Società sull’orlo di una crisi globale del sonno

Crisi globale del sonnoDormiamo troppo poco, con gravi conseguenze sulla salute e sul nostro comportamento. Ne dibattono molto negli Usa, soprattutto dopo la pubblicazione, nel maggio del 2016, dello studio condotto della Michigan University. A oltre un anno dalla sua pubblicazione sulla rivista scientifica Science Advances la ricerca continua ad essere al centro dell’interesse degli addetti ai lavori e dei comuni lettori. L’ampio seguito  è determinato dai seguenti motivi: perché identifica chiaramente le cause del poco dormire nelle pressioni sociali e culturali, illustrandone chiaramente i rischi; perché lo studio è stata condotto su campione mondiale, con l’uso dello smartphone grazie a un’applicazione sviluppata dallo stesso ateneo statunitense.

La ricerca ha aperto la strada a ulteriori studi e a programmi commerciali, su scala mondiale, di app per adulti che voglio migliorare il tempo da dedicare al sonno. Mentre nel luglio 2017, sempre negli Usa, è stato pubblicato il rapporto di uno studio condotto sui giovani, per progettare un’applicazione per smartphone che consenta ai giovani di migliorare il sonno seguendo i principi della terapia CBT-I (terapia comportamentale cognitiva per l’insonnia). Secondo il rapporto, almeno per la fascia giovanile, la terapia CBT – I è più efficace se viene comunicata e monitorata attraverso lo smart-phone.

Ma per comprendere bene  lo sviluppo di queste nuove applicazioni per smartphone, che aprono la strada anche a una nuova metodologia investigativa  è necessario conoscere nel dettaglio la ricerca della Michigan University.

La ricerca

Scopo dello studio, come accennavamo, è stato quello di approfondire quanto e come le pressioni sociali e culturali cui siamo sottoposti, ci inducano a dormire meno del necessario, alterando i nostri ritmi biologici.

La ricerca è stato condotta monitorando, con un’applicazione smartphone – sviluppata dalla stessa università –  il comportamento, le abitudini e i modelli di sonno di 6mila  persone dai 15 anni in su,  residenti in 100 Paesi, basandosi, tra le varie informazioni, sull’età, il sesso e anche la quantità di luce cui sono esposte quando dormano.

L’organismo umano, conferma lo studio, ha una necessita biologica di 8 ore di sonno al giorno. Un numero di ore per pochi fortunati, spinti come siamo dalla vita sociale ad andare a letto troppo tardi.  I rischi cui si va incontro dormendo meno del necessario sono l’obesità, il diabete,  problemi cardiaci e l’alta pressione sanguigna.

Fra i gruppi di persone analizzati, gli uomini di mezza età sono risultati essere le persone che dormono meno al punto da rappresentare un pericolo per se stessi e per la società. Una notevole riduzione delle ore di sonno può influire, inconsapevolmente sul comportamento di lavori di responsabilità come pilotare un aereo o guidare un camion, esemplifica lo studio.  Il quale ci informa che le capacità che si perdono per mancanza di sonno equivalgono a quelle di un ubriaco che vede compromesse le sue funzioni mentali e motorie.

Il 75% delle persone a livello globale ha problemi di sonno. La maggior parte dei paesi coinvolti nella ricerca mostrano abitudini che portano a  dormire al di sotto delle 8 ore giornaliere. Soltanto nei Paesi Bassi, rileva lo studio, riescono a dormire un massimo di 8 ore e 12 minuti, mentre in Giappone e Singapore la media è risultata essere di 7 ore e 24 minuti: una differenza fra i 2 gruppi di meno di un’ora ma più che significativa per lo studio che sottolinea come anche una riduzione del sonno di 30 minuti possa avere un impatto negativo sulla salute dell’individuo e sulla sua resa.

La ricerca si conclude affermando che gli effetti della privazione del sonno sulla società rimangono “in gran parte non quantificati”, ma stabisce con certezza che il dormire poco tipico della società attuale  rappresenti “una minaccia immediata per la salute umana”.

Quindi, se tiriamo tardi ogni notte sia per motivi di lavoro o per mero divertimento, facciamo attenzione, potremmo essere anche noi vittime di quella che negli Usa, definiscono global sleep crisis  –  la crisi globale del sonno. Una crisi, ma anche un ‘opportunità per migliorare le abitudini e lo stile di vita.

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