Stati Uniti. Come sopravvive un adolescente in carcere con gli adulti

Nessuna legge degli Stati Uniti obbliga le autorità a separare i minori detenuti dagli adulti detenuti. Dove non ci sono riformatori, i minori finiscono nei penitenziari canonici. Dato particolare, considerando che in molti Stati federali degli Usa possono essere condannati i bambini dai 7 anni in su.

Nel 2010 Dominic Passmore aveva 16 anni. Stava scontando la sua pena nel penitenziario di The Thumb (Stato del Michigan) dove convivono prigionieri minori e adulti. Dopo aver subito un tentativo di violenza, si rese conto che se voleva sopravvivere  doveva destare il suo “istinto animale” e iniziò a nascondere coltelli sotto il cuscino, per difendersi dagli adulti.

“Stavo dormendo quando un gruppo di adulti entrò nella mia cella. Gli agenti della polizia penitenziaria gli avevano aperto la porta” ricorda oggi Passmore all’agenzia Efe. Fortunatamente un altro gruppo di prigionieri intuì quanto stava accadendo e andò in soccorso del giovane Dominic. Ma fu una “dura esperienza” e per la prima volta pensò che per sopravvivere ed evitare che si ripetesse un fatto analogo dovesse cambiare e così iniziò a raccogliere i coltelli di nascosto dalle guardie. “Era l’unica possibilità per scampare da successivi tentativi di violenza e per salvarmi la vita” segue il giovane afroamericano che, prima di iniziare a ‘collezionare’ coltelli sotto il cuscino, cercò aiuto rivolgendosi alle autorità del carcere, dalle quali non ottenne risposta.

Oggi da uomo libero Dominic Passmore ha deciso di mettere la sua esperienza al servizio della richiesta di riformare il sistema carcerario negli Usa, affinché i ragazzi condannati, costretti a convivere con i carcerati adulti, non siano esposti agli abusi e a determinate condizioni della reclusione particolarmente dure, come la cella d’isolamento.

Fino al 2010 erano tra i 6 e i 7mila i minorenni condannati costretti a scontare la pena nelle carceri per adulti. Negli ultimi anni la situazione è migliorata: un recente rapporto della Commissione Interamericana dei diritti dell’uomo presentato all’Università del Colorado riferisce di cifre dimezzate: circa 3mila tra ragazzi e ragazze. Un numero comunque altissimo di soggetti che rischiano 5 volte di più, rispetto ai coetanei nei riformatori, di soffrire abusi e violenze.

Dominic Passmore aveva 14 anni quando fu condannato per furto a mano armata a 9 anni di carcere. I primi 2 li trascorse in un riformatorio, poi fu trasferito prima al carcere di The Thumb, dove subì il primo tentativo di aggressione e poi ancora in un altro carcere a nord del Michigan. Tanti anni trascorsi in luoghi che oggi giudica “magazzini di gente” in un sistema che non offre “nessuna possibilità di riabilitazione”. Giorni tutti uguali, immerso in un buco nero,  finché scopri la poesia e si salvò. Un giorno mentre giocava con le parole, parodiando una rapper, Dominic tentò di scrivere una lirica e ci riuscì. Da quel momento comporre versi fu il suo antidoto contro “la crudeltà” del carcere. “Dovevo allontanare la mia mente da quello che succedeva là dentro – racconta Passmore “superare il terrore nel quale vivevo”.

L’asprezza della vita  lo inseguì anche durante i primi tempi da uomo libero. Cresciuto in carcere, una volta fuori Passmore non sapeva come vivere: come adempiere alle necessità della quotidianità, come fare per trovare una casa dove abitare, un lavoro per mantenersi. Fu allora che si rivolse all’Youth Justice Fund, un gruppo di sostegno per i giovani che hanno trascorso l’adolescenza in carcere. Riprese gli studi, ottenne il diploma di educazione fisica e da allora Dominic lavora come personal trainer e combatte contro “un sistema ridicolo” che manda in carcere i bambini.

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