Gente di libri da-mare

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Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con la community social IgersItalia, ha lanciato un interessante progetto volto a favorire la promozione alla lettura. Si tratta di  #30libridamare, un’iniziativa più che pregevole rivolta ai nostri giovani studenti.

Chiunque abbia un profilo Instagram può utilizzare il social come piattaforma di scambio culturale condividendo i titoli scelti per letture estive. Così Instagram si apre alle immagini di copertina. Non solo selfie, dunque. C’è altro da postare. Per un certo qual modo si potrebbe pensare ad un felice connubio fra passato e presente: l’antica arte si bagna nelle acque agitate di un’attualità sempre più drammaticamente social.

Per alcuni veterani, potrebbe sembrare un classico vedere giovani assorti mentre sfogliano le pagine di un libro sotto l’ombrellone o all’ombra di un folto albero dalle foglie precocemente insecchite dall’arsura cocente. Ma non è per tutti così. La lettura in effetti non fa audience tanto che l’incipit ministeriale ha le sembianze di avanguardie dimenticate. Un inno all’incedere sfrenato della rete. Leggete su carta, scaricate e-book se volete, ma condividete. Questo il grido lanciato dagli uffici di viale Trastevere dove ha sede il Miur.

Dunque, la corsa alla condivisione di titoli, oltre ad alimentare la speranza che i giovani studenti leggano, dà un nuovo volto ad un social nazional popolare. Ecco allora che si apre una nuova possibilità per la piattaforma più diffusa fra i giovani, talvolta inermi dinnanzi alle parole, troppo intenti a prediligere forme di comunicazione spurie di sillogismi, considerati inutili esercizi di logica. Retorica?

Eppure il Miur impegnato in questi giorni a formalizzare le nuove assunzioni del suo personale docente  non teme la sfida e concede ai ragazzi la fiducia,  fondamento di ogni teoretica dell’educazione. E come molti ricordano la teoria si sostanzia, solidificandosi, nel suo intercedere di continuo con la pratica.

Per questo la lettura può o forse deve, nel rispetto dei tempi, divenire un fatto social, una fenomenologia della nuova collettivizzazione del sapere. Perché addentrarsi in un testo che diviene con-testo favorisce la riflessione, crea la circolarità del sapere. Ebbene uno sguardo attraverso la pluralità di significati presenti nella comunità virtuale permette anche di avere cura di sé e di quanto si sta iscrivendo nel codice della propria anima.

Per aderire a tale iniziativa è sufficiente pubblicare la foto del libro pre-scelto sul proprio profilo Instagram, accompagnata da una significativa citazione del testo, considerata esemplificativa del suo contenuto.

Un messaggio, un’immagine e gli hashtag #30libridamare #MiurSocial e #IgersItalia per segnare l’estate dei vecchi e nuovi lettori

 

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