Archeologia. Le Patavini Fontes e Nerone

Non solo a Roma, se scavi in profondità, trovi reperti che gli archeologi poi studieranno e dateranno, ma anche in provincia di Padova, come in molte altre parti d’Italia e, principalmente, nella zona di Abano e Montegrotto sono venuti alla luce ritrovamenti di complessi termali ed altro di origine romana risalenti alla seconda metà del 1° secolo a.C.

E come ciò può non essere vero se la via principale che attraversa Montegrotto porta proprio il nome di Via Neroniana!  Nerone dunque da megalomane quale era, aveva sempre preso cura della sua salute e aveva certamente usufruito del benessere che arrecavano le acque termali di questa zona. “Le Patavini Fontes, come erano chiamate, furono studiate da molti medici fin dall’antichità, ed in virtù degli scritti lasciati da Isacco e Jacopo Dondi, nel XIV secolo, già era riconosciuto che il sodio in esse contenuto arrecava benefici grazie anche al loro sobbollire naturale.

Chi era dunque Nerone, un matto? Un despota? Un grande riformatore?  Tutte tre le cose messe assieme. Si dice però che sia stato un illuminato perché forgiato dal suo precettore Seneca e che la sua riforma tributaria e monetaria, avvantaggiando le persone più povere, lo abbia fatto amare dal popolo romano.

Divenne imperatore a 16 anni e 10 mesi e per 5 anni il suo governo fu definito perfetto. Poi la paranoia lo convinse di essere onnipotente, e lo portò a soddisfare ogni suo capriccio fino a far uccidere la madre Agrippina. La storia lo definì un incendiario quando il 19 luglio del 64 d.C. Roma andò distrutta dalle fiamme, anche se successivamente taluni studiosi propendessero per una sua assenza dalla città in quel giorno. Il fatto è che se cancelliamo dalla nostra mente le immagini che riportano Nerone incoronato dal lauro, con in mano la cetra e con quella sottile barba che gli avvolgeva il viso, ci pare di profanare ancora la storia.

Tornando… avanti negli anni, certamente più di 40 fa, anch’io mi sono recata a fare le cure termali. Una malformazione ossea dell’anca ed una scoliosi precoce, vista l’inutilità delle cure mediche di vario genere sopportate, mi hanno convinto a tentare questa terapia naturale. Il caso mi portò a prenotare il soggiorno presso l’hotel Neroniane, raccomandatomi da un collega di università del professor De Bastiani, un bravissimo chirugo ortopedico, la cui famiglia gestiva la struttura e dove lui stesso ne era assistente medico.   Così mi sono ritrovata immersa in fango bollente, in saune caldissime, in massaggi ristoratori e in piscine dall’acqua sulfurea. Allora le cure avvenivano principalmente di notte, e così i pomeriggi li potevo trascorrere facendo belle passeggiate compatibilmente con i dolori artrosici che mi tenevano compagnia, visitando Padova, le Ville del Palladio (foto in alto Villa Pisani) ed i monasteri sparsi in tutta la zona. Così anno dopo anno le mie vere vacanze erano le due settimane che trascorrevo a Montegrotto, e durante le quali grazie alle cure ho sempre ottenuto un miglioramento delle mie condizioni.

Con l’avvento dell’anno 2000 l’hotel passò di mano e nel ristrutturarlo furono scoperti, sotto il salone da pranzo reperti di origine romana, che si aggiungevano a quelli già venuti alla luce, al centro della città (foto a lato).

Per favorirne la visione agli ospiti dell’hotel, fu costruito un pavimento nella sala ristorante  completamente in vetro e l’effetto fu fantastico, si calpestavano così senza far danni, i resti dell’antica civiltà romana, e ci si poteva immaginare proprio in compagnia di Nerone, tanto più che all’ingresso della struttura, un busto del quinto e ultimo imperatore ci continuava a dare il suo saluto ogni volta che uscivi ed il suo benvenuto ad ogni nostro rientro.

Sono passati quasi 1950 anni, da quando Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico, pensò bene di togliersi la vita, ma se invece di credere ai complotti e congiure di palazzo avesse continuato a governare, come inizialmente fece, chissà quante altre cose ci avrebbe lasciato da vedere e da ammirare ancor oggi.   E la bellezza della romana “Domus  Aurea” lo sta a testimoniare.

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