Corsivo, tablet e pc. L’unione fa la forza

Tablet e computer nelle scuole per stare al passo con i tempi, ma la scrittura a mano, una modalità da archiviare o da ri-potenziare? Probabilmente, da imparare entrambe, ma con metodi e approcci integrati. Altrimenti gli studenti giungono all’università con una scrittura talmente incerta, da apparire quasi degli illetterati.

Beth MizellQuesto è quanto si sostiene, in Louisiana (Stati Uniti) dove è entrato in vigore l’atto 482 – Requires cursive writing be taught in public schools che prevede il ritorno dell’insegnamento della scrittura in corsivo nelle scuole pubbliche primarie e secondarie.

L’atto nasce per iniziativa della senatrice repubblicana Beth Mizell, la quale ha dichiarato che è “inammissibile che i giovani sappiano scrivere a malapena il proprio nome, perché non ricevono più l’insegnamento elementare”.

Il disegno di legge presentato dalla Mizell, nonostante sia stato accompagnato dall’ironia dei colleghi – c’è chi ha evocato la Magna Carta –  ha seguito il proprio iter con rapidità, ottenendo la firma del Governatore.

La senatrice ci tiene a sottolineare che la misura giuridica non ha una vocazione reazionaria; la nuova legge non mira a far abbandonare i dispositivi digitali, i giovani devono essere in grado di gestire sia la scrittura manuale che digitale.

L’autocritica: una scelta affrettata e ideologica

In questi ultimi anni, in parte degli Stati Uniti, molti istituti scolastici hanno abolito l’insegnamento della scrittura in corsivo, adottando esclusivamente i dispositivi digitali così da “aggiornare” il processo di apprendimento, senza curare quella parte cognitivo-emozionale della persona che si affievolisce con la perdita della scrittura a amano.

 Arend Van GemmertStudi psicologici e sociologici hanno dimostrato che la perdita della scrittura manuale genera un impoverimento non solo cultural,e ma anche cognitivo e creativo. Infatti, il provvedimento della Mitzell ha contribuito a ravvivare il dibattito educativo, portando gli addetti alla formazione all’autocritica: troppo presto, dicono, e in modo troppo ideologico, i bambini sono stati spinti all’utilizzo di tablet e computer.

Arend Van Gemmert, (a destra nella foto a lato)  direttore del Laboratorio del Controllo dell’Apprendimento Motorio presso la Scuola di Chinesiologia del College of Human Sciences and Education dell’University of Louisiana (LSU), descrive il processo mentale e motorio che avvia la scrittura a mano. “Indicare, afferrare, scrivere, disegnare e parlare, le  cosiddette competenze motorie, si attivano con l’uso della scrittura a mano.  Quando si scrive, continua il Prof. Van Gemmert in un’intervista sul sito Fox8, si usano il polso e le dita, ossia il cervello controlla dalle 20 alle 22 diverse articolazioni: un lavoro articolato che gli permette un severo allenamento. Ecco perché è importante che i bambini imparino a scrivere a mano, prima che con la tastiera”.

Inoltre aggiunge Van Gemmert la scrittura a mano e, in particolare, la scrittura in corsivo, è più fluida e la fluidità aiuta a essere più veloci. È dimostrato che se si scrive più velocemente, si legge più velocemente: una correlazione evidente soprattutto nei bambini. Ma sottolinea, l’accademico, la scrittura a mano è utile anche al cervello degli adulti, perché aiuta a memorizzare. Quindi rappresenta un ausilio per mantenerci cognitivamente in forma.

La capacità di memorizzare menzionata da Van Gemmert ci riporta alla ricerca della Princeton University pubblicata dal Journal Psychological Science che afferma che prendere appunti con il computer compromette l’apprendimento. Secondo i ricercatori gli studenti che durante le lezioni prendono appunti con i dispositivi digitali pongono domande concettuali meno brillanti, rispetto alle domande poste dagli studenti che usano la penna.  Perché la scrittura manuale, come evidenzia Van Gemmert, attiva le competenze motorie, aiuta la riflessione e, quindi, ci porta a una migliore organizzazione logica del pensiero e pertanto dei discorsi.

Misure “cognitive” in Italia

L’importanza dell’attivazione delle competenze motorie, attraverso la scrittura in corsivo,  espresse a livello giuridico nello stato della Lousiana, è patrimonio di linguisti, neuroscienziati, psicologi, antropologi, sociologi delle accademie in ogni dove. In Italia, rispetto all’impoverimento della lingua italiana, dovuto ad un uso non consapevole di tablet e computer, è nato il Gruppo di Firenze.

Scrivere a mano la CostituzioneNel febbraio del 2017 un nutrito gruppo di Accademici della Crusca, docenti universitari di varie discipline, pedagogisti, neurologici e insegnanti hanno redatto la lettera aperta Contro il declino dell’italiano a scuola indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Istruzione e al Parlamento.

Nella lettera, dopo aver preso atto che “alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente” propongono le linee guida per un sollecito intervento volto a colmare le lacune sovra elencate.

In attesa della risposta da parte delle istituzioni in grado di elaborare un programma mirato, tante sono le iniziative nate in ausilio degli studenti e non solo. Emblematica, l’Università Alma Mater di Bologna che ha predisposto un corso di formazione per tutti i dipartimenti che oltre all’insegnamento dell’ortografia, sintassi e grammatica della lingua italiano,  prevede la scrittura a mano.

Segue Ca’Foscari, l’università di Venezia, la quale in collaborazione con l’associazione Smed organizza corsi di scrittura manuale rivolti agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie.

E pensare che tutto nasce nell’Italia del Rinascimento

La Smed – Scrivere a Mano nell’Era Digitale, nasce nel 2015 con lo scopo di sostenere “lo studio la conoscenza e la pratica della scrittura a mano, soprattutto il corsivo e rivolge i suoi corsi soprattutto alle insegnanti dei primi 3 anni della scuola primaria.

scrittura cancelleresca corsiva - tavola di James CloughL’associazione ci rammenta come tutte le forme di corsivo moderno provengono dalla scrittura italica o cancelleresca che si è sviluppata in Italia fra il Quattrocento e il Cinquecento. L’uso della scrittura corsiva inglese dritta che la scuola italiana insegna da tempo, altro non è che l‘elaborazione del metodo italiano elaborato nel Rinascimento e diffusosi in tutto il mondo occidentale come scrittura italica o italic handwriting.

Un Umanesimo 3.0 è possibile, se educatori, professionisti, accademici rafforzeranno il legame tra passato e presente per creare le condizioni, non di una società lacerata tra “apocalittici e integrati” ma una comunità aperta alle innovazioni, ben salda nella sua struttura portante ed elementare.

 

 

 

 

 

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