Endometriosi, un problema sociale in via di miglioramento

Marzo è il mese della consapevolezza dell’endometriosi che nel 2018 culminerà sabato 24 con la Giornata Mondiale, istituita per sensibilizzare la popolazione sulla malattia.

Ne soffrono 150 milioni di donne nel mondo e,  secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il 10-15%  sono in età fertile.

In Italia si registrano circa 3 milioni di casi di endometriosi,  con un grande ritardo nella diagnosi che, mediamente, arriva dopo 7 – 12 anni, generalmente nella fascia d’età tra i 25 e i 35 anni. E’ una malattia cronica, dolorosa e invalidante, con risvolti importanti a livello socio-lavorativo e relazionale: ansia, discriminazione, paura, giornate a casa, rischio di perdere il lavoro, sono temi che, purtroppo, rivestono ancora una profonda attualità. Una patologia che per il 30-40% delle pazienti si traduce, inoltre, in un problema di infertilità, perché provoca l’occlusione delle tube.

“Nelle donne affette da endometriosi il tasso di gravidanza naturale è inferiore al 2% per ciclo mestruale – afferma Daniela Galliano specialista in medicina della riproduzione – mentre normalmente questo valore si attesta attorno al 20%. L’infertilità  è un elemento fondamentale di cui il medico deve tener conto nel momento in cui si appresta alla diagnosi e alla cura di questa patologia, così come l’endometriosi influenza l’approccio diagnostico e terapeutico per la cura della infertilità”.

Negli ultimi anni  sono stati fatti numerosi passi avanti sul fronte terapeutico-assistenziale e istituzionale: nel 2016 l’endometriosi è stata inserita dal Governo  nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti. Inoltre, da marzo 2017, sono entrati in vigore i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) previsti per gli stadi clinici di endometriosi moderato e grave.

L’endometriosi

ll termine “endometriosi” deriva dall’endometrio, il tessuto che riveste l’interno dell’utero e la patologia si verifica quando quest’ultimo è presente al di fuori della cavità uterina, ad esempio nell’addome, nelle ovaie o nelle tube. Questo tessuto continua a reagire alle variazioni ormonali che si verificano in ciascun ciclo, cosa che provoca gonfiore negli organi in cui si trova. L’intero processo dà luogo a emorragia interna, rottura dei tessuti e infiammazione degli organi colpiti, che porta a forti dolori, problemi intestinali, aderenze e infertilità.

 

 

Foto di copertina: Ellie Kammer (accanto a un suo quadro), pittrice australiana che con la sua arte sensibilizza e finanzia la ricerca nel suo Paese per l’endometriosi

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