29 novembre. Quarto sciopero globale per il clima

66° sciopero per il clima di Greta Thunberg, non in piazza, in questo venerdì del 22 novembre 2019, ma a bordo del catamarano che dall’America la sta riportando in Europa.

Niente aereo, per Greta, come sappiamo, perché grande generatore di CO2 ma, per attraversare l’Atlantico, barche a vela a zero emissioni, magari senza bagno né cucina, impiegando anche 15 giorni per arrivare alla meta. Com’è accaduto nell’agosto scorso, partita dal Sud-est del Regno Unito, con la barca da regata Malizia II, guidata dagli skipper Boris Hermann e Pierre Casiraghi.

Giunta a New York, Greta ha portato la causa del clima per gli Stati Uniti e in Canada. Avrebbe poi dovuto raggiungere il Cile e partecipare al vertice Onu, COP 25. Ma le improvvise proteste socio-economiche scoppiate in Cile hanno indotto il Paese ha rinunciare all’evento.  COP 25, quindi, si svolgerà a Madrid, dal 2 al 13 dicembre 2019.

Greta non può astenersi dal parteciparvi, poiché ispiratrice e leader del più grande movimento ambientalista mai registrato, il Fridays For Future (FFF) e, probabilmente, anche in omaggio all’edizione scorsa del vertice, da dove, con il suo  memorabile discorso, scosse le coscienze soprattutto dei giovani che da allora non hanno smesso di impegnarsi per chiedere alla politica e ai potenti della Terra di ascoltare la scienza e prendere repentinamente le misure per fermare  (o mitigare dove ormai sono irreversibili), i danni del riscaldamento globale.

Per realizzare questo subitaneo ritorno in Europa da fare rigorosamente via mare, Greta ha lanciato un post d’aiuto sui social.  In suo soccorso è corsa una famiglia di espertissimi navigatori e seguitissimi youtuber australiani, Riley Whitelum e Alayna Carauso, con il loro catamarano Le Vagabonde, di 14 metri, a emissioni zero (o quasi a zero), costruito con pannelli solari e generatori idrici  e, rarità per una barca a vela, dotato di una toilette.

Salpata da Hampton in Virginia (USA) nella prima metà di novembre, la possibilità per Le Vagabonde di raggiungere in tempo Madrid per l’appuntamento Onu è più una speranza che una certezza, perché le previsioni meteo non sono favorevoli.  Ancora più sottile la certezza che Greta parteciperà in terra ferma al prossimo e Global Strike for Future  (4° Sciopero Globale per il Clima), che si svolgerà il 29 novembre 2019. Lo celebrerà dal catamarano e seguirà le manifestazioni di tutto il mondo, con i social.

È certo, infatti, che quel giorno milioni di ragazzi e ragazze scenderanno in piazza. Così come ogni venerdì saltano la scuola per dedicare una giornata al problema climatico, sempre al passo della situazione climatica e cercando di richiamare l’attenzione generale.

Il venerdì del 22 novembre, ad esempio, i ragazzi di Fridays For Future di New York hanno dedicato il loro sciopero al capoluogo veneto: “Venezia è sommersa! – hanno scritto nel comunicato – Questo venerdì scioperiamo davanti al Consolato Generale Italiano a causa dell’indifferenza del Governo italiano e della Regione del Veneto sul tema della crisi climatica, come dimostra il caso di Venezia”.

Idealmente accanto agli impegnatissimi FFF italiani, che oltre al consueto sciopero settimanale, sono attivi nel portare aiuto e sostegno in tutte le città che hanno subito ingenti danni per quello che comunemente viene definito “mal tempo” ma che per loro è “crisi climatica”.

 

 

Fotografie dall’alto: 15 novembre 2019, Greta Thunberg, nel viaggio di ritorno dagli Usa con il catamarano Le Vagabonde: 2) 22 novembre 2019,  il comunicato dei Fridays For Future di New York. Foto tratte da Facebook

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