Ogm. L’ Accademia delle Scienze degli Usa dice sì

Ogm si o noLa National Academy of Sciences degli Stati Uniti d’America , (’Accademia  Nazione della Scienze, Ingegneria e Medicina), famosa con l’acronimo Nas,  ha presentato le conclusioni  dello studio che  ha condotto  nel corso di trent’anni, sull’impatto dei prodotti OGM (organismo geneticamente modificato),  sia nei confronti  della salute umana, sia nei confronti  dell’ ambiente.  La Nas, il massimo organismo federale in campo scientifico, ha presentato il rapporto conclusivo a Washington, il giorno 17 maggio 2016.

Lo studio
Il lungo e accurato lavoro, a oggi il più esaustivo, che ha avuto inizio in relazione  alle prime piantagioni di mais, soia, cotone e altre coltivazioni transgeniche, è composto dall’analisi dei dati di 900 studi scientifici, supervisionati da un gruppo di esperti indipendenti guidati da Fred Gould, entomologo presso la North Carolina State University.

Le conclusioni cui è giunto è che non esistono prove che gli OGM abbiano effetti negativi sulla salute delle persone e sull’ambiente. Non sono state, quindi, riscontrate differenze tra un prodotto “naturale” e l’altro di cultura geneticamente modificata. Denuncia, però, come “un problema agricolo di primaria importanza” la resistenza degli Ogm a determinati erbicidi, resistenza che è la causa dell’immunità che si è sviluppata nelle altre piante e insetti agli erbicidi che si usano nei campi con coltivazioni Ogm.
Il rapporto si articola in tre capitoli: gli effetti sulla salute degli esseri umani, sull’ambiente e sull’agricoltura.

Gli effetti sulla salute umana
Il comitato scientifico, dopo aver analizzato tutti gli studi disponibili sul tema, non ha riscontrato “nessuna prova” che i prodotti transgenici nuocciano alla salute. Né hanno rilevato differenze tra il consumo con un prodotto Ogm e uno naturale.  Al contrario ha registrato evidenti benefici per gli uomini, per la riduzione d’intossicazioni da pesticidi. Questo perché una delle caratteristiche volute della produzione geneticamente modificata, è la resistenza ai parassiti, per tanto richiede un uso minore degli stessi pesticidi.

Nell’elencare i benefici, l’Accademia non manca di sottolineare di come ci siano tipo di prodotti transgenici che coltivati, avrebbero un sorprendente risultato per la salute umana globale. E cita il caso del Golden rice o Riso dorato, una varietà che grazie alla modificazione genetica contiene in qualità elevate il beta carotene, in grado di salvare milioni di persone dalla cecità e dalla denutrizione, per mancanza di vitamina A. Inspiegabilmente, la produzione del Riso dorato è in forte ritardo. “Riso dorato” che da quando è stato introdotto nel mercato dalla “Fondazione Rockefeller” ha suscitato pareri estremamente discordanti. Da essere salutato come strumento salvifico a essere tacciato (da organizzazioni come Greenpeace) di minaccia per la salute umana.

L’impatto e gli effetti sull’agricoltura
Gli scienziati della Nas, affermano che le coltivazioni Ogm non hanno ridotto né la diversità vegetale, né quella animale, al contrario in alcuni casi si è Piantagione Ogmverificato un aumento. Affermano che le coltivazioni geneticamente modificate invadono quelle che non lo sono, ma tale fenomeno non ha causato nessuna danno all’ambiente.  Riconoscono, tuttavia, che la difficoltà a determinare cambiamenti nel lungo periodo, non rende possibile giungere a conclusioni definitive.

Gli effetti sull’agricoltura e sul lavoro degli agricoltori
In questo campo, il rapporto della Nas, diventa pessimista, e gli effetti negativi sembrano superare i positivi, per colpa delle grandi multinazionali del settore.  Conferma che esistono insetti ed erbacce che hanno sviluppato resistenza al tipo di pesticida che viene usato nei campi Ogm. Ma questo avviene solo nelle coltivazioni dove non si applicano i protocolli di gestione, previsti per evitare tale fenomeno.
Lo studio ha esaminato i tassi di produzione di soia, mais e cotone prima dell’arrivo degli OGM e afferma che non esistono elementi che dimostrino che l’uso delle semenze transgeniche abbia aumentato il tasso della loro produzione, che dovrebbe, invece, essere una peculiarità dei prodotti modificati geneticamente.

Luci e ombre anche per i lavoratori del settore agricolo.  La Nas afferma che per gli agricoltori, la coltivazione con semenze Ogm gli ha recato benefici economici. Nei primi anni ne hanno tratto profitto anche gli agricoltori su piccola scala. Ma quest’ultimi, allo stato attuale, per continuare nel loro lavoro, necessitano dell’intervento delle istituzioni che garantiscano loro, accesso al credito, ai mercati locali e globali, e un prezzo accessibile dei fertilizzanti.

Cosa scrivere sull’etichetta
EtichettaIl rapporto dell’Accademia raccomanda che le norme che regolano la classificazione dei prodotti di queste nuove forme di colture, avvenga in base alle loro caratteristiche alimentari e valori nutrizionali, piuttosto che alla sua origine e processo di crescita. Non è necessario, per la Nas, specificare se il prodotto proviene da una coltivazione tradizionale o sia il frutto di sementi modificate.  E questo perché con le nuove sementi Ogm la linea di demarcazione tra il modificato e il tradizionale è sempre più sfumato, al punto che per la legislazione di molti paesi, i prodotti che hanno questa variante agricola, non sono considerati transgenici.

Inoltre con i nuovi Ogm si ottengono gli stessi risultati che si raggiungono attualmente, sottoponendo i semi al “bombardamento” con radiazioni e selezionando, poi, i più adeguati. Un processo, c’informa lo studio, considerato tradizionale in molti paesi al mondo.

Alla luce dei dati scientifici e a favore del consumatore, gli studiosi della Nas sconsigliano di assimilare al concetto di salvaguardia della salute pubblica, solo il fatto che l’etichetta riporti la presenza elementi modificati. Anche se conclude, che per le etichette dei prodotti come per le altre questioni che riguardano gli Ogm, non dipende solo dall’aspetto meramente tecnico, ma anche legale e sociale.

Le valutazioni sugli Ogm, probabilmente, continueranno a divergere, ma sicuramente lo studio della Nas offre un ampio campo di indagine.

 

Studio, National Academy of Sciences

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