Matteo docente 2.0 teaches Italian

Amai trite parole che non uno osava. M’incantò la rima fiore/amore, la più antica difficile del mondo (Umberto Saba)

Matteo Preabianca

Matteo Preabianca

A quanti stranieri ha incantato e incanta “la rima fiore/amore” dell’intenso e asciutto respiro poetico di Saba? Probabilmente a molti, data la continua crescita dell’interesse per la nostra lingua in ogni angolo della terra. Gli 83 istituti italiani di cultura nel mondo, le migliaia di studenti presso le università, le scuole secondarie, le scuole private di lingue, testimoniano la vivacità del “dolce stil novo”.

Luoghi fisici di apprendimento dunque, ma non solo. Infatti, sempre più utenti digitali si rivolgono al web per “parlare italiano”. Ed è proprio navigando in rete che ci siamo imbattuti in Matteo teaches Italian. Un luogo virtuale quanto virtuoso di apprendimento della lingua,  grazie al talento e alla passione del suo creatore: Matteo Preabianca, viaggiatore, musicista, insegnante 2.0 , che attualmente vive in Australia ed è in contatto con il “mondo” per lavoro e per piacere.

Come è nata l’idea del sito-scuola di lingue “Matteo teaches Italian”?

L’idea è nata dalla mia passione per le lingue e le culture “lontane” dalla nostra, anche se poi se ci guardiamo da vicino non siamo poi cosi diversi. Il problema è che mi piaceva e mi piace viaggiare, quindi come poter conciliare questi due fattori senza essere incatenato al classico posto fisso? La risposta è Matteo Teaches Italian. Imparare una lingua, virtualmente ovunque.

Le nuove tecnologie in questi ultimi anni sono sempre più protagoniste degli spazi di apprendimento e, in particolare, nel campo dell’insegnamento delle lingue. Quali sono secondo lei i vantaggi nell’apprendere una lingua, utilizzando lo spazio web 2.0?

Sotto molti aspetti, una classe virtuale è molto simile a quella classica, perché può includere tutte le attività standard: scrittura, conversazione, ascolto e lettura. Parlare diventa assolutamente necessario quando si lavora online, ed è facile rivedere le regole grammaticali attraverso risorse on-line, e-book o manuali digitalizzati. Ogni due settimane tengo una lezione di scrittura con microfono spento e utilizzando solo una chat di testo. Per la lettura, mando un link ad un articolo di giornale allo studente, che lo legge ad alta voce, mentre io correggo la sua pronuncia, allo scopo di aumentarne il suo vocabolario.

Gli studenti che iniziano ad apprendere online mostrano un atteggiamento maggiormente collaborativo e partecipativo alla lezione?

La maggior parte degli studenti trova fantastica la flessibilità di imparare sempre e ovunque. Sembra stupido, ma ai miei studenti piace l’idea di imparare l’italiano mentre si mangiano uno snack o stanno in pigiama. Un altro aspetto positivo è quello che io chiamo la “rottura del filtro.” Avere il computer tra lo studente e l’insegnante rende l’apprendente meno nervoso, molto più disposto ad aprirsi e parlare. Poiché l’insegnamento della lingua è basato molto sulla comunicazione, tutto ciò che la rende più facile è un grande vantaggio.

Per fare pratica di conversazione, cerco di coinvolgere altri oratori così gli studenti hanno contatti con altre voci, non solo la mia. Ad esempio, organizzo una conference call tra lo studente e un mio collega, o, se possibile, un insegnante ospite in compresenza durante la lezione. La formazione virtuale è particolarmente adatta per migliorare le capacità di ascolto, perché posso spegnere la webcam cosi che lo studente si possa concentrare solo su tale abilità.

Un fattore negativo è l’interruzione imprevista della connessione a internet o hardware modesti in dotazione ad alcuni studenti. Questo può frustrare sia studente che insegnante. Creare un ambiente di produttività è importante, anche in modo semplice, come mantenere una buona postura, ad esempio. Gli studenti seguono meglio quando sono seduti a una scrivania di fronte al computer.

La “rottura del filtro” di cui ci ha accennato è senza dubbio un fattore determinante per chi si accinge ad immergersi in una nuova cultura linguistica. Ci può fare altri esempi in merito a questo tipo di comportamento?

I miei studenti online sono più indipendenti e autosufficienti. In una classe tradizionale, l’insegnante è sempre presente, rendendo gli studenti più propensi a chiedere aiuto. Nelle classi online, se uno studente non riesce a ricordare una parola o una regola grammaticale, può facilmente cercare senza preoccuparsi che l’insegnante pensi che stia”barando”.

Il metodo virtuale imita più da vicino il linguaggio nella vita reale. Di conseguenza, li fa sentire più liberi e sicuri. Gli studenti online hanno anche il vantaggio aggiunto della mia presenza più o meno 24 ore al giorno, in modo da praticare ulteriormente, parlando con me al di fuori della lezione. Dal momento che questo contatto si svolge attraverso una chat testuale, le loro abilità di scrittura informali sono spesso più forti degli studenti face-to-face.

Da considerare inoltre, gli aspetti logistici ed economici. Nel caso di lezioni a domicilio, si elimina il costo del viaggio per il docente, e la lezione risulta meno costosa. E proprio perché non è necessario nessuno spostamento fisico, gli studenti sono molto meno propensi ad annullare la lezione. Le classi sono più facili da programmare. Ciò è vero, soprattutto per uomini d’affari internazionali, che viaggiano spesso per lavoro, ma anche per chi va in vacanza. Non importa dove si trovino nel mondo, possono continuare a seguire i loro corsi di lingua.

Pensa che in un prossimo futuro, gli insegnanti di lingue spariranno dato l’ampio materiale in rete o si trasformerà il suo ruolo?

Impossibile. Da che mondo è mondo l’essere umano ha bisogno di interagire con i suoi simili. L’apprendimento non è una eccezione. Inoltre, imparare da autodidatta non è come studiare sotto la guida di un esperto. I risultati arrivano prima e la qualità si percepisce. I materiali online sono importanti e utili, ma se non si sa come usarli, sono carta (o file?) straccia. Ed  è proprio qui che un vero insegnante entra in gioco. L’insegnante, in qualsiasi modalità e materia, è fondamentale. Come diceva Totò : nessuno nasce imparato.

Quanta influenza ha la sua preparazione musicale nell’insegnamento dell’italiano?

Sono appassionato di musica sin da bambino. Ho studiato in accademia batteria, il mio strumento principale, ma mi diverto a suonarne anche altri. Questa preparazione mi ha dato una idea originale: spiegare la grammatica italiana attraverso la musica. Tramite la ripetizione e frasi-esempio, ho creato l’album “Italian Lessons“.

Questo progetto vuole essere un aiuto per gli studenti nel memorizzare alcune regole e particolarità grammaticali, in musica.

Tramite un approccio comunicativo, ispirato dalla mia esperienza diretta, questo album, non ha la presunzione di sostituire i materiali didattici classici né di promettere l’immediata comprensione di una lingua complessa come l’italiano. Tuttavia, potrà essere di notevole supporto per quegli studenti con poco tempo libero e scarsa dimestichezza linguistica.

Inoltre, le musiche utilizzate, sono state composte appositamente per questo scopo: musica contemporanea e moderna, da varie parti del mondo, dall’elettronica a quella tradizionale, in modo tale da avvicinare anche i giovani allo studio della lingua. È una esperienza uditiva, unica nel suo genere.

Quali sono i motivi più frequenti che spingono gli studenti a rivolgersi a Matteo Teaches Italian ?

Spesso i motivi sono quattro: lavoro, studio, cucina, amore. Direi che l’ultimo è il più  gettonato. Forse, aveva ragione Madonna.

Matteo Teaches Italian capisci?

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