La battaglia delle giapponesi contro l’obbligo delle decotelles

Giappone – Basta essere obbligate a portare le scarpe con i tacchi sul lavoro.

A ribellarsi sono le donne giapponesi che per prassi devono rispettare determinati codici di abbigliamento e, rispondendo all’iniziativa della scrittrice e attrice Yumi Ishikawa, in 18.800 hanno sottoscritto una petizione presentata al Governo.

È nato così, nei mesi scorsi, il movimento #Ku Too ( su Twitter, @Kutoo 92), ispirato al famoso #Me Too, dove il Ku si riferisce ai termini giapponesi ‘kutsu’ (scarpe) e ‘kutsuu’ (dolore), che curiosamente – o forse no – sono simili.

Il documento arrivato sul tavolo di Takumi Nemoto, ministro del Lavoro, parla di discriminazione di genere soprattutto, scrive l’Ansa,  dopo il successo della recente campagna Cool biz,  che consente agli impiegati di non indossare la cravatta durante i mesi estivi.

Nella petizione si descrivono i problemi conseguenti alle scarpe con i tacchi alti calzate per tante ore consecutive come le infiammazioni e le vesciche, motivi che, sembrano, non aver commosso il ministro Nemoto, il quale, riporta The japan times.co.jp, nel corso di un’interrogazione parlamentare, ha risposto così all’opposizione : “E’ generalmente accettato dalla società che le donne debbano indossare le scarpe con i tacchi alti, ed è una pratica considerata necessaria e appropriata nei posti di lavoro” al netto, ha poi aggiunto, dall’obbligo di calzarle nel caso in cui la dipendente ha un piede ferito o dolorante, perché in tal caso “il datore di lavoro commetterebbe un abuso di potere”.  Fa ben sperare, invece, ii parere opposto dal suo vice il ministro Emiko Takagia, che nel corso della stessa sessione ha disapprovato l’obbligo dei tacchi alti.

Yumi Ishikawa, che nel frattempo è diventata bersaglio di molestie online per le fotografie di nudi femminili che ha pubblicato sul sito del movimento e che hanno sollevato un successivo dibattito sulla posizione e sull’immagine della donna nella società giapponese, ha confermato la necessità di #Ku Too per diffondere la consapevolezza sul sessismo.

Confermata da  The japan times  che ricorda come  l’ultima  classifica del World Economic Forum, che valuta l’ uguaglianza di genere  in 149 Paesi,  pone il Paese nipponico al 110° posto.

Ad oggi, dunque nulla di fatto, ma Ishikawa continua la sua battaglia. Naturalmente, con un comodo paio di sneakers blu.

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