11 novembre 1930 viene brevettato il Frigorifero Einstein

11-novembre-1930-ottiene-il-brevetto-il-frigorifero-einstein11 novembre 1930 Albert Einstein e il suo ex-studente Leo Szilard  (ritratti insieme nella fotografia a sinistra), ottengono il brevetto per un frigorifero ecologico ad assorbimento privo di parti mobili che funziona attraverso una sorgente di calore e a pressione costante.

L’invenzione messa a punto nel 1926 prende il nome di “Frigorifero Einstein”.

Da quando i gas refrigeranti sono stati messi al bando perché dannosi per la fascia di ozono stratosferico e dall’obbligo dell’abbattimento dei gas serra, il Frigorifero Einstein è tornato al centro dell’attenzione generale.

Va sottolineato che il sistema dei frigoriferi ad assorbimento, oltre ad essere ecologici, hanno anche il vantaggio di essere silenziosi e di durare nel tempo perché privi di organi e meccanismi in movimento, come ad esempio i compressori, che subiscono il processo di usura e offrono la possibilità di funzionare anche nei luoghi privi di rete elettrica.

Quindi si tratta di un’invenzione utilissima per tutti e che potrebbe cambiare la vita a tante persone che abitano nei luoghi ancora sottosviluppati.

Le caratteristiche del Frigorifero di Einstein

Il frigo ad assorbimento si compone di 5 parti essenziali, utilizzando prevalentemente acqua, ammoniaca e butano:

1. Caldaia. Dove inizia l’intero ciclo, dove è installata la fonte di calore (che può essere una tradizionale resistenza elettrica ma anche un bruciatore a biogas o di biocarburanti o perfino un pannello solare) e dove la soluzione di acqua e ammoniaca inizia il circolo.
2. Condensatore. Dove avviene la separazione dell’acqua dall’ammoniaca, e dove la stessa s’immette nell’evaporatore.
3. Evaporatore. Dove l’ammoniaca quasi pura incontra il gas (butano) ed evapora sottraendo calore all’ambiente esterno, cioè alla cella frigorifera, freezer ecc.
4. Assorbitore. Dove l’acqua utilizzata per trasportare l’ammoniaca assorbe calore per ridurre la sua temperatura.
5. Serbatoio. Dove l’acqua e l’ammoniaca, dopo aver compiuto il loro intero ciclo, si ritrovano, si miscelano ed entrano in caldaia per ricominciare a circolare nuovamente.

Perché non hanno sviluppato la tecnologia di Einstein

L’introduzione di un nuovo refrigerante, il freon considerato non tossico, avvenuto in coincidenza con il Frigorifero di Einstein, mise quest’ultimo in un angolo e divenne la tecnologia a maggior diffusione fino al 1990, quando il Protocollo di Montreal bandì i CFC (clorofluorcarburi), di cui il freon fa parte, ma che, a distanza di 26 anni, continua  a essere ancora in uso.

Con le caratteristiche più che positive ci si chiede come mai questo sistema di refrigerazione non sia diventato standard e soltanto dopo il Protocollo di Montreal ha suscitato nuovo interesse.

Una domanda maliziosa sorge spontanea, non sarà stato per la sua durata quasi imperitura, così in contrasto con il concetto di obsolescenza programmata, sempre più presente (per non scrivere tassativo) nelle produzioni odierne?

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Una risposta

  1. Paola ha detto:

    A pensare male, cara Amanda, si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca !

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