Un viaggio tra l’immortalità dei dipinti del 600. Un dialogo tra Spagna e Italia

La tunica. Velazquez

“La tunica” di Diego Velazquez

Sì, viaggiare, è il trasformare ogni angolo del proprio mondo in qualcosa che ti appartiene, e che sembra ti faccia sentire di far parte della storia, sia essa semplicemente vita vissuta, storia del passato o appartenenza alla cultura del tuo paese che giorno dopo giorno scopri non conoscere mai abbastanza.

Se poi in questo periodo ti capita di sfogliare un giornale e ti soffermi sulla presentazione della mostra del ‘600 italiano della quadreria alla corte di Spagna presso le Scuderie del Quirinale a Roma (fino al 30 luglio 2017), allora la tua curiosità diventa una voglia matta di vedere che il bello c’è ancora e che desideriamo scoprire che c’è ne è ancora tanto. Così capisci che il  Seicento, dai suoi primi passi, ha intrapreso il cammino che lo ha portato ad un radicale rinnovamento artistico in chiave naturalistica verso il Classicismo e il Barocco.

Spagna ed Italia hanno sempre dialogato intorno alla pittura ed il tema emblematico altro non è che la storia visiva dei grandi pittori di quel secolo. In questa mostra sono esposti tesori incredibili, 60 opere che riaffermano i legami storici, politici e culturali tra le due nazioni.

Salomè e la testa del Battista (nella profonda ombra), il Crocefisso del Bernini opera unica in metallo fatta dall’artista, la Tunica di Diego Velazquez, Lot e le figlie del Guercino, la Conversione di Saulo di Guido Reni, Giacobbe e il gregge di Labano di José de Ribera, sono tutte figure che portano contemporaneamente inquietudine e grazia nella mente del visitatore, perché si percepisce in esse il rapporto profondo esistente tra i temi sacri e quel mondo di sfaccettature molto variegate che hanno fatto parte del percorso della pittura del XVII.

Questa ampia retrospettiva consacra il piacere di vedere quei capolavori che, lontani dall’Italia, stanno a testimoniare l’immortalità di dipinti, sculture che ruotano intorno a quelle ispirazioni che fecero dei nostri geni immortali dei distributori d’arte.

Lasciamo al visitatore il gusto della scoperta di tutto il resto che questa mostra offre, perché se avremo ancora la voglia di vedere intorno a noi ciò che è bello, per non dire unico, forse ci accadrà di essere meno tristi ed il “peso” della vita sarà più lieve. Il viaggio visivo nella pittura è nutrimento, passione, cultura, vocazione e sogno, perché non provare e sentire tutte queste emozioni! Buon viaggio, dunque!

 

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