L’eredità di Giovanni Falcone, il magistrato dei due mondi

Follow the money (segui i soldi) è una delle principali eredità trasmesse dal lavoro di Giovanni Falcone per il suo contrasto alla mafia. Detto anche Metodo Falcone, il giudice mise a punto una strategia che univa all’analisi del campo delinquenziale (non si accontentava, racconta Pietro Grasso, degli elementi raccolti dalla polizia giudiziaria, ma dirigeva direttamente le indagini), il minuzioso studio dei flussi finanziari della criminalità.

Il denaro, al contrario della droga – affermava Falcone – lascia sempre tracce dietro di sé. E così, anche con i documenti finanziari e gli scambi di assegni, Falcone, Borsellino e tutti i magistrati del pool antimafia riuscirono a ricostruire l’intreccio tra la mafia, la politica, le istituzioni e l’imprenditoria.

Nel 1980, poi, l’incarico d’indagare sulla mafia e sul fiorente traffico di stupefacenti fra Italia e Usa fece comprendere a Giovanni Falcone la necessità di giungere alla cooperazione investigativa e giudiziaria a livello internazionale per combattere la mafia, ormai fenomeno globale.  Cooperazione che si raggiungerà nel 2000 quando a Palermo l’Onu adotterà la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, entrata in vigore nel 2003 e ratificata da 189 Stati nel 2017.

La Convenzione Onu e i 3 Protocolli di Palermo

La Convenzione unisce all’Agenzia delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODOC), fondata nel 1997, i 3 Protocolli di Palermo che vertono sulla prevenzione, soppressione e persecuzione del traffico di essere umani, in particolar modo di donne e bambini; contro il traffico di migranti via terra, mare e aria; contro la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco. La Convenzione e i Protocolli forniscono ai Paesi sottoscrittori il primo strumento giuridico con basi comuni per il contrasto della criminalità organizzata.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino  “hanno cambiato realmente il volto delle indagini sulla mafia. Sono due eroi” dichiarò nel 2010 l’allora sottosegretario del Dipartimento Penale degli Usa, Lanny Breuer: “Hanno  utilizzato un nuovo approccio per seguire la traccia del  denaro illecito, qualcosa che noi stiamo utilizzando ora  negli Stati Uniti sia contro i cartelli della droga messicani,  sia contro i personaggi della mafia”.

La cultura della legalità

Follow the money. Da Giovanni Falcone alla Convenzione Onu di Palermo è il tema elaborato da oltre mille ragazzi e ragazze di tutte le scuole italiane, che il 23 maggio 2019, come di consueto, si riuniranno nell’Aula bunker dell’Ucciardone (Palermo), luogo simbolo del maxi processo a Cosa Nostra, in ricordo degli attentati della mafia stragista del maggio e luglio del 1992 a danno dei giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo Falcone e degli uomini e donne delle loro scorte.

L’eredità di Giovanni Falcone e il suo naturale proseguo nella Convenzione Onu è anche il tema scelto per la 3° edizione de Le Università per la Legalità 2019, progetto del Miur e della Fondazione Falcone per diffondere tra i giovani la cultura della legalità.

27 sono gli Atenei che quest’anno hanno aderito all’iniziativa, 15  con elaborati propri sviluppati nell’ambito del tema che prevedono  corsi di universitari e di formazione sul tema delle mafie,  realizzazione di video e articoli giornalistici sull’antimafia, analisi dei risultati di un questionario per gli studenti di Milano e Pavia sulla conoscenza e la percezione dei fenomeni mafiosi e incontri con detenuti minorenni e alunni di scuole di quartieri fragili.

 

 

 

 

Fotografie dall’alto: 1) Giovanni Falcone; 2) Washington – Busto di Giovanni Falcone nel giardino della sede dell’FBI; 3) Washington – ‘La Giovanni Falcone Gallery’, nella sede dell’FBI

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