La prima cattedra di storia dei nativi americani all’Harvard University

L’Harvard University  di Boston, il più antico ateneo statunitense, per la prima volta nella sua lunga storia ha istituito la cattedra di storia dei nativi americani. Nonostante la sua Carta Istitutiva, scritta nel 1650 ma ancora in vigore, si pone come missione “l’educazione della gioventù inglese e indiana”, Harvard ha impiegato oltre 300 anni per raggiungere questo traguardo.  Truman M. Burrage, presidente dei nativi americani dell’Harvard College, ha definito la nascita del corso universitario “incredibile anche se giunge in ritardo” e dopo l’intenso lavoro e impegno degli attivisti per i diritti degli indiani d’America.

Il professore titolare della cattedra è Philippe J. Deloria, come riferisce lo stesso ateneo “il migliore studioso della materia oggi in attività” e discendente, per ramo materno, della tribù Sioux di Standing Rock del Nord e Sud Dakota.  Lo storico Deloria proviene dall’Università di Michigan, dove ha insegnato dal 2001.  Ha iniziato il suo primo semestre nell’ateneo bostoniano nel gennaio 2018.

Il primo nativo americano che sì è laureato a Harvard è stato Caleb Cheeshahteaumuck della tribù Wampanoag nel lontano 1655. Dopodiché è calato un lunghissimo silenzio  durante il quale l’università di Boston è diventata  “un luogo per i maschi bianchi della classe superiore” come racconta Burrage; fino al 1970 quando l’ateneo ha elaborato il primo American Indian Program, programma specifico per affrontare le questioni dei nativi americani, rielaborato nel 1990.  E finalmente, nel 2001, ben 346 anni dopo Cheeshahteaumuck, si laurea Tiffany Smalley, sempre della tribù Wampanoag.

Oggi sono più di mille gli studenti indiani americani presenti a Harvard, ma dove, per ammissione dello stesso ateneo “c’è ancora molto da fare”.

 

 

Foto di copertina: simbolo della tartaruga Veritas del nativo americano della Harvard University. By Jon Chase/Harvard Staff Photographer 

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