Olimpiadi d’italiano. Giovani “creattivi”

Dante1Premiati i vincitori delle Olimpiadi di italiano, una manifestazione giunta alla sua VI edizione promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, in sinergia con l’Accademia della Crusca.

Si tratta di una competizione volta a rilevare le competenze in campo linguistico degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. L’edizione del 2016 ha vantato ben 43.244 partecipanti provenienti da tutto il paese e dalle sezioni italiane all’estero, quasi il doppio rispetto allo scorso anno; 84 i finalisti chiamati per le ultime prove che sono state svolte venerdì 18 marzo nella capitale, presso il Convitto nazionale Vittorio Emanuele II.

La gara prevedeva due categorie di partecipanti: Junior, per i ragazzi del biennio, senior per quelli del secondo biennio e ultimo anno; medesima suddivisione per le scuole italiane all’estero. Le prove si sono svolte in un primo momento al computer, trattandosi di una selezione ad ampio raggio che prevedeva sia domande chiuse che una vera e propria analisi del testo. L’ultimo gradino per salire sull’ambito podio: dimostrare di saper comprendere e comporre un testo scritto, nonché di conoscere la lingua italiana. Creatività e composizione, ma anche logica e grammatica con le regole ben precise che le contraddistinguono..

Italiano tra noi

Fra i primi tre classificati nelle diverse sezioni due su tre sono donne. Dunque, il complicato mondo femminile ancora una volta mostra di essere ben incline al pensiero critico e all’indagine analitica ad esso connessa. Sui vertici della classifica si registra la provenienza da diverse regioni Campania, Friuli, Molise, Liguria, Puglia, Lombardia, Emilia Romagna, Calabria e l’immancabile Toscana. Per l’estero, sul podio la Grecia e la Spagna.  Forse a significare quanto il nostro idioma rappresenti per i giovani studenti della “quasi buona scuola” italiana un valore di condivisione. Mi piace pensare che per le novelle menti la lingua si identifichi con un appartenenza non solo geografica. La lingua con le sue leggi arbitrarie è stendardo di unità culturale, storica, economica. E i ragazzi sembra ne siano ben consapevoli, sebbene stiano crescendo fra gli echi nostalgici di secessione.

Ebbene, l’italiano con i suoi complicati costrutti è un vettore di conoscenza capace di rappresentare e rappresentarci, nonostante la comunicazione post moderna, e forse il pensiero stesso, sopperisca alla tecnologia e alle sue costrizioni sintattiche. Di contro alla celerità dei messaggi ad uso e costume dei consumatori di smartphone che mina la capacità stessa di ragionare, questi adolescenti ci hanno dimostrato che talvolta può essere utile prendere tempo, circoscrivere il proprio spazio, liberarlo dallo sconfinamento vigente per riflettere e dare inizio ad un proficuo scambio di idee ed opinioni. I nostri studenti ci hanno ricordato la bellezza della scrittura, il fascino dell’interpretazione e della lettura che infondo altro non sono se non una scoperta di sé e dell’altro da sé. Arte pura. Ancora ci hanno rammentato che la dialettica e l’oratoria, sono le ancelle del pensiero, del libero pensiero.

Ancora, una considerazione. Sul bando si legge che la finalità primaria della competizione è incentivare lo studio della lingua italiana quale elemento fondamentale della formazione culturale, sostrato necessario per l’acquisizione di competenze.

La lingua italiana, quindi, diviene vettore di crescita personale, nonché professionale. Infondo, la capacità di com-prendere un testo, di riassumerlo e di spiegarlo non sono gli elementi costitutivi del famoso problem solving, irrinunciabile competenza richiesta dal mondo del lavoro? E la competenza relazionale non abbisogna forse di una buona capacità di ascolto, quindi di comprensione, e al contempo di una buona ars comunicandi?

Saper parlare e saper scrivere paga sempre e comunque, in qualsiasi ambito occupazionale. La proclamazione dell’importanza delle parole è un “diritto-dovere” di tutti,  diffidando delle antiche dicotomie. La cultura umanistica da un lato, il sapere scientifico dall’altro, due apparenti rivali. Una lotta anacronistica che tuttavia riscalda ancora gli animi e rinsalda false convinzioni e pericolose ideologie.

Infine, sveliamo una medaglia d’oro

L’atleta migliore per la sezione senior? Bevilacqua Valentina, alunna del Liceo Classico “P. Colletta” di Avellino, si è dimostrata magistrale nella scrittura, di sintesi, di lettura del testo, insomma un’eccellente conoscenza della nostra lingua dal punto di vista lessicale e grammaticale. Una futura scrittrice? La brillante studentessa ha dichiarato di aver svariati interessi e, forse in virtù di tale molteplicità prospettica, declama di essere ancora in-decisa sul suo futuro formativo e professionale.

Come a dire che, laddove aumentano la possibilità, diviene più complicato scegliere, riuscendo a dirimersi nel mare magnum delle proprie inclinazioni e passioni. Del resto, le onde del futuro richiamano sempre più alla flessibilità che, se svincolata da accezioni negative, altro non è che l’abilità di sapersi inventare di continuo. Come la lingua italiana che non si è spaventata di accogliere il nuovo, e chissà magari accanto a petaloso troveremo presto creattivo, segno dei tempi.

 

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