L’editoria oltre l’embargo tra Cuba e Usa

2016, Raul Castro e Barak Obama

2016, Raul Castro e Barak Obama

La ripresa dei rapporti diplomatici fra gli Stati Uniti d’America e Cuba risale al 17 dicembre del 2014, giorno in cui viene annunciata al mondo, in televisione e quasi contemporaneamente, dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e dal Presidente del Consiglio di Stato cubano Raúl Castro. Dopo 54 anni cade il “muro” tra i due paesi, si riaprono le ambasciate nelle rispettive capitali e si prendono nuovi accordi, fra gli altri, la riduzione dei limiti posti alla circolazione di denaro e all’import -export.  Ma l’embargo, el bloqueo per i cubani, imposto dagli Usa a Cuba dal 1962, anche se ridimensionato, rimane in vigore.

In occasione della storica visita di Barak Obama a Cuba avvenuta a fine marzo del 2016, il Presidente degli Usa, nel corso della conferenza stampa congiunta con Raul Castro, sollecitato da quest’ultimo sull’argomento embargo, ha detto: “L’eliminazione totale dell’embargo dipende del Congresso (degli Usa ndr). La tempistica dipende dal superamento tra noi e Cuba sui diritti umani. Non so quando, ma l’embargo finirà”.

E l’embargo finirà di Obama, sta determinando i primi timidi approcci commerciali tra i due paesi, anche se ancora per vie traverse e, comunque, approvate dal regime castrista vigente nell’isola caraibica.

 

Moda e crociera a L’Avana,  libri di autori cubani negli Usa

Dopo il glamour di Chanel, sbarcato a Cuba  con la mostra fotografica dello stilista della maison Karl Lagerfeld e, la grande sfilata di moda del 3 maggio scorso, a El Paseo del Prado a L’Avana, dove il giorno precedente ha attraccato la nave “Adonia”,  prima crociera, dopo cinquant’anni, della statunitense Fathom della Carnival, è il momento dell’editoria.

Il 19 maggio 2016 il magazine letterario statunitense, Publisher Wikly nella sua versione online, ha pubblicato la notizia che la statunitense  Independent publishers group (IPG) ha siglato con il distributore del Perù Corporativo yvt, attivo nel mercato cubano del libro, un accordo per

L'Avana 2016, sfilata Chanel, Karl Lagerfeld

L’Avana 2016, sfilata Chanel, Karl Lagerfeld

la distribuzione negli Usa di libri di tre case editoriali cubane: la Citmatel (azienda di tecnologia e Servizi telematici avanzati), Ediciones Cubanas e l’Editorial Félix Varela, quest’ultima aggregata all’Università dell’ Avana.

Nel febbraio 2016, sotto il patrocinio della stessa Publishers Weekly in collaborazione con La Combined Book Exhibit, i rappresentanti dell’IPG viaggiano a Cuba per incontrarsi con i tipi della Corporativo yvt, molto interessati a portare la voce degli scrittori cubani negli Stati Uniti. Da allora i rapporti tra i due attori non sono cessati fino a giungere all’accordo.

La responsabile della distribuzione dei libri in lingua ispanica dell’IPG, Diana Calice, alla domanda se l’importazione di libri cubani violi le leggi sull’embargo ha risposto che il contratto è stato firmato con il distributore peruviano e non con le case editrici cubane: “ Noi paghiamo il distributore” ha spiegato “ e lui con il denaro può fare ciò che vuole. La mia speranza è stabilire rapporti di fiducia con gli editori cubani.  In modo che, quando l’embargo cesserà, continueranno a lavorare con noi”.

Per limitare i costi  del trasporto e dello stocaggio, i libri per gli Usa saranno pubblicati su richiesta. Tratteranno argomenti religiosi, di cucina, cultura, arte, oltre a libri per bambini e guide turistiche.  Saranno sul mercato Usa entro novembre del 2016, in Texas, Californi e New York, considerati dall’IPG i mercati più interessati.

 

La censura rimane

2 maggio 2016, prima crociera Usa a Cuba

2 maggio 2016, prima crociera Usa a Cuba

Come apprendiamo dal Diario de Cuba, le pubblicazioni delle case editrici sono controllate dello Stato Cubano. Gli stessi libri che verranno importati negli Usa e distribuiti dalla statunitense IPG, sono seguiti dallo stesso Ministero della Cultura che censura i contenuti che considera contrari agli interessi del regime.
Non è un caso che Calice afferma che all’inizio sarà conservatrice nella scelta dei primi libri del catalogo per gli Stati Uniti; i titoli riguarderanno la Rivoluzione cubana e i principali autori cubani e termina,  dichiarando di essere molto ottimista perché “le persone sono affamate d’informazioni su Cuba”.
A fronte di queste parole fa riflettere la replica di un lettore anonimo del Diario de Cuba che commenta: “Le persone sono affamate d’informazioni su Cuba. Mentre a Cuba le persone sono affamate e basta”.

 

 

Fonte:

Publisher weekly

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