Il riuso della vinaccia, dalla pelle al filato vegetale

La Vegea, start up italiana dell’incubatore Progetto Manifattura del Trentino, non ha ancora finito di stupirci con la sua pelle vegetale, realizzata con gli avanzi della vinificazione, che presenta il filato vegetale, ottenuto con lo stesso procedimento.

Già premiata col Global Change Award, a fine 2017 ha ottenuto dal Parlamento Europeo il riconoscimento European Top 50 competition, una competizione in ambito comunitario che ogni anno seleziona, tra migliaia, le 50 migliori idee d’impresa del nuovo millennio.  In quest’occasione la Vegea ha presentato l’ultimo traguardo ottenuto dalla sua continua attività di ricerca e sperimentazione: la produzione di un filato dal vino, da usare nei settori della moda, dell’arredamento e dell’auto.
Francesco Merlino – chimico industriale, fondatore con Gianpiero Tessitore della Vegea – spiega che l’approdo all’eco-filato è nato confrontandosi con le aziende della moda che già impiegano la pelle vegetale nella loro produzione e che hanno espresso l’esigenza di nuovi tessuti sostenibili.

Ma com’è stato ottenuto il tessuto dal vino? Sempre dagli scarti della produzione del vino, ma aggiungendo ai semi e alle bucce d’uva i residui della potatura delle viti: si amplia, quindi, il riuso dei rifiuti.  La Vegea è giunta alla realizzazione di un filato simile al lino. Ma il lavoro è in continuo divenire perché, spiega Merlino, variando la percentuale dei componenti sicuramente si approderà a filati di vario tipo e, quindi, di varia versatilità.
Prestigiosi esempi di economia circolare, di materia prima, la vinaccia, ce n’è a bizzeffe. La Vegea collabora con una cerchia di viticoltori che ogni anno ricavano 1.200 chili di tralci per ettaro. Se s’immagina a una produzione su larga scala, basti pensare che in Italia ci sono 650mila ettari di vigne, nel mondo 7,5 milioni di ettari.

Ma come avere le scorte per la realizzazione su larga scala? Si deve aspettare ogni anno la vendemmia? Anche queste domande hanno già risposte positive, ampiamente sperimentate. Infatti, il processo di produzione avviene con la spremitura dell’uva e la separazione delle vinacce ed è condotta dalle aziende agricole. Si passa alla fase seguente che prevede l’essiccazione della vinaccia, un procedimento che la salva dalla biodegradabilità: in questo modo si conserva e può essere utilizzata anche a distanza di 3 anni dalla data di essiccazione. Si procede, quindi, all’esecuzione di trattamenti fisici e meccanici brevettati; si ottiene una miscela che viene spalmata fino a ottenere dei teli, i quali sono a loro volta sottoposti alle lavorazioni di finitura in modo da diversificarli per colore, pesantezza, spessore, elasticità e goffratura. Essendo una produzione che rientra nei criteri dell’economia circolare e sostenibile, la Vegea non usa le sostanze considerate dannose per l’ambiente né sottoprodotto alcuno di derivazione animale.

Nel frattempo nell’ottobre 2017 a Milano è stato possibile ammirare la prima collezione di moda sotto la direzione artistica di Tiziano Guardini. Prototipi di abiti, borse e scarpe realizzati con l’eco pelle che hanno suscitato l’interesse della stampa internazionale e che si possono apprezzare sul video pubblicato su Youtube: vegeacompagny.com/fashion/.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *