I fortunati 100 anni di Carlo Cassola

Carlo CassolaIl 2017 segna il doppio anniversario per lo scrittore Carlo Cassola: il centenario della nascita – Roma 17 marzo 1917 – e il trentennale della scomparsa – Montecarlo di Lucca 29 gennaio 1987.
Carlo Cassola ebbe fortuna in vita e i suoi libri continuano a essere amati nei nostri giorni.  La sua letteratura si contraddistingue per una scrittura essenziale con la quale tratteggia efficacemente gli aspetti più semplici dell’esistenza.

Non a caso ripercorrendo la sua vicenda letteraria Cassola ricordava che intorno ai suoi 20 anni – quando decise di dedicarsi alla scrittura – trovò la chiave della sua poetica  leggendo James Joyce perché lo scrittore irlandese “concentra la sua attenzione su quegli aspetti della realtà”  che per  Cassola “erano sempre stati i più importanti”.    Una poetica che lo stesso Cassola battezzerà poi subliminarismo, riferendosi alla consapevolezza che aveva avuto fin da bambino  “che ogni cosa, ogni fatto, ogni luogo, ogni tempo, ha una tonalità particolare; e questo alone che è intorno alle cose”  era per lo scrittore  “più importante delle cose stesse”.  Il sublimare l’esistenza comune, o se si preferisce, il trascorrere di un’esistenza  ordinaria, i cui protagonisti, per lo più donne, sono personaggi semplici e miti.

La fortuna

Donne, appunto, come Anna la protagonista di “Un cuore arido”, considerato il capolavoro di Carlo Cassola ambientato a Marina di Cecina che insieme a Volterra e alla campagna di Grosseto,  sono i luoghi ricorrenti delle sue opere.

I suoi racconti iniziarono ad essere pubblicati sul finire degli anni ’30 e primi anni ’40 raccolti nei 2 volumi “Alla periferia” e “La visita”. Nel frattempo Cassola si laureava in Giurisprudenza, iniziava la sua attività di professore delle scuole superiori e partecipava alla Resistenza. Quest’ultima esperienza la racconterà nel libro “Fausto e Anna” pubblicato nel 1958. L’anno successivo sarà la volta de “Il taglio del bosco” e nel 1960 vincerà il Premio Strega con “La ragazza di Bube”, che registrò un grande successo di vendite, cui segui nel 1963 la trasposizione cinematografica per la regia di Luigi Comencini. “La ragazza di Bube” racconta attraverso la storia di una coppia di giovani la situazione socio-politica dell’Italia del dopoguerra.

Lo stile contestato

Libri : Una realzione di Carlo CassolaPaura e tristezza di CCTutt’altro che indifferente alla realtà che lo circondava, la critica dei suoi tempi lo apprezzava, ma alcuni colleghi lo biasimavano, giudicandolo anacronistico. Il Gruppo 63, il  movimento letterario di neoavanguardia, come si definì per differenziarsi dalle avanguardie del primo Novecento,  lo accusò con Giorgio Bassani   di essere le “Liale del 1963”, con riferimento all’autrice dei romanzi rosa Liala.
Per il Gruppo 63  lo stile narrativo troppo tradizionale di Carlo Cassola era inadeguato per  interpretare ed esprimere il fermento  e la trasformazione  della società italiana degli anni cinquanta e sessanta: dalla ricostruzione del dopo guerra  al  boom economico.

Invece, a dispetto dell’ironia sferzante del “Gruppo 63”,  la fortuna di Carlo Cassola ha resistito e resiste all’andare e del tempo e ai mutamenti dei tempi.

Ne è la prova   un ulteriore adattamento cinematografico non  più lontano dal 2004, compiuto dal regista Carlo Mazzacurati con il suo “L’amore ritrovato”, liberamente tratto dal romanzo “Una relazione” scritto da Cassola tra il 1962 e 1963.
Ne sono la prova le commemorazioni organizzate per il centenario dello scrittore, fra le quali,  le ripubblicazioni  nella collana Oscar Mondadori di “Paura e Tristezza”  con introduzione di Raffaele Manica e, ancora una volta, di “La relazione” con introduzione di Laura Pariani. Entrambi in libreria dal 14 marzo 2017.

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