Maragliano. Artista del legno ri-scoperto dal Met di New York

Una parabola umana straordinaria di un artista che è riuscito a varcare la soglia del Met Breuer, sede distaccata del Metropolitan Museum of Art di New York e a dialogare assieme a 120 opere di artisti quali: Canova, Donatello, Degas, Fontana e Hanson.

Parliamo di Anton Maria Maragliano e della sua opera San Sebastiano (nella foto a lato), scultura in legno del XVIII secolo, che è entrata a far parte della mostra definita Like:Life, Sculpture, Color and the Body (21marzo-22 luglio 2018). E quando 7 secoli d’arte si incontrano (come avviene nella mostra newyorkese) vuol dire che si è davvero raggiunto un traguardo ove talento e temperamento riescono ad esprimere emozioni uniche.

Anton M. Maragliano, cresciuto dopo Caravaggio, riuscì ad assimilare l’attitudine a registrare tutta la potenzialità pittorica del naturalismo di quel pittore trasferendola alla scultura. Sviluppò, dunque, la capacità di modellare volti e corpi gratificandoli di vivacità espressive, che attiravano non solo pellegrini ma anche critici stranieri. In chiave barocca la sua arte raffigura figure sacre, bibliche che riescono a creare quel compromesso aulico e di gusto popolare che precedette lo stile rococò.

Per il solo trasporto del San Sebastiano il museo ha speso 40mila euro. Sorge spontanea una domanda: “È mai possibile che solo all’estero debbano apprezzare le nostre opere e vi sia così l’input per amare e voler scoprire i nostri tesori nascosti?”

Collegandoci a tutto ciò, ricordiamo che dal 13 maggio 2018 si potranno vedere altre opere restaurate del Maragliano presso la chiesa di San Michele di Pagana, ridente borgo tra Rapallo e Santa Margherita Ligure. Il Cristo Crocifisso posto sull’altare maggiore, la Madonna con il Bambino (nella foto a lato) posta nella nicchia della cappella di destra, la statua di Sant’ Orsola a sinistra dell’ingresso e l’offerente  Francesco Orero dipinto del fiammingo Antoon van Dyck.

Il lavoro di Alessandra Cabella della Soprintendenza delle Belle Arti, Paesaggi Liguri, in collaborazione con il Centro di Palazzo d’Oria,  Nicola Restami e grazie ai contributi della Compagnia San  Paolo e il Lions Club di Rapallo, ha riportato in primo piano queste opere, frutto di un periodo fiorente ove gli artisti erano riusciti a portare nei loro lavori personaggi che, da protagonisti di storie religiose, sono sicuramente diventati una rappresentazione eccezionale che ci fa conoscere da vicino uno spaccato artistico e culturale del nostro Seicento e primo Settecento.

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