Dal Medioevo al terzo millennio. Car Pooling avanti tutta

Car pooling coperrtinaIl car pooling viene tradotto con carreggio. A prima vista ci sembrerebbe meglio ricorrere ai consumati inglesismi, se non fosse che carreggio deriva dalla nostra millenaria cultura: nel Medioevo, infatti, indicava l’obbligo di mettere a disposizione il proprio carro in caso di pubblica necessità o di guerra.

Non siamo in guerra, ovviamente, ma sempre più spesso in stato di in-gestione urbana e di inquinamento galoppante, così come “preda” di una rete di trasporti, non sempre all’altezza della situazione. Ed ecco dunque subentrare il car pooling o il nostro con – carreggio, ovvero l’auto privata condivisa da più persone, una delle pratiche della mobilità sostenibile.

Il funzionamento è semplice una o più persone mettono a disposizione la propria automobile, alternandosi nell’utilizzo, mentre le altre persone che ne condividono il tragitto partecipano alle spese. I vantaggi che ne conseguono sono a livello individuale il risparmio e la possibilità di migliorare le relazioni sociale; a livello collettivo la riduzione dell’inquinamento e la decongestione del traffico.

L’incremento della pratica grazie alle piattaforme web

car pooling tagLa pratica sta prendendo piede e si va diffondendo sempre di più anche grazie all’introduzione delle piattaforme web che hanno permesso di oltrepassare lo stretto giro di conoscenze, ampliando l’incontro tra l’offerta e la domande, in particolare con l’uso sempre pervasivo degli smartphone.

Inoltre grazie ai dati incrociati degli utenti (carpooler) e ai commenti degli stessi, le piattaforme web risolvono una della criticità maggiori del car pooling: la diffidenza di condividere il tragitto con degli sconosciuti, come vedremo meglio in seguito.

Contemporaneamente all’espansione della pratica si stanno sviluppando le aziende che si occupano di car pooling che compongono un mercato sempre più prospero. Ci sono aziende che si occupano della condivisione tra privati e le altre che offrono il servizio di car pooling aziendale che si rivolge a società con un grande numero di dipendenti.

Le prime, più o meno, funzionano nel modo seguente: s’inserisce nel sito il punto di partenza e di destinazione e la data del tragitto. L’utente secondo i risultati ottenuti può scegliere secondo il contributo richiesto e la compatibilità dei compagni di tragitto: se a bordo si può fumare o no, se è possibile portare degli animali con sé e cosi via fino ad arrivare a scegliere il livello di “chiacchiere” che si vogliono scambiare con i compagni di viaggio.

Non a caso l’azienda preferita dagli italiani sembra essere la BlaBlaCar che presenta tre livelli di “voglia di parlare”: il bla, il bla bla e il bla bla bla.  Il pagamento può avvenire con carta di credito e in contanti.

Il car pooling aziendale, figlio delle leggi europee e nazionali che impongono alle grandi aziende l’adozione di strategie per la riduzione dell’impatto ambientale, prevede l’organizzazione tra i lavoratori per il tragitto comune casa-lavoro, con colleghi o con lavoratori di aziende limitrofe.

Risparmio individuale, energetico ed ambientale

car poolin raccoglie utentePer avere un’idea concreta dei risultati che si ottengono con il con – carreggio, riportiamo i dati pubblicati dalla Jojob, la maggiore start up italiana che si occupa del car pooling aziendale e, che grazie all’unione tra la piattaforma web e l’applicazione mobile, riesce a misurare il risparmio energetico ed ambientale.

Dai dati di Jojob, relativi al 2016, emerge che grazie ai 16.500 tragitti casa-lavoro effettuati, si sono risparmiati 646.900,82 chilometri pari a 105.670 chilogrammi di C02 non emessa.

Nel corso dell’anno preso in esame, sono state 20mila le persone che hanno usufruito del servizio, lasciando ferma la propria autovettura (22% in più rispetto al 2015) e risparmiando, ciascuno, mediamente 611 euro l’anno.

Le aziende iscritte alla Jobjob, dall’inaugurazione del portale avvenuta nell’ottobre del  2014, sono 100, il 60% delle quali concentrate nel Nord – Italia.  Circa 60mila i lavoratori coinvolti. La maggior parte degli utenti ha la sede di lavoro in un comune limitrofo rispetto al domicilio, o è l’azienda ad essere situate lontana dalla città in aree poco servite dal trasporto pubblico.  Per questo il car pooling aziendale è scelto per compiere una parte del tragitto, come un tratto di strada statale o di autostrada, fino al punto da cui si può continuare con il trasporto pubblico.
Non a caso anche Autostrade per l’Italia con AustradaCarPooling ha creato il servizio di condivisione per i pendolari del milanese, sull’autostrada dei Laghi (A8-A9) a Milano Nord e gli utenti registrati raggiungono quota 10mila, con le opportunità, ad oggi, di circa 3.500 viaggi.

Il car pooling ci sembra un buon esempio di come porsi con un atteggiamento fattivo di fronte ai problemi di una società  complessa come la nostra, porti non solo alla soluzione del problema stesso, ma apra la strada anche a nuove realtà e possibilità di lavoro.

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