti condizionati e condizionanti.

Dalla ri-presa degli uomini al cinema d’animazione con la sezione Animation now curata da Adriano Bordoni che ci conduce nel magico mondo dell’illustratore Mac Cay e la sua indimenticabile Gertie, il dinosauro femminile che conquistò il mondo intero. In un’atmosfera da anni ruggenti del cinema, la visualizzazione del documentario muto e il racconto dal vivo di Adriano, rapiscono e ipnotizzano.

Film in progress

pierpaolo-palladino-e-gli-attori-di-senno-moriA concludere la sezione Ragionevolmente differenti il cortometraggio italiano Sinno me moro di Pierpaolo Palladino: un regista e alcuni attori (nella foto a sinistra) con condizione autistica che da anni si sperimentano nel teatro, provano a realizzare un film che rimane in embrione per carenze di sostegni produttivi.  Il “mini film” narrato in prima persona dal regista illustra con forza, senso dell’umorismo e spirito combattivo le vicissitudini che li porteranno a desistere, ma solo per il momento.

Il cortometraggio è premiato dai ragazzi del “Cineclub” e il regista lancia una sfida che noi di abbanews cogliamo in pieno: Si accettano donazioni. Apriamo dunque una campagna di micro o macro-funding per permettere ad opere d’arte di concludere la loro missione.

Tra premi e novità

Tra i premi consegnati dai ragazzi del Cineclub, il riconoscimento all’attore e regista Vinicio Marchioni per il suo La ripartenza che coniuga infanzia e amore per il cinema (l’attore si commuove al momento della consegna del premio) e a Diego Bianchi per l’impegno dimostrato nei confronti dell’immigrazione attraverso il programma Gazebo.

In anteprima, la proiezione del l’acclamato documentario Life, animated, del regista Roger Ros Williams che narra la suggestiva storia di Owen Suskind, un giovane uomo non in grado di parlare fino a quando lui e la sua famiglia scoprirono un modo unico per comunicare, immergendosi nel mondo dei classici di Walt Disney.

Per scoprire la manifestazione, i suoi protagonisti, i premi e il programma nella sua interezza, vi consigliamo di navigare per l’AS Film Festival

 

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