Bioingegneria. Riproduzione di organi funzionali con la stampa 3D

Bioingegneri di tutto il mondo, riuniti nel Congresso di CosmoCaixa di Barcellona (Spagna), hanno presentato i risultati degli sviluppi delle ricerche realizzate, fra le quali la rigenerazione degli organi e dei tessuti umani funzionali, grazie alle cellule madri e alle stampanti 3D, che saranno in grado di riprodurre le cellule e i tessuti umani. Lo riferisce l’agenzia  di stampa Efe.

Portando l’esempio di un rene riprodotto, Elena Garreta, ricercatrice dell’Istituto di Bioingegneria della Catalogna (IBEC), ha spiegato il processo di rigenerazione: utilizzando le cellule madri pluripotenti capaci di agire come progenitrici, si crea un organo in scala ridotta che riproduce le funzioni di un rene sano.  Si procede quindi alla stampa 3D di tessuti funzionali, che potrebbe essere in grado di riprodurre l’organo, nella misura reale, attraverso il contributo dei disegnatori grafici e utilizzando come colore le cellule di rene, le quali, nonostante siano sane, non sono adatte per il trapianto.

La ricercatrice spagnola ha posto l’accento sull’importanza di “sommare gli sforzi di tutti gli specialisti” del campo della bioingegneria, per sviluppare questo metodo “che sarà necessario, quando, nel 2050 una ogni cinque persone avrà più di 60 anni”.   L’obiettivo del Congresso mondiale, organizzato dalla Biocat y la Obra Social la Caixa, è stato oltre a cercare soluzioni per allungare la vita umana,  fare in modo che ogni persona anche in età avanzata goda di buona salute e mantenga la propria autonomia.

Josep Samitier, direttore dell’IBEC ha specificato che non si tratta rendere l’uomo del futuro simile a un robot, ma di migliorarne  la  qualità della vita, sempre nell’ambito dell’etica e delle barriere sociali”.

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