Libertà di scelta sulle coltivazioni Ogm. La indicano i biotecnologi

La questione degli Ogm, meglio detto la possibilità di lasciare libertà agli Stati membri dell’UE nel definire le coltivazioni biologicamente modificate, sembrava conclusa, dopo anni di dibattiti e fallimenti legislativi, nel 2015. Esattamente in quel gennaio di 3 anni fa, il Parlamento di Strasburgo aveva stabilito che la decisione di coltivare o no prodotti Ogm era lasciata ad ogni singolo governo: direttiva 412/2015.

Sembrava un successo che aveva rallegrati in tanti, soprattutto l’Italia che si ascrisse il successo della direttiva, essendo in quel periodo detentrice della presidenza semestrale dell’Unione.

Sorprende, dunque, la richiesta degli esperti in biotecnologia di 13 Paesi europei, incluso il nostro, sulla libertà di scelta sulle coltivazioni Ogm per tutti i Paesi dell’Unione Europea, pubblicata in questi giorni sulla rivista Nature Biotechnology.

La domanda sorge spontanea: come si spiega l’attuale richiesta di libertà di scelta, se esiste una direttiva che la permette? La risposta la fornisce Roberto Defez, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Napoli, firmatario italiano.
“La Direttiva 412” ha spiegato Defez  all’Ansa  “ha restituito agli Stati nazionali il diritto di coltivare o meno vecchi o nuovi Ogm, ma lo stesso Stato deve sottostare anche al voto dei Paesi che vietano la coltivazione”.
Ecco perché i ricercatori chiedono “uguale libertà”, per superare l’incongruenza legislativa, proponendo le linee da seguire per uscire dall’impasse del meccanismo di autorizzazione che impedisce di fatto le nuove coltivazioni di nuovi prodotti geneticamente modificati, oltre a quelli autorizzati nel 1998.
Uno stallo di 20 anni, nel corso del quale i ricercatori hanno sviluppato nuove piante Ogm, com’è evidenziato dalla richiesta apparsa su Nature, come ad esempio gli Ogm in grado di ridurre l’uso di pesticidi, ottenere cereali senza glutine, e ottenere cibi arricchiti di sostanze nutrienti.

Ma come si supera l’intoppo legislativo? Il suggerimento alla Commissione europea è il seguente: “Mettere a punto una nuova direttiva che consenta agli Stati membri di autorizzare la coltivazione di una coltura Ogm dopo che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha stabilito che l’Ogm in questione è sicuro per l’uomo e per l’ambiente quanto l’organismo da cui deriva”.

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