Ieri oggi e domani dell’immigrazione “illegale”

Video BBC 2Un video divulgativo per bambini trasmesso dalla tv britannica la BBC che raccontata la storia della Bretagna del II secolo d.C., mostra un legionario romano di alto rango con la pelle scura.

Il video ha destato stupore e critiche e un ampio dibattito sul web. Non tanto per questioni “etniche” ma per la perplessità storiche.  Il protagonista nero  sembra non aderente con la realtà storica del II secolo d.C., considerato piuttosto un espediente al servizio del politicamente corretto.

Tuttavia la storica Mary Beard, intervenuta nel dibattito digitale ha precisato che la presenza di un legionario nero non è un’imprecisione storica, posto che esistono molte prove consolidate della presenza della diversità etnica nella Bretagna romana. La ragione per la quale la BBC ha scelto un protagonista nero, aggiunge la professoressa, risiede nel rilevare una realtà spesso dimentica.

Mary BeardLa voce di Mary Beard (nella foto a lato) è unanime nel mondo scientifico. È nota la multiculturalità dell’impero romano. Un legionario nero era raro, perché era molto difficile attraversare il deserto del Sahara, ma gli schiavi neri erano molto ricercati e  una volta ottenuta la libertà potevano fare carriera. Molti facevano parte delle legioni e delle truppe ausiliari.

Mary Beard ha dedicato molto parte della sua attività scientifica alla diversità delle etnie nella società dell’antica Roma. A livello divulgativo sono molti gli articoli con a sua firma, pubblicati dalla rivista The Time. Fra questi ricordiamo il pezzo intitolato Il razzismo in Grecia e Roma, dove la storica britannica spiega che entrambe le società non avevano molta fiducia negli stranieri (quando non arrivavano a disprezzarli) “ma non si preoccupavano del colore della loro pelle”;  nella fase della grande espansione dell’Impero con il termine “latino” non s’indicava una specifica etnia, ma si riferiva “allo status politico senza riferimenti alla razza e alla geografia”. Il termine di “immigrato illegale” per i romani “non avrebbe avuto senso” conclude la Beard.

Video BBC dibattito on lineNel dibattito sul web è intervenuto anche lo storico Mike Stuchbery che ha confermato come le legioni romane erano formate da soldati provenienti da ogni parte dell’impero, incluso dal nord-Africa e dal Medio-Oriente.

E tra un cinguettio e l’altro  di twitteriana matrice si evidenziano personaggi fondamentali della storia romana e del cristianesimo, di origine africana. Come l’imperatore Settimio Severo, nato nel 146 d.C., a Leptis Magna (città situata nell’attuale Libia) da padre berbero e mamma romana, asceso al massimo soglio del potere nel 197 d.C e fondatore della dinastia severiana; negli ultimi anni protagonista del confronto tra storici tra chi lo descrive come nero di pelle e chi no.

San MaurizioSegue San Maurizio, militare romano, secondo le agiografie generale a capo della storica Legione Tebana egizio-romana, formata da cristiani, operante prima nella Mesopotamia, quindi in Europa, che si rifiutò di reprimere le popolazioni cristiani delle Alpi svizzere e per questo venne massacrato insieme ai suoi soldati. Nato a Tebe intorno al 250 anche Maurizio appare in molte raffigurazione scuro di pelle. Come nel particolare del quadro riportato al lato,  opera del pittore tedesco Grunewald Matthias (1470 – 1528).

Non nominato nel dibattito twitter ma per nostro modesto contributo ricordiamo Agostino d’Ippona, teologo e filosofo berbero con cittadinanza romana, Padre e santo della Chiesa Cattolica.

Agostino_d'Ippona_filmAgostino nasce nel 354 d.C. a Tageste nell’attuale Algeria; cresce e riceve un’educazione letteraria e retorica prima a Madaura e poi a Cartagine, dove inizia a insegnare retorica e, spinto dalla mamma Monica di fede cristiana, il suo cammino spirituale.

Arriva a Roma soltanto nel 382 d.C.. Nel 384 si sposta a Milano dove assiste alle predicazioni del vescovo Ambrogio, che lo predispongono alla lettura della Bibbia. Nel 386 si converte al cristianesimo. Nel 387 riceve il battesimo da Ambrogio e nel 388 torna in Africa e si stabilisce a Tagaste prima, a Ippona poi, dove inizia l’attività pastorale che durerà per il resto della sua vita. Nel 395 è nominato vescovo di Ippona. Le sua vita e il suo pensiero sono racchiusi nei 13 libri della sua opera letteraria più originale e conosciuta le Confessioni.

Anche Sant’Agostino viene raffigurato con fattezze contraddittorie le une dalle altre, ma il regista italiano Roberto Rosselli nel suo film dedicato al Padre della Chiesa Cattolica e di cui porta il titolo (1972, in DVd dal 2003),  preferì tenersi alla larga dai ritratti agiografici e scelse come protagonista l’attore Dary Berkani (nella foto in alto).

Quando pensiamo alla nostra storia, alla cultura ellenico-romana fino alle radici cristiane, dunque alla culla o “culle” della cultura occidentale, non dovremmo mai dimenticare che proveniamo da una società multi-etnica.

Riflettere sulle parole della storica Beard,  pur nelle differenze tra passato e presente, determinate dal fluire della storia, potrebbe portare ad un approccio più autentico veso gli “immigrati illegali” meno drammatico per la nostra Unione Europea, che rischia di andare in frantumi per l’incapacità di gestire il fenomeno migratorio.

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Una risposta

  1. Diego Valenti scrive:

    HO SCRITTO ALLA PROFESSORESSA BEARD:
    Gentile Professoressa Beard, comprendo bene che il politicamente corretto sia entrato anche nella Scienza della Storia, ma il tuo atteggiamento mi sembra molto scorretto. Tu non hai nessuna prova che i legionari provenienti dal Nordafrica romano fossero negri. I nordafricani dell’epoca erano bianchi olivastri, come potrebbero esserlo oggi i greci, gli Spagnoli e gli Italiani meridionali oppure nordafricani come Gheddafi, Ben Bella, Bourghiba, Mubarak. La pittura e la statuaria romana di epoca imperiale ci forniscono solo facce di caucasici latini. La tua è un’affermazione senza prove ma soprattutto un po’ razzista contro i bianchi. Avrò piacere di incontrarti qui a Roma. Ciao. Diego Valenti

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