Street art. Il mestiere dell’arte

L'artista Valerio Pronesti, al lavoro. Photo by abbanews

L’artista Valerio Pronesti, al lavoro. Photo by abbanews

Un’arte che si fa urbana e dialoga con la città ei suoi abitanti.  Come nascano da un muro, una parete, una serranda le illustrazioni che colorano le vie? L’ispirazione ha origini diverse, dichiara Valerio. Può prendere forma da un’idea del committente che viene filtrata attraverso la creatività dell’artista, spesso in armonia, con l’ambiente e con gli elementi naturali o artificiali che lo compongono.

Un esempio, la Fabbrica di Coca Cola ad Oricola (vicino l’Aquila), uno dei progetti a cui ha collaborato Valerio. Lì il messaggio da comunicare era la sicurezza sul posto di lavoro. Un’opera iconografica che parla al lavoratore e lo mette in guardia da pericoli eventuali e reali. Una forte valenza informativa potenziata dalla forza delle immagine.

“La bellezza ci salverà” in ogni sua manifestazione. Dove c’è il desiderio di comunicare, di in-formare, di visualizzare un messaggio positivo, la street art si rivela nella sua estetica funzionale. “Se in una parte passano dei tubi, ci spiega il giovane artista, potrebbero diventare essi stessi parte dell’immagine che si andrà a creare”.

 

 

Superman

“Serranda d’arte” realizzata da Valerio Pronesti. Photo by abbanews

Mestiere e arte si sposano felicemente per aprire nuove strade (in senso lato) ai giovani e meno giovani. Un mestiere che è essenzialmente passione e creatività. Si lavora sia in gruppo che individualmente, ci spiega Valerio, dalla sua voce trapela una in-trepida sicurezza di chi si sente a proprio agio con il proprio essere che esprime attraverso il lavoro ed il modo di essere.

Eh, già perché noi siamo quello che facciamo e quello che facciamo siamo noi. Quando viviamo, attraversando con devozione e impegno questa sottile linea rossa, ci sentiamo bene. Una passione coniugata ad una sincera cura per il decoro urbano, la rivitalizzazione dei quartieri cittadini, a volte, dimenticati. Roma, come molte altre città,  in questi ultimi anni sta acquistando in ++molti quartieri il volto intenso e partecipativo della street art. Ultimo esempio, l’opera di William Kentridge disegnata sui muraglioni lungo gli argini del Tevere.

Serrande d’arte

Valerio on the stars

Street art di Valerio Pronesti. Photo by abbanews

Uno dei campi più in espansione è la decorazione delle serrande dei negozi. Noi Valerio, l’abbiamo conosciuto così, mentre si andava a comprare i giornali quotidiani all’edicola. Il proprietario gli ha dato come tematica i super eroi, veri catalizzatori transgenerazionali. Una volta che si ha la tematica, si procede a varie proposte grafiche,  realizzate al computer o a mano per poi passare alla fase di realizzazione.

Lo strumento più comune sono le famigerate bombolette, i pennelli sono più usati per gli interni e hanno un costo maggiore. La sicurezza è d’obbligo. Data la tossicità delle bombolette si lavora con le mascherine e si consiglia una distanza di sicurezza per chi non è protetto da mascherine. Il messaggio della saracinesca attrae l’attenzione del passante e, al tempo stesso, rende esteticamente più gradevole il luogo. Inoltre, si innesca un meccanismo anti-vandalismo.

 

Batman

Serranda d’arte, autore Valerio Pronesti. Photo by abbanews

Chi utilizza le bombolette per denigrare ed imbrattare gli spazi, ama lasciare la propria firma, una superficie già “sporca” non presuppone una sfida da cogliere. Dunque, il vantaggio è per tutti, afferma Valerio; per il committente, per il quartiere e per gli abitanti del quartiere. Una bomboletta è semplicemente un mezzo, non è un “crimine” in sé. L’azione illecita che si compie con il suo utilizzo è nell’intenzione del soggetto, non nel mezzo, mero strumento di pensieri e azioni.

 

L’arte come essenza dell’essere

“L’arte è una strada che ho sempre perseguito, consente di esprimere le proprie emozioni, il proprio mondo, consente la libertà di pensieri. Non va guardata come un mestiere, è un pezzo dell’anima, condividerla, ci permette, continua Valerio, di valutare o ri-valutare il nostro territorio e dialogare con i cittadini”. Non possiamo non chiedergli se ha degli artisti a cui si ispira. Risuonano i nomi di Bansky, Yves Klein, l’artista “Blu”,  ma Valerio tiene a precisare che l’ispirazione artistica proviene da ogni forma iconografica, come per esempio la calligrafia e cita Luca Barcellona, artista calligrafico. “Guardando gli altri, penso che tutto sia possible, che la creatività non ha limiti”.

La street arte dunque, arte e mestiere come lo dimostra il diffondersi della pratica delle serrande, dei muri e di ogni superficie d’arte da parte di giovani creativi come Valerio.

 

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