Messico. Panquetzaliztli, la cerimonia pulp del natale degli Aztechi

Prima che gli spagnoli colonizzassero gran parte del Centro e Sud America e introducessero la tradizione cristiana, in Messico a dicembre si commemorava la nascita di Huitzilopochtli, dio protettore degli Aztechi, guerriero che muore, ma sempre risorge.

Nato dal prodigioso concepimento tra  Coatlicue, dea della terra e dalle piume di un colibrì cadute dal cielo, Huitzilopochtli (lingua nāhuatl) racconta il mito, fu condottiero degli Aztechi, da cui derivò il culto come protettore del suo popolo e della capitale, Tenochtitlán, ma era anche un dio solare perchè ogni giorno moriva e rinasceva.

Ma quando Coatepec rimase miracolosamente incinta, si trovava a fare penitenza sulla collina e quindi questa nuova gravidanza della mamma fu considerata dai figli precedenti di Coatepec uno scandalo e decisero di ucciderla.
Non avevano tenuto conto del fatto che la mamma era incinta, né più né meno, del dio solare della guerra, il bellicoso Huitzilopochtli, come  ha raccontato il principale archeologo e antropologo Eduardo Matos Moctezuma, nel suo discorso alla Mexican Academy of Language (2015) e ripreso da efe.com.  Huitzilopochtli, ancora nel grembo materno, viene avvertito delle cattive intenzioni dei suoi fratellastri e si prepara a combatterli. Il prodigio si compie, il nuovo dio nacque a est “armato del serpente di fuoco o xiuhcóatl, che può essere interpretato come il raggio mattutino che eclisserà la luna e le stelle”.

Huitzilopochtli affronta subito i nemici, vince, compiendo il fratricidio. Sconfigge, infatti, Coyolxauhqui, sorella maggiore e dea della Luna.

Secondo la mitologia messicana Huitzilopochtli intraprese una guerra perpetua contro l’oscurità e se avesse perso la sua perpetua battaglia, il mondo sarebbe finito. Da cui la cruenta tradizione dei messicani precolombiani di dedicargli sacrifici umani per alimentarlo con il sangue e il cuore degli uomini affinché si muovesse nel cielo e preservasse la propria vita.

Huitzilopochtli veniva omaggiato con la cerimonia detta  Panquetzaliztli,  il nome del quindicesimo mese del calendario solare azteco , per gli studiosi l’ultimo mese di 20 giorrni  corrispondenti al periodo attuale che va dal 30 novembre al 19 dicembre.   Gli uomini sacrificati erano schiavi e prigionieri.

Alcune fonti ritengono che la Panquetzaliztli sia stata usata dagli evangelizzatori spagnoli per introdurre la loro religione e che sia la fonte di alcune cerimonie post colombiane, come ad esempio la tradizionale Posadas; invece secondo Adán Meléndez García, archeologo ed esperto di rituali preispanici, alla Conquista della Spagna nel 1521 non sono sopravvissuti elementi della cruenta cerimonia azteca.

È certo, conclude efe.com, che oltre al rispetto del mito di Huitzilopochtli, la cerimonia Panquetzaliztli, dispiegava anche il ruolo d’ intimidazione e la morte rituale dei prigionieri (con le pile dei teschi ritrovati) è la testimonianza  del potere spietato dei messicani per i loro sottoposti. E fu questa “implacabile dominazione” a motivare i popoli soggiogati ad allearsi con le schiere del condottiero spagnolo Hernán Cortés (1485-1547) per porre fine all’impero messicano, seminando il seme dell’attuale Messico.

 

 

Immagini Huitzilopochtli del Codice Tudela o Codice del Museum of America,  codice azteca del XVI secolo

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