Progetto internazionale. Immergersi nella storiografia dell’Isola di Torcello

Riscoprire la storia e la natura cosmopolita della città, attraverso la riapertura degli scavi archeologici di Torcello, con un progetto internazionale che richiami talenti dal mondo.
Questo è l’accordo, siglato a fine marzo 2018, tra il Comune di Venezia e l’Università Ca’Foscari, che prevede il comodato gratuito per 2 anni all’ateneo di alcune aree dell’isola di Torcello di proprietà dell’ente locale.

Riprende, così, il progetto archeologico condotto dalla Ca’Foscari con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per Venezia, iniziato nel 2012, con lo scopo d’indagare sugli insediamenti di Torcello nel periodo che va dal tardo periodo romano all’Alto Medioevo. Un’indagine ad ampio spettro con lo scopo di riportare alla luce tecniche di costruzione, cultura e abitudini alimentari dei veneziani dell’epoca.
I lavori archeologici prevedono la partecipazione di borsisti e ricercatori oltre che italiani, europei e nord-americani grazie all’accordo con l’Università di Stanford (California-Usa).

L’isola di Torcello rappresenta uno dei più antichi insediamenti della laguna. Indagini archeologiche del secolo scorso hanno dimostrato che l’area era abitata fin dai primi secoli dell’Impero romano; una prospera comunità urbana che era andata sviluppandosi fino alla storica alluvione del 589, passata dalla storia come la Rotta della Cucca. Abbandonata nei secoli successivi alla calamità naturale, l’isola tornò a essere abitata intorno al VII secolo, il periodo preso in esame dagli attuali scavi.
Come racconta Diego Calano, direttore scientifico del progetto archeologico, si tratta di un sito che presenta “un ricchissimo palinsesto: magazzini, case, rapporti, moli, strutture produttive, fornaci per il vetro, orti, rive, come i campi intorno alla basilica di Santa Maria Assunta“.

“Scavi che offrono opportunità uniche di ricerche in Italia e in Europa – sostiene Calano – perché raccontano di storia di legami intensi tra uomo e ambiente affidati alla materialità di fragili strutture di legno, riconoscibili dalle buche di palo, dai resti lignei e da migliaia di frammenti di reperti: dati sepolti che sono la chiave per decifrare le origini di Venezia”.

Il comodato d’uso della zona all’Università Ca’Foscari, oltre a offrire al progetto dell’ateneo un grande supporto, gli consente di avvicinare l’archeologia ai cittadini: dal primo scavo, previsto nei mesi tra giugno e settembre 2018, il cantiere sarà aperto al pubblico quasi ogni giorno. I visitatori potranno seguire lo svolgimento dei lavori di recupero, parlare con gli archeologi e, soprattutto, usufruire di una novità: lo Spritz Archeologico, una modalità inserita nel progetto che permette di descrivere in forma accurata ma semplice il parco archeologico dell’Isola di Torcello. Previsti inoltre la presenza di esperti per incontri – storico archeologico.

Gli scavi archeologici sono finanziati dalla stessa università veneziana attraverso il progetto Approdi costituito dai fondi di Interreg Adrion.

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