Hong Kong. 20 anni di Cina

Hong Kong 20 anniIl 1° luglio 1997 Hong Kong passò dalla sovranità del Regno Unito a quella cinese.  Era una colonia britannica dal 1840, da quando il Regno Unito l’aveva invasa e aveva vinto contro l’Impero cinese la prima guerra dell’oppio (1838-41), anche se ufficialmente il trattato tra la Cina e il Regno Unito venne siglato nel 1842 (Trattato di Nanchino) che concedeva in perpetuo l’isola asiatica al regno britannico.

Dopo circa 140 anni, nel 1984, il Regno Unito e la Cina  sottoscrissero un accordo che decretava il trasferimento della sovranità e, al contempo, stabiliva che la regione  avrebbe mantenuto la propria autonomia per le decadi a venire,  conservando il proprio sistema di diritto. La Cina accettò e quando nel 1997 l’ultimo governatore britannico Chirs Patten chiuse il suo discorso d’addio con le parole “Ora sarà il popolo di Hong Kong a governare Hong Kong” la Cina rispose con la formula “Un Paese, due sistemi”.  Con il passaggio di sovranità Hong Kong è stata la prima regione ad amministrazione speciale della Cina con un governo regionale e capo dell’esecutivo.

Durante il lungo periodo britannico Hong Kong è diventata una città aperta, prospera e internazionale, porto franco per la prima metà del XX secolo.  Sotto la sovranità cinese non ha perso il suo primato finanziario a livello mondiale, ma sembra essere avviata a un processo di declino e i suoi abitanti vedono con incertezza il proprio futuro, temono la potenza crescente della Cina e di perdere la propria autonomia. Soprattutto non vedono realizzarsi la promessa di un futuro democratico fatta nel 1997.

La promessa non mantenuta

Gli ombrelli di Hong KongI timori dei residenti di Hong Kong hanno raggiunto l’acme nel settembre del 2014, quando gli attivisti pro-democrazia, soprattutto studenti, hanno organizzato una serie di proteste permanenti, famose come la Rivoluzione degli ombrelli, cosiddetta perché i manifestanti si difendevano dal sole e dagli spray urticanti della polizia con gli ombrelli.

Il motivo scatenante delle contestazioni del ’14 furono le limitazioni che Pechino ha imposto alle elezioni del capo dell’esecutivo di Hong Kong.

Da allora le manifestazioni periodiche non sono cessate, anche se gradualmente sembra diminuire il numero dei partecipanti.

Carrie Lam Xi JimpingEd anche in questo 1° luglio 2017, migliaia di cittadini di Hong Kong sono scesi in piazza per chiedere maggiori libertà democratiche. Sotto lo slogan “Un Paese, due sistemi: una bugia. Reclamiamo Hong Kong”, circa 60mila persone – secondo gli organizzatori, 19mila per le autorità –  hanno marciato per 3 chilometri, chiedendo più democrazia. Le cronache riportano di alcuni arresti, fra i quali quello di Joshua Wong, il giovane leader della Rivoluzione degli ombrelli.

Il presidente cinese Xi Jimping (a destra nella foto a lato) presente a Hong Kong per partecipare alla cerimonia per il ventennale, di fronte alle contestazioni ha dichiarato,   che le proteste sono inammissibili e che non tollererà nessuna minaccia contro il podere di Pechino.

Il 1° luglio 2017 è avvenuto anche il giuramento di Carrie Lam (a sinistra nella foto in alto), nuovo capo del governo regionale di Hong Kong.

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