Vecchi e nuovi rischi dell’inquinamento mondiale

Vecchi e nuovi Rischi per l'inquinamento mondialeSi svolge a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica,  dal 1 al 4 settembre 2016, il Congresso di Epidemiologia mondiale ISEE (International Society For Environmental Epidemiology) in cui si analizzano nuovi dati sulle conseguenze di salute dell’inquinamento dell’aria. Uno di questi, meno noto, riguarda la possibile relazione fra esposizione a lungo termine a inquinanti come ossidi di azoto, polveri fini e metalli, e insorgenza di sclerosi multipla.

Titolo del convegno Old and new risks: challenges for environmental epidemiology (Vecchi e nuovi rischi: sfide per l’epidemiologia ambientale).

Vecchi e nuovi rischi per la salute

La ricerca italiana ha osservato negli uomini una correlazione fra l’entità dell’esposizione ai comuni inquinanti di città e la probabilità di ammalarsi di sclerosi multipla, decisamente più alta. L’ennesima conferma della gravità del fenomeno, come emerso sempre durante il primo giorno della Conferenza, viene dalla Cina dove l’inquinamento atmosferico è la quinta causa di morte e ha fatto contare nel 2013 ben 916.000 morti premature. Di questi, 366.000 morti sono da attribuire solo alle emissioni di carbone, la fonte più micidiale.

Le due relazioni plenarie della prima giornata della Conferenza ISEE – dedicata a “Vecchi e nuovi rischi per salute” – si sono focalizzate sugli incidenti industriali e sull’inquinamento dell’aria, per poi lasciare spazio a centinaia di presentazioni sui molti rischi, vecchi e nuovi, che un ambiente alterato può rappresentare per la salute umana: dalle contaminazioni chimiche all’inquinamento acustico, dai pesticidi agli effetti sanitari del cambiamento climatico.

Nella prima relazione Pier Alberto Bertazzi, direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche e Medicina di Comunità  dell’Università di Milano ha ripercorso la storia dell’incidente di Seveso, occorso 40 anni fa, con il suo seguito di malattie, stress e contaminazioni diffuse nella piccola comunità colpita dall’incidente.

Quest’anno si compiono 40 anni dalla tragedia di Seveso, avvenuta il 10 luglio 1976: dispersione della diossina TCDD, una sostanza chimica altamente tossica dall’azienda Icmesa di Meda che si a Seveso e i nei comuni limitrofi (Brianza). Il disastro ambientale e l’eco internazionale che ne seguì portò alla costituzione della direttiva europea 82/501/CEE sui rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali .

La seconda relazione, tenuta da Annette Peters dell’Helmholtz Zentrum di Monaco, ha descritto gli effetti dell’inquinamento dell’aria sulla salute: dai tradizionali rischi respiratori e cardiovascolari, ai rischi di tumore, di diabete, malattie neurologiche e danni genetici ed epigenetici, che possono portare a ipotizzare il trasferimento dei danni da una generazione all’altra.

“Degli effetti sulla salute dell’inquinamento abbiamo ancora molto da scoprire, in realtà conosciamo solo la punta dell’iceberg” spiega Peters. “Anche perché gli inquinanti non agiscono da soli, sono molto diversi fra loro, in natura e dimensione, ognuno con il suo specifico effetto. Inoltre gli individui sono sempre esposti a una pluralità di fattori di rischio, che includono stili di vita, condizioni socioeconomiche e altre esposizioni, come il rumore. E se gli studi devono ancora progredire per dare un quadro più chiaro della situazione, esistono già molte prove che devono indurci a ridurre al minimo l’inquinamento dell’aria al più presto, con politiche coraggiose basate radicali cambi di paradigma energetico e di mobilità”.

Per approfondimenti

convegno ISEE

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