Clima. Greta Thunberg interviene al Parlamento Europeo

Dopo aver parlato alla Conferenza sul clima delle Nazioni Unite e, recentemente a Davos il 21 febbraio 2019, per Greta Thunberg è giunto il momento di affrontare il Parlamento Europeo.

L’attivista sedicenne svedese, che nell’arco di poche settimane è diventata famosa in tutto il mondo per la sua campagna sul clima, prima di parlare al Parlamento a fianco del presidente Antonio Tajani, ha partecipato alla consueta marcia del movimento belga Youth for Climate formatosi su sua ispirazione.

Una delle 2 organizzatrici del movimento, Anuna De Wever, (altra è Kyra Gantois) in occasione della partecipazione di Greta alla marcia e del suo intervento in Parlamento ha commentato: “A ogni marcia dicono che il movimento presto si esaurirà e, invece, siamo ancora qui per la sesta volta consecutiva”. Aggiungendo di essere molto delusa dai politici perché ancora non propongono alcuna iniziativa concreta a favore dell’ambiente.

Il giornale online The Brussels Times, aveva previsto che il 21 febbraio 2019 sarebbero stati circa 11mila i giovani che avrebbero marciato per le strade di Bruxelles per chiedere ai governi del mondo di agire e di agire subito per fermare gli effetti sulla terra prodotti dai cambiamenti climatici.

Il discorso di Greta: “Noi non abbiamo tempo. Voi ascoltate la scienza”

E una volta approdata al Parlamento, accolta dalla co-presidente del partito verde, Monica Frassoni,   Greta Thunberg ha preso la parola: “Le persone ci dicono sempre che sperano tanto che i giovani riusciranno a salvare il mondo. Ma non possiamo, semplicemente perché non c’è abbastanza tempo da permetterci di crescere e prendere in mano la situazione [… ]. E se si pensa che dovremmo rimanere in classe, allora prendete il nostro posto in strada: dire che tutto va bene e non fare niente non è accettabile, aspettare solo che torni la speranza è un atteggiamento da bambino viziato, la speranza è qualcosa che si conquista […] Sappiamo che molti politici non vogliono parlare con noi. Bene, nemmeno noi vogliamo parlare con loro. Ma chiediamo loro di parlare con gli scienziati e di ascoltarli, perché noi stiamo solo ripetendo quello che stanno dicendo da decenni. Non abbiamo altri manifesti da difendere. Ascoltare la scienza è la nostra richiesta […]. E la scienza dice che “ i vostri impegni sul clima non bastano. L’Ue deve ridurre dell’80% le emissioni di gas serra entro il 2030″   raggiungere un ‘obiettivo due volte più ambizioso di quello attuale“.

A Greta ha risposto Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, il quale, dopo aver ringraziato la giovane attivista e i migliaia di giovani per il loro impegno per accrescere la consapevolezza sui danni provocati dai cambiamenti climatici ha aggiunto che “l’obiettivo per il prossimo bilancio europeo pluriennale (2021-2027) è che si spenda un quarto dello stanziamento totale a favore di azioni contro il surriscaldamento”.

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