Sguardi di donne e di uomini al MedFilmFestival

Forse perché la mia infanzia/continua a giocare nella tua spiaggia/ e nascosto tra le canne/Dorme il mio primo amore/ porto la tua luce e il tuo odore/Ovunque vada  (da “Mediterraneo” di Joan Manuel Serrat)

Med Film Festival 10-18 novembre

MedFilmFestival 2017, a Roma dal 10 al 18 novembre 2017, primo evento in Italia dedicato alla promozione e diffusione del cinema mediterraneo, giunge alla sua 23° edizione.

Il tema del Festival, che svolge tra il Cinema Savoy e il MACRO (Museo d’arte Contemporanea) è Sguardi di donne dedicato alle registe, interpreti, autrici e protagoniste del cinema mediterraneo.

Il ricco e articolato programma del Festival –  costituito oltre che dai film in gara, da dibattiti, mostre, eventi culturali, masterclasses, rassegne cinematografiche tematiche e concorsi cinematografici dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum – si snoda attraverso le seguenti sezioni: Concorso Ufficiale (Premio Amore Psiche), Concorso Documentari (Premio Open Eyes) e Concorso Cortometraggi (Premio Methexis e Premio Cervantes).  Complessivamente 98 film provenienti da 34 Paesi, con 2 ospiti d’onore: la Turchia e l’Algeria: Paese, quest’ultimo che vedrà il proprio regista Merzak Allouche, ricevere il premio alla carriera ed essere protagonista di una masterclass del Festival.

A impreziosire il programma dei film in concorso, i seguenti 5 film candidati all’Oscar 2018, come miglior film non in inglese dai rispettivi Paesi.

MedFilmFestival 2017 - Until the bird

Until the birds return di Karim Moussaoui (Alegeria).  L’opera prima di Moussaoiu raccanta 3 storie che s’intrecciano e hanno per protagonisti: un parvenu promotore immobiliare, una giovane donna incerta se seguire la ragione o il sentimento che, in questo caso equivalgono rispettivamente alla tradizione e alla modernità e un neurologo, che le cui malefatte del periodo della guerra sembrano ostacolare le sue ambizioni presenti.  Tre storie che snodandosi tra il passato (che non passa?) e il presente, offrono un ritratto esauriente dell’Algeria e della società araba contemporanea.
Il film è stato presentato per la prima volta e con immediato successo alla sezione A Certain Regard del Festival di Cannes 2017 (Cannes 70).  In programma: Domenica 12 novembre h. 20:00 – Savoy 2

MedFilmFestival 2017 - Summer 1993

Summer 1993 (Estiu 1993) di Carla Simón (Spagna). Racconto di formazione dell’estate del 1993 di Frida, bambina di 6, quando per la perdita dei genitori, malati di AIDS, deve lasciare la vivace Barcellona per andare a vivere nella provincia catalana, adottata dagli zii, suoi nuovi tutori legali. Frida, quindi, nonostante la tenera età, si vede catapultata in una realtà emotiva e fisica completamente diversa che cambierà la sua vita per sempre.
Racconto autobiografico della regista Carla Simón (classe 1986), selezionata dalla sezione Berlinate Talents del 2015 grazie alla sceneggiatura Summer 1993, che rappresenta il suo debutto – molto apprezzato dalla critica – da regista nel 2017, tanto da rappresentare la Spagna agli Oscar 2018.  In programma: Mercoledì 15 novembre h. 20:00 – Savoy 2

MedFilmFestival 2017 - Man Don't Cry

Men Don’t Cry (Muskarci koji ne placu) di Alen Drljević (Bosnia ed Erzegovina/Slovenia/Croazia/Germania). Le conseguenze drammatiche della guerra dell’ex Jugoslavia, vissute da 10 uomini, veterani bosniaci, croati e serbi, i soli ospiti di un hotel in montagna in Bosnia, e uno psicoterapeuta sloveno che tenta di aiutarli a superare i traumi vissuti durante la guerra.  Come scrive Jessica Kiang su Variety per Alen Drljević “la guerra non ha, come sostengono alcuni, un ruolo catartico. Per molti la guerra non rappresenta il culmine delle tensioni storiche. Non è la via che porta al superamento definitivo delle inimicizie”.  Al contrario, per molti la guerra è un “inizio”; l’inizio di una vita spezzata dall’odio verso i “supposti nemici” e verso se stessi per le atrocità commesse durante il conflitto.  Nella versione originale i dialoghi tra i protagonisti sono in bosniaco, croato e serbo.  Nuovamente un film di un regista esordiente che al primo colpo concorre agli Oscar, dove rappresenterà la Bosnia-Erzegovina.  In programma: Lunedì 13 novembre h. 20:00 – Savoy 2

MedFilmFestival 2017 - Wajib

Wajib di Annemarie Jacir (Palestina), presentato al Festival Locarno 70 la regista, alla sua ottava regia, conferma il suo interesse per la questione israelo-palestinese. Il co – protagonista Abu Shadi di Nazareth, già abbandonato dalla moglie e dal figlio Shadi (architetto di successo a Roma), rimarrà completamente solo, ora che la figlia sta per sposarsi.  Rispettando la tradizione palestinese, Abu Shadi deve consegnare gli inviti al matrimonio della figlia personalmente, andando di casa in casa.  Sono ben 400. Ma, dopo anni, il figlio Shadi, per amore della sorella torna in Palestina, proprio per accompagnare il padre.  Prende così il via un viaggio, che sarà anche il percorso del riavvicinamento tra il padre e il figlio, che superando l’estraneità procurata dalla lontananza e i reciproci pregiudizi, riusciranno a conoscersi e a ri-trovarsi.  Il conflitto tra i 2 protagonisti si dipana man mano che consegnano le partecipazioni, lungo il tragitto da una casa e l’altra e l’accoglienza degli invitati, permette alla regista di soffermare il proprio sguardo sulla comunità palestinese. In programma: Sabato 11 novembre h. 20:00 – Savoy 2

MedFilmFestival 2017 - Razzia

Razzia di Nabil Ayouch (Marocco, Francia, Belgio). Ancora 5 storie raccontate parallelamente e 2 momenti temporali (1982 e 2015) per descrivere e raccontare Casablanca e il Marocco. Comune denominatore delle storie è la diversità. Il film si apre con la citazione di un proverbio berbero che recita “Fortunato chi può agire secondo i propri desideri”: ed ecco sfilare i protagonisti con le proprie necessità, desideri, esigenze ma anche tradizioni culturali oppresse, che si scontrano con il conformismo odierno del Marocco. Il professore Abdallah negli anni ’80 del Novecento è costretto ad abbandonare l’insegnamento e la sua lingua perché le direttive statali gli proibiscono di usare il berbero, l’unica lingua compresa dai suoi alunni. E con lingua ‘perduta’ dovrà lasciare la regione e la donna amata. Nel 2015 a Casablanca, Salima si dibatte sulla questione dell’aborto. Elyas ebreo,  soffre, soprattutto per amore, a causa delle differenze religiose. Hakim vorrebbe fare il cantante. Il suo modello è Freddie Mercury, ma è difficile seguire le sue aspirazioni vivendo in un quartiere popolare della Medina.  Come Inês, adolescente che soffre di solitudine, procurata dalle incertezze tra la modernità che vede scorrere in televisione e il peso degli usi e costumi del suo paese. Sullo sfondo delle storie, le rivolte urbane.  Film politico, il regista Nabil Ayouch sollecita l’attenzione del suo Paese verso il risveglio e la rinascita, mettendo, al contempo, in guardia verso i pericoli derivanti dalle contraddizioni e falle tra chi tiene il passo con la modernità e chi non vuole o non riesce ad andare oltre le tradizioni. In programma: Martedì 14 novembre h. 20:00 – Savoy 2

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