In viaggio per l’Italia per recuperare una realtà sconosciuta

 La nostra bella Italia ha la fortuna di offrire paesi, le cui bellezze naturali sono straordinarie perché uniscono insieme panorami, storia, cultura e tanto altro. Trascorrere le vacanze, non solo per godere di un meritato riposo ma anche per valorizzare la nostra conoscenza di quel patrimonio artistico che ci consente di scoprire sempre luoghi nuovi, ove si può ancora notare che non si può calpestare la bellezza regalataci dall’ambiente nel quale viviamo e così recuperare invece una realtà sconosciuta e piena di profondo umanesimo verso il  passato che ancor oggi non conosciamo,  perché né la scuola né la volontà di andare nel profondo delle cose ci ha accompagnato fino ad ieri.

E che il viaggio abbia inizio

AsoloLasciamo alle spalle l’autostrada A 27, la provincia di Treviso ci accoglie e la statale 47 ci conduce lungo strade ben gestite, ordinate, ricche di vegetazione dai colori autunnali. Il clima è favorevole, il sole ci accompagna in un reticolo di curve dolci ed all’improvviso ci ritroviamo, quasi senza accorgercene, ad Asolo. La città dei cento orizzonti come la definì Carducci e dai colori tenui con i quali il Giorgione seppe dipingerla nelle sue tele.  In questo borgo vissero Eleonora Duse “la divina”, il poeta inglese Robert Browing, il musicista Francesco Malipiero e la scrittrice Freya Stark che tanto amò questo luogo da voler essere sepolta nel suo cimitero: S.Anna, ove dorme anche la Duse.

Perché Asolo conquistò il cuore di persone così importanti e così diverse tra loro? Resta probabilmente un mistero, certo è che il paesaggio, le montagne che la circondano ed il Monte Grappa in particolare devono avere avuto su di loro un fascino particolare.  A noi resta impresso il suono di una campana il cui eco sembrava non finire mai e che la nostra immaginazione ci faceva credere  si infrangesse proprio sul monte Ricco dalla cima del quale il verde della valle non ci è parso mai così splendente.

Una voce di mille sfumature: Eleonora Duse

Eleonora DuseMa oltre questo rintocco siamo certi di sentire una voce capace di mille sfumature, favolosamente sensibile, meravigliosamente trascinante e commovente perché talvolta infantile e nello stesso tempo che faceva gelare il sangue nelle vene. E’ la voce di Eleonora Duse (nella foto a lato), un’attrice amata da Boito, ammirata da Verdi ed Ibsen ed adorata dal “Vate” Gabriele D’annunzio. La donna, pur minuta, sul palcoscenico diventava grande interprete di personaggi femminili e in tutti i teatri del mondo è ricordata proprio come “la divina” perché la sua recitazione è rimasta catalogata come unica ed inimitabile.

Forse la  sua vita travagliata, piena di passaggi tra il triste ed il felice, l’ha aiutata a trasmettere le sue emozioni più forti e che allo spettatore arrivavano come un …temporale. Un giorno disse che fare la madre è stata l’interpretazione più difficile della sua vita.  Infatti ebbe una sola figlia a 23 anni (insieme nella foto in basso), dall’attore Marchetti ed il rapporto madre – figlia fu spesso uno scontro verbale ed epistolare.

Elenora Duse e Enrichetta 1886La figlia Enrichetta la fece nonna di Eleonora divenuta suora e di Harry diventato frate. Queste scelte famigliari la portarono a definire la sua vita: “Ad ogni caduta c’è sempre una risalita” .

Morì a Pittsburgh ma scelse di tornare, dopo i suoi funerali di stato a Roma, ad Asolo e volle essere sepolta in una tomba dalla quale lei potesse vedere il Monte Grappa.

La figlia donò il loro epistolario, il vestiario e molti oggetti personali dell’attrice alla fondazione Cini di Venezia che li costudisce nella “stanza del Tesoro”.

La sfida della partita a scacchi di Marostica per conquistare la bella amata

Lasciamo Asolo, convinti di ritornarci in un futuro che ci auguriamo il più prossimo possibile, e Bassano del Grappa non manca di ricordarci quanto la storia sia passata sul suo … ponte. Ma non solo il pensiero della Grande Guerra ci coinvolge e rievoca l’epopea degli alpini, ci sono da vedere le opere del Palladio e Canova, la bellezza delle ceramiche bassanesi  e come non degustare la deliziosa grappa che sono un timbro internazionale di questa città!

Morastica- Partita a ScacchiVia via, il tempo vola, una tappa a Marostica è però d’obbligo.  Tra il bianco ed il nero spicca la scacchiera che al centro della piazza racconta la storia di due giovanotti nobili innamorati della bella Lionora figlia del castellano e che si sfidarono in una partita a scacchi per conquistare la sua mano.  Era settembre e dal 1454, in  ogni anno pari, la gara si rinnova e 500 figuranti in costume rallegrano la giornata di festa. Come  si fa a non sentirsi leggeri e trasportati quasi in aria se in primavera ti trovi a passare da queste parti! Marostica è la città dei ciliegi che l’adornano come una principessa e che con le sue 6 specie di frutti sfida i mercati di tutta Europa. Basta un alito di vento e tanti petali bianchi prendono il volo e  si posano sui bastioni ed i monumenti della cittadina. Le rondini non ci sono più, ma essi sono il segnale che la primavera è tornata.

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