Coaching. Una storia di cambiamento e di successo professionale

CambiamentoIl coaching nasce in ambito aziendale come rapporto di partnership che si stabilisce tra coach e cliente con lo scopo di aiutare quest’ultimo ad ottenere risultati ottimali in ambito lavorativo, così da gestire il cambiamento, concretizzare le opportunità di crescita e di sviluppo delle potenzialità in ambito formativo-professionale e di vita. Per sviluppare al meglio le capacità di leadership propria e dei propri collaboratori. In questa sede vi presentiamo una storia di successo in cui il coaching ha rappresentato la chiave di volta.

Una storia di cambiamento in cui il coach si trans-forma in allievo dando vita a un circolo virtuoso di benessere e di miglioramento delle capacità di progettazione di un percorso di vita. Non solo università, non solo learning on the job. ma soprattutto la capacità di leggere la realtà, dentro e fuori di noi.

DavideIl coachee – Davide

Un giovane universitario ha l’obiettivo di riprendere lo studio. L’ostacolo da superare, l’esame di farmacologia. Obiettivo a lungo termine, prendere la laurea in Scienze Motorie per avviare il proprio percorso professionale.

“Pensavo di avere un obiettivo superare l’esame di farmacologia, ma dietro al blocco didattico, si celava una totale demotivazione verso lo studio e pertanto. L’insuccesso dell’esame è stato l’evento scatenante di un forte disagio nei confronti del mondo universitario: appelli mancanti, docenti sfuggenti, burocrazia imperante. Così di fronte al mio smarrimento e in-capacità a superare l’esame mi sono rivolto, su consiglio di mia zia, ad un coach professionista con l’obiettivo di “allenarmi” per essere in grado di oltrepassare l’ostacolo. In realtà avevo concentrato tutte le mie difficoltà nella materia di farmacologia e l’usavo come una sorta di capro espiatorio. Probabilmente inconsciamente cercavo un modo per fare emergere “tutto il resto”.

Mentre ascolto il racconto di Davide Castaldi, penso quanti di noi abbiano la “propria farmacologia” dietro cui abita l’autentico freno per poi utilizzare la frizione nel modo adeguato. È vero, non siamo autovetture ma anche noi siamo soggetti a precisi meccanismo di “accensione”, accelerazione, decelerazione e spegnimento.

“La guida di Lucia Esposito, il mio coach, è stata illuminante in quanto mi ha permesso di far luce sulle mie “reali” capacità. Davide insiste sul concetto di “realtà” per evidenziare quanto la sua esperienza con la Dott.ssa Esposito non sia stata un raggio magico di luce che improvvisamente ti rivela l’arcano, ma un percorso che ti rende consapevole delle proprie capacità. Una forte visualizzazione dei passaggi che devi compiere per arrivare all’obiettivo, rendendoti più agile nel superamento degli ostacoli. Per esempio, non ero consapevole di avere in me una forte dose di determinazione.

Mentre ascolto i termini/concetti come “percorso, passi da compiere” avverto sempre un certo disagio, un sottile tentativo di indottrinamento, ma Davide mi spiega di come questa strategia di esplorazione del sé sia un sostegno per leggere la realtà in modo più autentico, non per interpretarla attraverso un credo altro.

Avevo perso ogni motivazione e il focus mentale. Come il racconto della luna ed il dito, mi ero arrestato a guardare il dito. Così ho visto chiaramente il focus del mio progetto formativo-professionale, ho confermato la mia scelta universitaria come occasione di crescita e prospettiva professionale. Con gli anni avevo perso la motivazione sia nello studio che nella professione.

Il mio rafforzamento intellettuale ed emotivo mi ha permesso di approfondire una disciplina a cui mi ero avvicinato negli anni, il Calisthenics (dal greco Kalos – bello e Sthenos – forte) è un metodo di allenamento mentale e fisico che racchiude tre valori cardinali: coordinazione, forza e flessibilità. Una disciplina con efficaci risvolti fisici e psicologici che ri-sale ai tempi dell’Antica Grecia, Non sono sempre stato uno sportivo, lo sono diventato, reputavo fosse troppo impegnativo.

Davide, così va avanti nella sua specializzazione ginnica che considera soprattutto un potenziamento mentale, un vigore fisico che parte da una visualizzazione mentale. “Studiare a fondo questa disciplina, contemporaneamente al percorso di coach mi ha permesso di metterne a fuoco a tutte le sue potenzialità: uno sport adatto a tutti se non si hanno condizioni patologiche e che riflette a pieno la mia visione dello sport. Lo sport è una cosa di tutti, non solo per gli “eletti.

Il coaching non cambia in modo radicale, ci fa rendere conto di come sia la realtà e come affrontarla in tutti i campi: lavoro, studi, relazioni, genitori, figli. Una ri-focalizzazione. Lo consiglierei a tuti i giovani che hanno a che fare con la famiglia, gli amici, le aspettative. Una sorta di regolazione tra dei conflitti tra interno ed esterno.

La valenza orientativa è particolarmente evidente, quando Davide mi parla di quanto le aspettative possano alterare gli obiettivi di una persona. “I genitori creano un’aspettativa nel ragazzo gli amici, la stessa cosa, così la persona crea un’immagine di se stessa basata sulle aspettative degli altri nelle quali ci si rispecchia. Io introdurrei il coaching già alle medie, come strategia orientativa.  Non è una seduta psicologica, “semplicemente”, ti mostra la realtà per quello che è.

Lucia Esposito

Lucia Esposito. Foto di Marco Albanelli

Il coach – Lucia

Il mio modo di fare coaching è intriso del mio essere una sociologa, del mio essere un orientatore, formatrice e progettista. Io lo definisco una relazione di aiuto che lavora più sull’agio che sul disagio. Dove io sono solo un “metallo conduttore” un facilitatore che attraverso opportune sollecitazioni porta le persone da un punto A di partenza ad un punto B (obiettivo), attraverso l’analisi e l’esplorazione di mai prese in considerazione.

A questa fase, segue una selezione naturale delle soluzioni più adeguate, più sostenibili per la persona così da sceglierle in modo autonomo e consapevole. Direi che il mio coaching è un allenamento alla scelta di quali azioni/soluzioni/strategie adottare.

Così presenta il suo modus cogitandioperandi, Lucia Esposito, con una penetrante luce negli occhi e un irresistibile sorriso che ti fa pensare che trovare la strada giusta non sia poi così difficoltoso.

Davide, considerava il suo obiettivo, la laurea come strumento primario per realizzare se stesso nel lavoro. Ha superato i propri limiti, non pensava che avrebbe potuto studiare e lavorare: “ Io devo studiare fino a che non mi laureo”, questa era la sua convinzione iniziale. Lo stato d’animo di Davide era vago, una commistione di insoddisfazione e impotenza, un debole anelito verso la felicità. Voglio essere felice, che cosa mi manca? La messa a fuoco è essenziale.

Le parole di Lucia mi portano ad una visualizzazione elementare. L’obiettivo dei una macchina fotografica o di una telecamera. Mi suggeriscono immagini sfocate, e immagini nitide e di immediata lettura. Mi vengono in mente, i dilaganti selfie attuali, come simbolo di uno smarrimento identitario e un’esposizione insensata del sé.

Lucia continua la sua narrazione appassionata. “Probabilmente Davide non avrebbe mai immaginato quello che di lì ha poco si è felicemente consumato. Vale a dire, l’approfondimento della disciplina de calisthenics, parallelamente al proseguo degli studi universitari. Si è reso conto che l’obiettivo professionale non era esclusivamente legato alla laurea. L’obiettivo fondamentale era il progetto di vita , di cui la laurea era un elemento, ma non esclusivo. Ne era una parte.

Davide attualmente, sta sperimentando quello che vuole fare, raccogliendo certificazioni, senza battute d’arresto. Cammini paralleli ed integrativi. Obiettivo finale: aprire una struttura di benessere fisico e non solo; si sta confrontando con vari soggetti interlocutori del territorio. Non la palestra classica”.

Sintesi

Coachee e coach ora collaborano insieme al programma Mind &body, un percorso di ben-essere per la mente e il corpo che prende spunto dal coaching lavorando sui valori di ciascuno e sul piano d’azione per gli obiettivi. Si lavora sullo spingere pian piano ciascuno dalla zona di confort a quella di stretching.

Il corso è rivolto a donne adulte che non sono mai riuscite a portare avanti sport palestra o altre attività. E facciamo in modo che siano assolutamente autonome nel gestire un allenamento quotidiano full body.. Il programma di allenamento (sia mentale che fisico) è stato progettato da Lucia e Davide congiuntamente.

Il coach analizza i bisogni dei clienti/partecipanti; si procede per gradi. Il percorso porta all’indebolimento fino alla sparizione degli alibi che “ci raccontiamo”: non ho tempo, devo fare altro. Davide ha ideato una scheda che non lascia spazio gli alibi. Una scheda di 30 minuti al giorno. Il cambiamento è visibile anche in termini di centimetri. Con 30 minuti di attività quotidiana, la leggerezza in senso lato è già un risultato tangibile. Il benessere mentale e fisico sono strettamente collegati.

Quest’attività è prevalentemente mentale, prima la fai con la testa e poi con il corpo, quando hai messo a fuoco quello che vuoi fare. Lucia svolge il ruolo di supporto come coach per il gruppo verso l’acquisizione di un’abitudine per arrivare ad un obiettivo e, al tempo stesso, è allieva di Davide, in quanto segue le sue schede di fitness in senso lato.

Non bisogna confondere gli obiettivi, con i sogni. Il sogno ha i suoi obiettivi, ma gli obiettivi non sono sogni e la storia di Lucia e Davide ne è una vivida attestazione.

 

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