San Rocco dove ci celebra il miglior amico dell’uomo

L’affidabilità e la tenacia del cane nella sua attività di fedele compagno dell’uomo ci è stato ancora una volta testimoniato dalle imprese di cui siamo stati testimoni durante i tragici giorni del post-terremoto che ha colpito Amatrice, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto ed Accumuli.

Proprio in onore dei nostri amici che dedichiamo la storia dei San Rocco, venerato in molte parti del mondo e che si festeggia nel cuore dei giorni festivi, il 16 agosto, in una piccola frazione del comune di Camogli, dove da 55 anni viene consegnato il premio fedeltà al migliore amico dell’uomo: il cane.

San Rocco CamogliLa comunità di questo lembo di terra non raggiunge i 250 abitanti ma è locata in un luogo paradisiaco, un autentico presepe, che risponde proprio al nome di S.Rocco.

Vi si giunge tramite una via panoramica, che curva dopo curva, fa intravedere giù il Golfo Paradiso. Se alzi gli occhi invece, il promontorio di Portofino non riesce a nascondere il Vetta ove l’antico Kursaal era (ed è ancora) uno splendido hotel, ed ove si racconta abbia soggiornato la principessa Sissi e l’imperatore suo consorte.

San Rocco e il caneMa torniamo a questo santo che partito dalla Francia percorse a piedi tutte le strade che conducevano a Roma, dato che lui desiderava incontrare il Papa. Ovunque faceva tappa lasciava un segno e spesso erano veri miracoli. Così divenne protettore dei farmacisti e guaritore di malati di peste, ma quando lui stesso fu colpito da questa malattia per intercessione del Signore che gli inviava ogni giorno un pezzo di pane tramite un cane, fu risanato. Da allora ogni sua effige lo vede in compagnia del più fedele degli animali.

I racconti che riguardano i gesti che i cani compiono in favore dell’uomo sono centinaia e vengono raccontati ed inviati proprio ai promotori di questo premio.

Quest’anno si è piazzato al primo posto, Blanka, che grazie al suo particolare olfatto ha saputo avvisare i genitori che il suo padroncino, era in stato ipoglicemico e stava rasentando il coma. Appena in tempo, bastavano pochi minuti ancora ed il piccolo non si sarebbe più risvegliato.

Meritevoli in egual misura sono stati Penelope e Spritz, che con i loro interventi hanno salvato i loro padroni. Ma quante altre storie si potrebbero raccontare! Forse solo così si potrebbe dire che è proprio il cane che vive …te!

Chiudo questo mio flash sul premio fedeltà ricordando una cara cugina, Cinzia Olivari, che per anni ha fatto parte di questa giuria, ed il suo primo cane Gipsy, del quale ricordo tutte le sue effusioni, prima che i reumatismi giunti con l’età ne limitassero i movimenti, ed a lei voglio rivolgere un forte e sincero forza Cinzia, non mollare.

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