Tecnologia ed inclusione sociale. Binomio vincente al Maker Faire 2016

make-faire-la-fiera-innovazioneInnovazione sociale, creatività, tecnologia a servizio dell’uomo e del benessere del pianeta, queste le principali caratteristiche che hanno decretato il successo della quarta edizione di Maker Faire Rome 2016 The European Edition 4.0,  la più grande fiera europea dell’innovazione promossa dalla Camera di Commercio di Roma che si svolge presso la Fiera di Roma.

Oltre 110mila le persone nei tre giorni della rassegna che hanno visitato le oltre 700 invenzioni presentate dai makers provenienti da più di 65 Paesi diversi, con 700 giornalisti e blogger di testate e radio/tv nazionali e internazionali.

Nell’anno in cui tutti parlano di Industria 4.0 – afferma Riccardo Luna, curatore della manifestazione – la quarta edizione della Maker Faire Rome ne è stata la rappresentazione più potente: dagli studenti agli artigiani, dai bambini alle imprese si è visto come la cultura dell’innovazione sia l’unico antidoto alla paura del futuro e l’unico strumento per tornare a crescere”.

Ogni anno – dichiara Massimo Banzi, l’altro curatore della manifestazione,  co-fondatore del progetto Arduino – continuo a stupirmi piacevolmente del fatto che tanta gente aderisca al nostro invito a partecipare alla Maker Faire. Questo vuol dire che il desiderio di innovazione in Italia è di gran lunga superiore a quello che si pensa”.

I premi Maker Faire 2016: innovazione per l’inclusione e la prevenzione

talking-handsLa grande novità di questa edizione è stato il R.O.M.E. Prize (Rome Outstanding Maker of Europe), dedicato al miglior progetto presentato tramite la Call for Makers: 100mila euro (lordi) che una giuria d’eccezione – composta da Neil Gershenfeld, fondatore del “Centre for Bits & Atoms” dell’Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit), Bruce Sterling, autore di fantascienza, e Simona Maschi, direttore dell’Istituto di Interaction Design di Copenaghen – ha assegnato al progetto Talking Hands, una sorta di guanti che contengono un dispositivo in grado di tradurre la lingua dei segni in voce, creato da due ricercatori dell’Università di Camerino: Francesco Pezzuoli, laureato in Informatica e Dario Corona, laureato in Matematica e Applicazioni, co-fondatori di LiMiX srl, spin off dell’ateneo marchigiano.

Registra i movimenti delle mani durante l’utilizzo del linguaggio dei segni, li traduce e li trasferisce ad uno smartphone, che pronuncia la frase tramite un sintetizzatore vocale. I segni prendono voce.

Nel corso della cerimonia è stato anche proclamato anche il vincitore dello Start Up Contest: GlareSmile si è aggiudicato i 75mila euro messi in palio da Digi-Key Electronics per il miglior progetto dedicato allo sviluppo di prodotti elettronici.

Si tratta del primo spazzolino da denti, completamente automatico, in grado di applicare la tecnica corretta di pulizia in 10 secondi. La progettazione è avvenuta mediante il confronto con centinaia di pazienti e uno studio capillare della miglior meccanica di igiene orale; per attivarlo basta spingere un tasto. Si ricarica mediante l’energia jsolare e il materiale è completamente riciclabile. Presenta quattro modalità diverse di pulizia. Sarà disponibile sul mercato nel 2017 al prezzo di 169 dollari. Tecnologia e design per una corretta prevenzione.

GlareSmile è nata due anni fa come start up, ideata da due giovani startupper italiani. Aldo Dominici e Niccolò Cerizza, 31, che ha già ricevuto vari premi, tra cui, la Start Cup del Politecnico di Milano nel 2014, il Premio di incubazione “Gaetano Marzotto”; il bando Start Up & Re-Start della Regione Lombardia.

Il contest #MaketoCare, promosso da Sanofi Genzyme in collaborazione con la Maker Faire Rome e ASTER, Società della Regione Emilia-Romagna per la ricerca e l’innovazione sul tema della disabilità., ha premiato Click4All e dbGLOVE .

Il team di Click4all nasce da Fondazione ASPHI Onlus, organizzazione che dal 1980 si occupa di tecnologie digitali per l’inclusione sociale, scolastica e lavorativa delle persone con disabilità.

Composto da Luca Enei, ingegnere che iniziò ad usare le sue conoscenze informatiche per la disabilità, durante il Servizio Civile, Nicola Gencarelli, laureato in Scienze della Comunicazione e Scienze dell’Educazione, ha lavorato 10 anni all’Università di Bologna come tutor per gli studenti con disabilità, fa parte di una compagnia multiculturale di teatro; Cristina Manfredni, educatrice professionale, laureata con una tesi sulla sordità, appassionata delle tecnologie; Franesco Susi, informatico, fedele all’Open Source; Giusi Zamarra, dottoranda in Scienze Pedagogiche, specializzata in Pedagogia Speciale.

Click4all ha l’ambizione di costruire un mondo digitale per tutti (build a digital world for everyone) e consentire al maggior numero possibile di persone con disabilità di accedere alle ICT (Information & Communication Technologies).

dbGLOVE è un dispositivo indossabile che digitalizza numerosi alfabeti basati sul tatto già utilizzati dalle persone cieche e sordo-cieche, come Malossi e Braille, per consentire loro di utilizzare tutte le funzionalità di uno smartphone o un tablet, di comunicare con gli altri e di interagire con il mondo. Gli utenti digitano i messaggi su dbGLOVE con l’altra mano, come se fosse una tastiera.

Le risposte vengono inviate direttamente una dbGLOVE, le traduce in vibrazioni simulano i segnali tattili rappresentano le lettere sul palmo della mano, permettendo all’utente di leggere il messaggio.

I vincitori si recheranno alla “mitica”  Silicon Valley, luogo simbolico e fisico, che riunisce le aziende dal più alto grado di intensità tecnologica ed innovativa, nella città californiana di San José per incontrare i guru dell’innovazione: incubatori, aziende già affermate nella prototipazione rapida delle idee e nella produzione di stampanti 3D, startup innovative che operano in ambito di salute e benessere.

 Area Kids

Anche le attività dell’Area Kids si sono chiuse all’insegna del successo: 25mila ragazzi, in rappresentanza di mille classi di varie scuole italiane, hanno partecipato all’Educational Day di venerdì 14 ottobre e più di 12.500 sono stati coinvolti nei laboratori e nei learning tour realizzati da Codemotion Kids all’interno del padiglione dedicato agli young makers.

Codemotionkids, si occupa di coding e  robotica con l’obiettivo di offrire un percorso didattico completo basato sull’uso cosciente di tecnologie per formare gli innovatori del futuro, incoraggiando il talento, la creatività e le potenzialità di ogni studente.

Ri-orientamento imprenditoriale

Un dato rilevante di questa edizione è stata la presenza sempre più ampia di imprenditori, in veste sia di visitatori che di espositori, come ha evidenziato, Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma –Questa convinta e massiccia partecipazione, che travalica i confini italiani e si apre a tanti Paesi del mondo, è un chiaro e prezioso segnale di fiducia da parte degli imprenditori, che scelgono questa manifestazione per riorientare il proprio business in chiave innovativa.

Grande interesse ha suscitato la partecipazione di  Grant Imahara, conosciuto a livello internazionale per la sua partecipazione al programma di intrattenimento scientifico statunitense MythBusters.

Ingegnere elettrico, di formazione, esperto di robotica ed eccezionale comunicatore, Imahara prima di approdare al programma citato ha lavorato per 9 anni presso la divisione di effetti speciali di “Industrial Light and Magisc” dove è stato coinvolto in numerose produzioni cinematografiche, tra cui Jurassic Park, The Matrix Revolution, AI, Artificial Intelligence.

In soli tre giorni, poi, gli utenti che hanno navigato sul sito makerfairerome.eu sono stati oltre 100mila.

 

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