Le campane di Amatrice

campaneUn tempo le campane venivano slegate la mattina del sabato, alle undici, e nei paesi bagnati dal mare i bimbi di tutte le età, lasciate le scarpe sulla sabbia, correvano verso la battigia e con le mani a forma di conchiglia si lavavano il viso in segno di purificazione.

Era una gioiosa corsa verso l’acqua, e non importava se un’onda bagnava il vestitino o un pantaloncino, era per tutti loro l’inizio della festa, la vigilia che precedeva la S.Pasqua.

Tante cose oggi sono cambiate, i riti religiosi prima di tutto, c’è forse più consapevolezza verso ciò che è successo a Gesù, siamo più informati anche se il mistero resta e solo la profonda fede ce lo fa accettare senza discussioni e dubbi.

Poi c’è la televisione che ci porta in casa emozioni di una tale intensità che scuotono le coscienze.

Ecco quindi che un collegamento con Amatrice, un paese distrutto dal recente terremoto, porta in visione ed alle orecchie, quelle 5 campane salvate dalle macerie che appese a un traliccio, suonano in cinque tonalità diverse ma che assieme formano una musica particolare.

Nel post silenzio del terremoto sono state come un richiamo alla vita. Ed è stato alquanto commovente sentire nel sottofondo di quel suono le urla festose dei bambini. La tv in questo caso è proprio portatrice di bene e di fiducia nel domani. Si può perdere tutto ma non si può spegnere l’innocenza che alberga nel cuore dei figli di queste terre che devono continuare a credere nel domani.

Lo schermo, specie in questi ultimi giorni, ci ha trasmesso solo immagini tragiche, vedere così in questo giorno di festa che ci sono inviate immagini che toccano il cuore rappresenta un balsamo.

Il Papa ha detto che si può trasformare il deserto in una foresta, ed oggi quelle cinque campane hanno chiamato a raccolta tante persone di buona volontà.

La campana di ogni campanile suona nel momento del dolore e della gioia, vedere quindi proprio la gioia in quegli occhi innocenti, che pur privi di casa, di scuola e chiesa, hanno trasmesso a tutti quella che è la vera speranza, darà sicuramente ai loro genitori quella forza necessaria affinché Amatrice ed i paesi vicini rinascano e lo faranno al più presto e saranno più belli di prima.

Un simbolo di rinascita oltre ogni confine fisico, metaforico, religioso e culturale.

 

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