Laura Bassi. Prima donna accademica in Europa

Laura-BassiNasceva esattamente 306 anni, il 29 ottobre a Bologna, la prima donna in Europa ad avere ottenuto una cattedra universitaria, e probabilmente, la prima a livello mondiale: Laura Bassi, seconda donna laureata del Bel Paese, dopo Elena Lucrezia Corner Piscopia che ottenne il riconoscimento nel 1678 in Filosofia, e non in Teologia, come da lei auspicato.

Lo spirito critico e vivace di Laura, si mostrò fin dall’infanzia, donna di lumi, vissuta nel secolo dei lumi, Iniziò la sua formazione a casa, come era solito accadere nelle famiglie agiate, apprendendo latino e francese da un cugino prete, Il medico G.Tacconi, docente presso l’Alma Mater, (l’Università di Bologna) durante una visita alla madre di Laura rimase profondamente colpito dalla curiosità scientifica della ragazza e si fece carico della sua istruzione per le materie universitari, il cui accesso, in quanto donna, le era proibito. Sorpreso dalla sua rapidità nell’apprendimento, invitò i suoi colleghi ad esaminarla i quali rimasero colpiti a loro volta.

La giovane scienziata riuscì a discutere 49 tesi aperte di logica, metafisica, psicologia sia dal punto di vista laico che ecclesiastico, ottenendo come riconoscimento la “laurea”, prima in Filosofia e poi in Fisica, ma non poté insegnare all’Università in quanto appartenente al genere femminile, solo nel 1766, le fu permesso di insegnare pubblicamente nelle aule universitarie. Due anni dopo, morì.

La sua attività accademica e di ricerca scientifica si svolse fondamentalmente nella sua dimora domestica, con l’aiuto del marito, il medico e professore Giuseppe Veratti, aveva allestito un laboratorio di fisica sperimentale. Studenti da tutta Europa, accorrevano per assistere alle sue lezioni. Il laboratorio era altamente innovativo, con strumenti che in Italia stentavano a diffondersi, come la macchina elettrostatica, costruttori da tutta Europa, collaboravano alla strumentazione. Casa Bassi-Veratti si convertì presto in un prestigioso ambiente di ritrovo scientifico e culturale di respiro internazionale. Una coppia “elettrica” come la definisce Maria Cavazza, docente presso l’Alma Mater.

Il cardinale Lambertini (papa Benedetto XIV), particolarmente attento al progresso sia umanistico che scientifico, convinse l’intero Senato di Bologna ad aprirle le porte dell’Accademia delle Scienze di Bologna, aggiungendo così il posto 25° non previsto e che fu annullato alla morte della scienziata.

Docente del futuro medico Lorenzo Spallanzani, era in contatto con i maggiori scienziati e umanisti europei, tra cui il giurista Beccaria; Alessandro Volta, si avvalse del suo sapere che applicò negli esperimenti scientifici.

Laura-Bassi accademicaLa sua profonda cultura scientifica ma anche umanistica e linguistica, le permise di tenere le lezioni con un linguaggio articolato e pieno di sfumature. Alcune fotografia e pezzi del suo laboratorio, ci spiega la prof.ssa Giuseppina Moltani nel suo suggestivo articolo “Women in Italy, yesterday, today end tomorrow”, sono stati recuperati dagli archivi Bassi-Veratti e posti on line dalla Biblioteca della Stanford University in collaborazione con la “Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio” di Bologna.

Dal 1766 cominciò a insegnare fisica sperimentale agli alunni del Collegio di Montalto delle Marche. Fu allieva ideale delle teorie di Isaac Newton che applicò in diversi campi di ricerca, in particolare nel settore della fisica elettrica.

La Bassi è stata celebrata dall’Alma Mater nel 1711, con un fitto calendario di eventi, introdotti dal
documentario Laura Bassi una vita straordinaria, di Enza Negroni, prodotto da Valeria Consolo come leggiamo nel magazine di Unibo.” Nel corso del racconto – si legge nella presentazione – si disegna una donna con una fortissima determinazione, con una grande predisposizione a imparare e altrettanta ad insegnare, da giovanissima maturò la volontà di riorientare i suoi studi dalla filosofia classica a quelli della fisica moderna“.

I testi del documentario sono di Marta Cavazza, autrice di numerosi saggi sulla scienziata, profonda conoscitrice del contesto socio-scientifico in cui si muovevano le donne del 700, emblematico il saggio Between Modesty and Spectacle: Women and Science in Eighteenth-Century Italy. Prof. dell’Alma Mater, tra i sui corsi: Storia pensiero scientifico; Storia della percezione estetica e scientifica; Teoria della differenza sessuale.

Scuole, vie e monumenti sono dedicati a Laura Bassi e le è stato dedicato il nome di un cratere del pianeta Venere.

Piccola grande nota autobiografica, a dispetto della conciliazione dei tempi di lavoro e famiglia  (ovviamente avendone le possibilità), Laura Bassi ebbe 8 figli, di cui sopravvissero 5.

L’acutezza intellettuale unita ad una sana sensibilità femminile, a contatto anche con il dolore fisico- biologico, quale il parto e le sue conseguenze, i limiti socio-culturali a cui è stata sottoposta storicamente, forse rende la donna, al contrario di quanto affermato per secoli, particolarmente aperta al mondo della logica, delle scienze e dell’investigazione. Ci auguriamo possa rappresentare un solido incentivo per le giovani menti del Terzo Millennio.

 

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