Apprendistato. Leva strategica nel mercato del lavoro

ApprendistaoL’apprendistato è spesso invocato da aziende, governo, enti locali, ma effettivamente come viene applicato? Si tratta di una politica attiva del lavoro per le giovani generazioni o un ginepraio di norme burocratica che arresta anziché favorire l’inserimento dei giovani?

L’apprendistato è un istituto di grande attualità e rilevanza che coinvolge interesse di vari interlocutori , quali giovani, imprese, regioni e parti sociali. La peculiarità di tale rapporto lavorativo è insita nell’elemento formativo che lo contraddistingue. Il datore di lavoro, oltre alla retribuzione, si impegna a garantire all’apprendista la formazione necessaria per acquisire competenze professionali adeguate al ruolo e alle mansioni per cui è stato assunto; l’apprendista a sua volta, ha l’obbligo di seguire il percorso formativo che può essere svolto internamente o esternamente all’azienda.

Da tempo, la formazione professionale rappresenta argomento di accesa discussione nel dibattito della politica economica nazionale ed internazionale. Nell’ambito della crescente necessità di formazione e lavoro correlato, in un panorama occupazione, particolarmente mortificato, l’apprendistato riveste un ruolo di pregnante attualità ed è stato infatti oggetto di numerosi interventi formativi.

Tuttavia, spesso l’apprendistato è utilizzato dalle aziende unicamente per reperire manodopera a basso costo e non per fornire un’ opportunità di formazione e di avviamento al mondo professionale, con la conseguenza che si è assistito ad un notevole spreco di risorse umane e di materiali, che la recente e perdurante crisi economica ha ulteriormente aggravato.

Tra le ragioni determinanti il sostanziale insuccesso dell’apprendistato nel nostro Paese, le principali sono da attribuire alla complessità normativa e burocratica, che ha caratterizzato il rapporto di lavoro de quo, specialmente in ragione dell’intreccio fra le diverse competenze statali e regionali; nonché alle limitate risorse pubbliche stanziate a sostegno della formazione professionale, che, contrariamente alle aspettative ed alle ambizioni risposte in tale istituto, hanno consentito ad una quota ridotta di apprendisti l’avvio di effettivi percorsi formativi.

La tesi parte dalle prime forme di apprendistato fino agli ultimi decreti attuativi del Job Act. Un viaggio approfondito tra le pieghe di questo importante istituto giuridico che compie i primi passi nell’Ottocento ed, in ambito religioso. Fu Don Bosco ad inventare l’apprendistato. Fu lui a farsi garante del primo “apprendista” e a redigere il primo contratto di apprendistato. Ciò avveniva 160 anni fa: l’8 febbraio 1852, a Torino, nell’oratorio San Francesco di Sales. Ed il primo giovane apprendista falegname fu Giuseppe Odasso.

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