Odissea scuola 2.0. Pratiche, usi e competenze digitali

Digital teacherGrazie alla rivoluzione dei media di nuova generazione, questi diventano una sorta di prolungamento percettivo-cognitivo; le potenzialità della didattica ne escono consolidate in quanto si presentano come ambiente formativo organizzato attorno all’utilizzo delle nuove tecnologie, dove il sapere viene determinato dall’agire attivo del soggetto. (da Scuola Università E-learning. Un’analisi sociologica” di Stefania Capogna).

Il digitale pervade le nostre vite, dalla mattina non appena ci svegliamo alla sera quando ci corichiamo. L’orecchio teso a cinguettii e suonerie di ogni tipologia assordano la nostra quotidianità. I ragazzi cosiddetti nativi digitali sembrano condurre una relazione privata (a volte pericolosa) con il proprio smartphone. E la scuola? Quali sono le pratiche didattiche e relazionali nella scuola 2.0?

Ed è proprio al fine di indagare e comprendere lo stato dell’arte delle competenze digitali nella comunità educante per eccellenza, che nasce la ricerca-intervento su Pratiche, usi e competenze digitali nelle istituzioni scolastiche della Link Campus University e l’ANP (Associazione nazionale dei dirigenti e delle alte professionalità della scuola) con la direzione scientifica di Stefania Capogna e Licia Cianfriglia.

Perché una ricerca sulle competenze digitali nelle scuole

L’obiettivo iniziale della ricerca, come ci spiega Stefania Capogna, sociologa,  esperta di Education e distance learning, mira a rilevare le rilevare pratiche, usi e competenze digitali “agite” nelle scuole di ogni ordine e grado, così da fornire una visione di sistema utile alla progettazione di interventi mirati ed efficaci sul potenziamento delle competenze digitali nelle scuole.

I risultati della ricerca- intervento rappresenteranno un terreno fertile ed innovativo per innestare azioni effettive di politica didattica calata nella realtà socio-culturale in quanto le tecnologie trasformano le nostre aule solo in funzione di come sappiamo usarle come precisa Capogna. Sulla base dei risultati analizzati si promuoveranno azioni di sostegno  e di sviluppo per il potenziamento delle competenze digitali di dirigenti, docenti e studenti nelle scuole di ogni ordine e grado.

Un’opera di sensibilizzazione nei confronti della cultura digitale è fondamentale al fine di diffondere l’uso consapevole dei dispositivi digitali in cui l’uomo “sfrutta” le potenzialità socio-tecnologiche ma non ne rimane intrappolato in una rete subita, e non elaborata sia dal punto di vista cognitivo che emozionale.

Stato dell’arte della scuola italiana 2.0. Fotografia Ocse

A ottobre del 2015 è partito il Nuovo piano digitale promosso dal Miur (Ministero per l’istruzione, l’università e la ricerca) per la scuola, con l’intento di aggiornare il piano del 2008 che era rivolto principalmente alle infrastrutture e all’editoria digitale. L’Italia, come ha evidenziato l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), presenta un ritardo nell’integrazione delle tecnologie digitali nelle pratiche didattiche ordinarie della scuola.

L’assenza di aggiornamento digitale si traduce nella mancanza di risorse didattiche digitali a disposizione degli insegnanti e di una  fonte comune aperta, in grado di garantire la loro diffusione e la qualità.  Di conseguenza, non si favorisce lo scambio di beni digitali per l’utilizzo da parte degli insegnanti delle scuole di tutti i livelli. Una mancanza di supporto per la formazione degli insegnanti e dei servizi, e di sistemi di ricompensa e valutazione legata alla valutazione delle prestazioni si riverbera in ogni aspetto della pratica. 

Si registra dunque un rallentamento dell‘integrazione delle risorse digitali nelle pratiche didattiche ordinarie, che  favorirebbero sia i processi di insegnamento che di apprendimento per i “docenti digitali”, dichiara Stefania Capogna.

Per docenti digitali si intende più che l’identificazione di uno status specifico, lo scenario in cui si muove l’intervento educativo dei nuovi “sacerdoti della conoscenza” (come li definiva Durkheim) nel XXI secolo. Uno scenario caratterizzato da un sistema educativo sempre più “retecentrico”, popolato da un target di studenti genericamente definito “nativi digitali”; da un quadro di conoscenze instabile, frammentato e disperso, impossibile da ricondurre al sapere chiuso e definito di natura enciclopedica; da un sistema di trasmissione composito che può avvalersi di una grande quantità di supporti digitali che interagiscono direttamente con il processo di costruzione della conoscenza, continua la sociologa Capogna.

Sviluppo futuro della ricerca-intervento: docenti e studenti digitali

Gli esiti della ricerca faciliteranno la promozione di metodologie didattiche e sistemi organizzativi in grado di incorporare con efficacia le risorse digitali all’interno dei processi educativi, anche al fine di promuovere lo sviluppo di una cittadinanza attiva, responsabile e capace di inserirsi con maggiore facilità nel mondo del lavoro.

Inoltre, si aprirà la via per ulteriori riflessioni sulle competenze digitali degli studenti, spesso “digitalizzati” a livello ludico e relazionale, ma non da un punto di vista culturale e formativo, i cui comportamenti a volte de-generano i atti criminali. Si osservano e si registrano quotidianamente usi-abusi della rete che in casi estremi sconfinano nel cyberbullismo.

La società digitale, riflesso delle dinamiche umane, va studiata e potenziata in modo positivo. La ricerca-intervento pone le basi per un approccio educativo innovativo e consapevole.

Come affermava la pedagoga Graziella Ballanti, non si può disgiungere un laboratorio di pedagogia dalla prospettiva tecnologica, nel senso di riflessione ancora aperta su possibili rapporti fra scienze umane e tecniche utilizzabili in esse sul campo operativo e certo come insieme già codificato di applicazioni.

Come partecipare alla ricerca

L’indagine è su scala nazionale e mira a coinvolgere tutti i docenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado. La compilazione del questionario avviene in modalità online e chiede un impegno di circa 30 trenta minuti. È possibile rispondere al questionario docenti accedendo al questionario online.

Il termine ultimo per la compilazione del questionario è prorogato al 30 marzo 2016. Per informazioni e assistenza: docenti.digitali15@gmail.com

 

Per approfondimenti

Infrastrutture, esperienze e competenze per i “docenti digitali”

La rivoluzione digitale e il tema delle competenze: la parola alla scuola

 

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