Cina. La carica dei primi secondi figli

Cina secondi figliLa metà dei bambini nati in Cina nel corso dei primi otto mesi del 2017 sono i “secondo figli” della famiglia. Ne da’ notizia l’agenzia di stampa officiale Xinhua, pubblicando i dati della Commissione Nazionale della Salute e Pianificazione Familiare (NHFPC) della Cina, aggiungendo che il 52% circa degli 11,6 milioni di nascituri tra gennaio e agosto 2017 sono secondi figli.

I primi secondi figli da quando la Cina ha abolito il provvedimento del Figlio Unico lanciata nel 1979 per ridurre il forte incremento demografico del Paese. Il provvedimento vietava alle coppie di avere più di un figlio.

Norma controversa fuori dalla Cina considerata un abuso ai diritti umani, quando venne adottata il grande Paese asiatico aveva un incremento demografico annuale di quasi 30 milioni di nascite l’anno. Oggi la popolazione cinese è stimata 1,3 miliardi di persone, oltre a un numero non definito di persone non iscritte all’anagrafe.  Secondo il Governo Cinese la misura adottata ha evitato che la popolazione attuale raggiungesse i 1,7 miliardi, ha contribuito allo sviluppo del Paese e negli ultimi 30 anni ha permesso a 400 milioni di cinesi di superare lo stato di povertà.

Di contro, come ha ammesso la stessa pechino, il rovescio della medaglia del provvedimento è stata la causa di un rapido invecchiamento della popolazione e un’asimmetria demografica determinata dagli aborti selettivi: potendo avere solo un figlio molte coppie preferivano che fosse maschio.  Così oggi in Cina ci sono tra i 20 ai 30 milioni di giovani uomini che non riusciranno mai a trovare moglie, almeno una moglie cinese.

Nel 2013 la politica del figlio unico ha iniziato a subire i primi cambiamenti; nell’ottobre 2015 è stata definitivamente abbandonata; dall’1° gennaio 2016 è entrata in vigore la riforma che permette alle coppie cinesi, se lo desiderano, di avere un secondo bambino.

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