Foqus. Un organismo pulsante al centro dei Quartieri Spagnoli di Napoli

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A Napoli c’è una giovanissima realtà che sta rigenerando uno dei quartieri più complessi della città. La realtà si chiama Foqus, l’area partenopea sono i Quartieri Spagnoli.
Foqus – Fondazione Quartieri Spagnoli – inizia la sua attività nel 2014, rivelando l’ex Istituto Montecalvario, un complesso di circa 6mila metri quadrati, che dal secolo XVI fino al 2012, con alterne fortune ma ininterrottamente, si è occupato d’istruzione, educazione e assistenza ai bambini dei quartieri.  Dal 2012 al 2014 l’attività  educativa costituita dalla scuola dell’infanzia e dalla primaria è passata all’Impresa Sociale Dalla Parte dei Bambini.  Quest’ultima ha elaborato il progetto Foqus, ovvero un programma sperimentale di formazione rivolto ai giovani e donne per avviarli verso esperienze di auto-imprenditorialità, per creare nuove possibilità lavorative, costituire imprese cooperative, e al tempo stesso ospitare imprese indipendenti, pubbliche e private che operano nell’ambito della formazione, dell’istruzione, della cultura e dell’assistenza alla persona.  Una realtà multiforme, ampia, dinamica e complessa che ha richiesto il recupero delle varie parti dell’esteso edificio.

Il progetto

quartieri-spagnoliDa questi presupposti e da un lungo periodo di preparazione nel 2014 è stata costituita la Fondazione Quartieri Spagnoli FOQUS, unica responsabile del progetto e della sua realizzazione le cui molteplici attività convergono nell’obiettivo primario di contrasto all’emarginazione sociale, allo sviluppo economico e alla rigenerazione di questa zona di Napoli.

Privo di finanziamenti pubblici, La Fondazione ha creato un sistema di sostenibilità economica attraverso il coinvolgimento di privati con un elenco d’iniziative, prodotti, interventi. Una sorta di catalogo, come si legge nel sito, che è sottoposto agli interessati privati, vuoi azienda, impresa o singolo cittadino, che scelgono la specifica azione e/ parte previste dal progetto di cui interessarsi e del quale si prendono interamente carico. I singoli imprenditori possono anche scegliere la finalizzazione del proprio contributo, purché sia trasparente: tracciabile nel processo e verificabile negli esiti.

foqus-vista-dallaltoPrende forma quindi un partenariato, coinvolto anche nella ristrutturazione dell’edificio.
Una rete d’imprese, che operano e partecipano finanziariamente – anche con la sola disponibilità di strumenti e materiali – alla realizzazione del progetto

Foqus, formalizzando la propria adesione e/o il sostegno e partecipano direttamente alla vita della Fondazione.
Questo sistema di compartecipazione ha permesso e permette di creare una rete d’imprese pubbliche e private, che pur nella loro diversità d’identità professionale, si muovono in un unico ambiente condiviso e nell’ambito degli obiettivi prefissati.  Un sistema di lavoro che origina e “coltiva relazioni continue tra competenze e specializzazioni”.  Fino ad oggi sono 21 i soggetti in compartecipazione tra fondazioni, imprese e aziende private, non solo della città o campane, che hanno collaborato per l’avviamento e la realizzazione del progetto; 18 le iniziative promosse e gestite dai privati all’interno dell’Istituto del Montecalvario.

I risultati

bambini-che-giocano-focusIl modello Foqus, che vi abbiamo sommariamente descritto, dopo solo 2 anni di attività produce risultati visibili e di peso. Ha creato 136 posti di lavoro dei quali 48 ad alta specializzazione e 3 nuove imprese cooperative giovanili.
Nell’ambito dell’istruzione sono oltre 350 i bambini che frequentano la scuola Foqus costituita dall’asilo, la materna, la primaria. Oltre agli allievi della scuola di danza e di musico-terapici.
Fiori all’occhiello di Foqus l’Accademia delle Belle Arti e l’Università delle Liberetà: la prima è frequentata da 500 studenti che seguono corsi di moda, graphic-design e didattica dell’arte, mentre la seconda, fino a giugno 2016, ha registrato 256 iscrizioni per circa 50 corsi di formazione informale.

gli-argonautiE infine sono 32 i “giovani argonauti” come li definisce la stessa fondazione, ovvero bambini, ragazzi e giovani, suddivisi in 3 fasce di età che vanno dai 0 ai 27 anni, sopratutto neuro diversi che seguono le attività di Argo, centro sperimentale di abilitazione. Uno spazio all’interno di Foqus per la socializzazione e l’inclusione per disabili, attraverso la guida di un’equipe multi-prefossionale.

Eccolo l’organismo pulsante di Foqus, nel cuore dei quartieri con maggiori difficoltà sociali di Napoli, nonostante la loro posizione nella parte storica della città, che vede ogni giorno più di 1000 persone usufruire delle attività e dei servizi del progetto, all’interno del prestigioso immobile del XVI secolo, ormai recuperato al 90% e che vede il 76% dei suoi 6mila metri quadrati fervere di lavoro, attività, cultura, sempre in divenire: in una parola di vita.

Il progetto non si pone come panacea per le difficoltà del quartiere, ma si pro-pone come motore di sviluppo per una realtà articolata come quella dei Quartieri Spagnoli.

Per approfondimento, Fondazione Foqus

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