Coltivazioni e consumi. A tutto bio

Sempre più terreni coltivati con prodotti biologici nel mondo. Quindi sempre più operatori del settore, che iniziano la loro attività agricola con il biologico o, che al biologico, si convertono. Un quadro più che positivo che risponde all’incremento della domanda dei consumatori.
Questo è il risultato presentato nel corso della 28ma edizione del Biofach, il Salone Internazionale del Biologico che si svolto a Norimberga dal 15 al 18 febbraio 2017, che ha riunito 2.749 espositori provenienti da 87 Paesi.
I dati più che positivi riscontrati, sono stati un’ulteriore conferma della tendenza degli ultimi anni.

Nel mondo

Incremento biologico nel mondoA livello globale, il 2015 ha visto il 14% in più, rispetto all’anno precedente, di terreni coltivati che hanno raggiunto il considerevole numero di 50,9 milioni di ettari coltivate a biologico. Di pari passo, i coltivatori sono cresciuti del 7,2% ed equivalgono a 2,4 milioni operatori.  179 sono i paesi che hanno attività nel settore.

Questi i dati, forniti dalla FiBL, gli Istituti di ricerca dell’agricoltura biologica di Svizzera, Germania e Austri, considerati i centri leader mondiali in merito di competenza, ricerca e consulenza in agricoltura biologica.   La FiBL insieme all’IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements) ha presentato, come ogni anno, il “The World of Organic Agricolture” il volume di statistiche che racchiude i dati del settore, aggiornati al 2015.

Il volume di statistiche ci rivela che l’Australia si conferma come il Paese con la più vasta superficie agricola biologica: 22,7 milioni di ettari dei quali più del 90% dedicata ai pascoli. Segue l’Argentina con 3,1 milioni di ettari e in terza posizione gli Stati Uniti con 2 milioni di ettari.
Ma sono in Europa i Paesi che presentano la quota maggiore di superficie coltivata a biologico rispetto al totale e sono il Liechtenstein (30,2%), Austria (21,3%) e Svezia (16,9%).

Dei 2,4 milioni di produttori nel mondo 585.200 lavorano in India, 203.602 in Etiopia e 200.039 in Messico.

L’incremento dei consumi è trainato dagli Stati Uniti con 11% in più in un anno. Il Paese continente dell’America del Nord rappresenta anche il primo mercato mondiale con 39,5 miliardi di euro, segue la Germania con 8,6 milioni, la Francia con 5,5 e la Cina con 4,7 milioni.

Il mercato complessivo globale dei prodotti biologici supera gli 80 miliardi di dollari.

In Europa

Europa biologicaAnche la coltivazione, produzione e mercato europeo marcano la crescita. Il mercato nel suo complesso vale circa 30 miliardi di euro, con una crescita del 13%. ed è capeggiato dalla Germania (8,6 miliardi di euro), segue la Francia (5,5 miliardi) il Regno Unito (2,6 miliardi) e infine l’Italia con 2,3 miliardi di euro. I maggiori consumatori bio si registrano in Svizzera, seguono i danesi e, quindi, gli svedesi.

Ma la spesa più alta pro – capite, rispetto anche al resto del mondo, spetta alla Svizzera (262 euro) mentre la Danimarca spicca per l’indice di penetrazione più alto, dove il biologico costituisce l’8,4.

Le maggiori aree agricole biologiche europee, rispetto alle superfici, si trovano in Spagna (1,97 milioni di ettari), in Italia (1,49 milioni) e la Francia (1,37 milioni).

I produttori ammontano a 350mila dei quali 270mila sono residenti nella zona UE (incremento del 5,4% rispetto al 2014).  I prodotti biologici rappresentano oltre la metà (52%) del mercato alimentare.

Complessivamente sono 11 milioni di ettari di superficie certificata o aree in conversione, nel 2015 l’agricoltura biologica rappresenta il 6,2% del totale della superficie agricola utilizzata nell’Unione europea.

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