Elvis Chidera. Una storia del XXI secolo

Elvis Chidera: dalla Nigeria rurale al Mit di Boston. Potrebbe essere il titolo di un film, così come la storia di Elvis potrebbe essere un soggetto cinematografico, invece è una storia vera.

Una storia che inizia  8 anni fa a  Port Harcourt, città del Delta del Niger. Elvis ha 11 anni  quando,  affascinato dai videogiochi inizia a trascorrere molte ore sui siti web per scaricare i giochi.  Ma non si limita  a giocare, Elvis è interessato al meccanismo che è alla base del videogioco e le pagine web in generale e si pone domande sulla relativa  tecnologia.  Come racconta alla Cnn,  era attratto da quei siti che sembravano esistere “quasi per magia” e desideroso di conoscere come si costruivano ma, soprattutto, desideroso di costruirne uno lui stesso. Così inizia la sua storia.

Imparare a programmare a 11 anni da autodidatta

Come fare? Il primo passo è rivolgersi a Google dove Elvis scopre i tutorials sul linguaggio HTML, CSS e Java Script della W3SChools e, solo soletto,  impara a programmare. Forte della teoria, vuole passare alla pratica,  ma è sprovvisto di un pc, così come lo sono la sua famiglia e i suoi amici. Gli viene in aiuto un parente regalandogli un Nokia 2690, un antesignano degli attuali smartphone, un cellulare basico che permette la connessione tramite GPRS (tecnologia per la telefonia mobile) e il ricevimento e trasmissione di posta elettronica solo con testo. Per l’undicenne Elvis è sufficiente per creare le sue prime app, scaricando un software sviluppato in Russia che gli permette di gestire le applicazioni Java.

La folgorazione è dietro l’angolo: Elvis vede The social network, il film che racconta la nascita di Facebook. Inspirato, Elvis decide di creare una piattaforma “simile ma migliore” di quella statunitense.  La crea anche se “non buona come quella di Facebook” ammette oggi “ma con delle funzioni extra”. La piattaforma non ha il successo sperato e, d’altronde, non va dimenticato che Elvis lavora col piccolo dispositivo Nokia, fornito di un video della grandezza di 1,8 pollici che gli permette di vedere soltanto “sei linee del codice” della sua programmazione.

Andare oltre

Elvis non si perde d’animo e qualche mese dopo sviluppa un’applicazione che chiama XmxMe, che permette l’invio di messaggi di testo a più persone contemporaneamente ad un costo economico: 0,005 dollari contro gli zero 0,013 della tariffa standard nigeriana. L’aiuto di un internauta gli consente di pagare lo spazio web e il servizo per l’invio  massivo di sms.   L’app riscuote un discreto successo, con 5mila utenti e un discreto numero di transazioni giornaliere.  Ma Elvis è ancora inesperto;  non riesce a tenere il passo con il numero degli utenti e chiude l’app.

A questo punto della storia Elvis ha 14 anni. Capisce che deve passare a una fase superiore ma per farlo dove sostiutire il Nokia con un vero computer. La situazione è la stessa degli anni addietro: in casa non c’è e anche gli amici ne sono sprovvisti. Deve comprarlo. Taglia le sue spese personali,  vende alcuni oggetti personali,  ma non raggiunge la somma necessaria. Accetta, quindi, un lavoro freelance costruendo un sito web con  il Nokia 2690 e l’aiuto di un amico di Facebook che disturba ogni notte per vedere il lavoro che esegue sul suo computer e ricevere il necessario feedback.  “Più ecomonico –  racconta – che andare in un cyber cafè”.  È, finalmente compra un laptop con il quale passa alla elaborizione delle app per Android, superando di molto i limiti tecnologici posti dal caro piccolo Nokia.

Il traguardo che porta…

Passa il tempo. Preso il diploma scolastico Elvis inizia a  lavorare per aiutare economicamente la sua famiglia. Accetta di sviluppare app in Android per conto terzi. Ne crea una cinquantina, fra queste figura PrepUp, che permette di fare test su vari esami ufficiali nigeriani come se fosse un gioco e così diventa finalista per il premio West Africa Mobile Awards 2016. Poi  si imbatte in un annuncio di lavoro che richiede un programmatore “sviluppatore Android presso dot Learn”. Comprende al volo che dot Learn è una start up creata da 2 tecnici del Mit e, ciliegina sulla torta, che opera nel campo della tecnologia dell’istruzione il settore di cui Elvis è appassionato da sempre.

dot Learn, infatti, opera con il supporto della MIT (Massachusetts Institute of Technology) Learn di Boston, per superare il problema dell’accesso all’istruzione online, elabora video didattici estremamente leggeri (1MB per ogni ora di video) in modo da essere scaricati in modo veloce e, quindi,  economico. “Scaricare video di grandi dimensioni – ci ricorda Elvis – in Africa è ancora raro”.

… al futuro personale e collettivo

Elvis si propone a dot Learn e dopo un’ accurata selezione, fatta di molte prove, viene assunto.
Oggi, diciannovenne, lavora a Lagos (Nigeria), sede di dot Learn, città che il nostro eroe definisce la “Silicon Valley africana”, essendo  l’incubatrice di tante altre startup  di successo e conta d’iscriversi all’università per continuare i suoi studi.

“Lavorando presso Learn – racconta Elvis – ho conosciuto molte persone fantastiche del MIT e di Harvard. Come squadra abbiamo fatto parte di alcune competizioni come Techcrunch Battlefield Africa , Cisco Innovation Challenge e il MIT Inclusive Innovation Challenge. Finora è stato semplicemente incredibile. È difficile credere – conclude – che questo viaggio sia iniziato con un semplice cellulare”.

Talento naturale, tenacia e determinazione certamente, ma senza il web Elvis  non sarebbe riuscito a realizzare il suo sogno di giovane che, senza lasciare la sua terra,  impara si forma e lavora  per sé e per lo sviluppo della sua Africa.  Una storia del XXI secolo.

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