Giorgio Bassani: quattro amici al bar…

Giorgio Bassani, come traccia italiano per la licenza liceale 2018, tipologia Analisi del Testo,I giardini dei Finzi Contini… e i ricordi affiorano.

Seduti ad un tavolo da gioco quattro amici trascorrevano certe serate al Circolo tennis di Roma a Porta Metronia. Nel pomeriggio spesse volte si erano già sfidati con racchette e palline, in calzoncini corti, sulla terra rossa di quei campi che costeggiavano le mura del quartiere di S. Giovanni.

Erano molto diversi tra loro, uno era un uomo maturo, l’altro adulto, uno trentenne, e l’altro ancora un ragazzo un “bocia” come lo chiamavano gli altri. Eppure erano affiatati, pur nel silenzio di interminabili partite di bridge, spesso c’era il tempo di scambiare quattro chiacchiere. E la dialettica forbita del deputato, presidente di un partito della Prima Repubblica, teneva …banco, era piacevole anche ascoltarlo, perché sotto sotto venivano fuori piccoli pettegolezzi politicamente scorretti che facevano sorridere.

L’altro giocatore, serioso quanto basta, raccontava di una vita molto impegnativa, ove le leggi razziali avevano avuto un peso determinante, anche se la sua carriera di scrittore lo aveva portato a vincere il premio Strega, oltre che essere docente di storia del teatro all’accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico.

L’altro bridgista era invece un uomo dall’humour inglese, sottile intrattenitore, autore di romanzi in cui predomina il quotidiano, la normalità, ma anche la voglia di andare oltre alla monotonia. Ripeteva che solo se si è giovani ci si emoziona nel leggere, e così scriveva con la speranza che a scoprire i suoi personaggi fossero proprio i giovani uomini.

Ed i due libri ritrovati sugli scaffali: Sabbia negli occhi e Il letto in piazza lo stanno a testimoniare. Il “bocia” non aveva da raccontare nulla, se non delle sue performance a tennis (era un terza categoria) e l’amare le regole del calcio essendo un ottimo arbitro a livello nazionale.

C’era però qualcosa che li legava, il dialetto veneto, sì perché uno era di Ferrara, altro di Venezia ed il giovane, nato in quel di Padova, comprendeva inflessioni ed espressioni di quelle parlate. Così era facile per loro raccontare di pescate sul Po, di passeggiate tra le ville del Palladio, di periodi di riposo per godere delle cure termali, anche perché trascorrere molte ore a ridosso delle Mura di porta Metronia, pur nel diversivo delle partite a carte, voleva dire assorbire una buona dose di umidità.

Tutto ciò avveniva all’inizio degli anni ’50, quando il boom economico aveva cominciato a far sorridere gli italiani. Oggi quei 4 amici non ci sono più, ognuno ha fatto la sua vita. Il politico era Ugo La Malfa, un protagonista della politica di allora, fuori dal coro, il romanziere Giorgio Bassani, lo scrittore, giornalista e ottimo giocatore di pallacanestro Nantas Salvalaggio, ed il referee era Domenico Sorrentino.

Sono nomi che forse non tutti ricordano, però oggi uno di questi è risuonato nelle aule ove si è svolto il tema d’italiano per la licenza liceale. Così la traccia proposta dal ministero dell’istruzione ha fatto conoscere Giorgio Bassani autore nel 1962 del romanzo Il giardino dei Finzi Contini. Con quella pubblicazione ottenne un successo straordinario, il suo libro fu tradotto in molte lingue, e Vittorio De Sica ne fece un film  (Oscar, miglior film straniero 1970) che ancor oggi viene ricordato come una storia fondamentale ,che ha fatto conoscere il tragico periodo delle persecuzioni razziali contro gli ebrei ed i diversi.

Ma quanti diciottenni d’oggi sanno chi era Bassani? Lo abbiamo chiesto proprio a coloro che sono impegnati in questa prova di maturità. Nemmeno il 50% di loro sapeva chi fosse, che cosa aveva scritto, che era stato un ottimo collaboratore nelle sceneggiature di film ed anche doppiatore dell’attore Orson Welles nel film “La ricotta” di Pasolini.

Ben venga riportato quindi alla conoscenza dei giovani quello spaccato di vita degli anni ’30 e ’40 perché se vogliamo scrivere la nostra di storia dobbiamo sempre partire da quella che è stata la vita dei nostri padri. Viva la maturità, dunque, perché se per tanti è un incubo per altri sarà l’occasione per rileggere libri quali “Cinque storie ferraresi” ”

L’odore del fieno, Dietro la porta, Una notte del 43 e tanti altri. Per me, che mai ho vissuto la notte prima degli esami, resta solo un ricordo, quella sosta davanti ad una tomba del cimitero ebraico di Ferrara, a ridosso di una cinta muraria che proprio Bassani fece restaurare, e che ad ogni inizio di novembre mi vedeva, fino al 2008, assieme al “bocia” di allora dire una preghiera, perché quella era una tappa obbligata, visto che anche i nostri parenti riposavano proprio a breve distanza.

E così voglio credere che, dopo aver giocato a carte al circolo Tennis di Porta Metronia, sicuramente continueranno a farlo lassù, ed il quartetto sarà ancora lo stesso: Ugo, Giorgio, Nantas e Domenico. Vinca il migliore!

Foto di copertina: tratta da “La presenza di Èrato“.

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