Genova e i suoi cantautori, 1964 -2018

Abbazia di S.Giuliano. La torre

Sono stati quelli anni particolari, io ero immersa in impegni di varia natura. La famiglia, in quanto primogenita, ricadeva sulle mie spalle fin dalle prime ore del giorno, la sorella minore frequentava le scuole, il fratello più piccolo aveva bisogno di essere seguito nei suoi studi ed io non ero all’altezza di aiutarlo, così fu deciso di farlo entrare in collegio. L’ Istituto dei Padri Somaschi di Nervi lo accolse e lo avviarono ad una conoscenza delle materie commerciali che lo portarono poi a scegliere un lavoro che lo soddisfece appieno.

Talvolta cercavo di raggiungerlo e così durante le sue ore di libera uscita, facevano belle passeggiate lungo il litorale o raggiungevamo la zona di Albaro che con il suo verde ed i suoi parchi ci consentiva di trascorrere ore bellissime.  Erano tempi che la radiolina o il mangianastri erano nostri compagni e le canzoni dei cantautori genovesi ci tenevano compagnia. Quando le ore a disposizione erano più di una coglievamo l’occasione per entrare nell’Abbazia di S. Giuliano  e pur essendo tenuta in non buone condizioni ci ha sempre portato un senso di serenità interiore.

Oggi dopo il restauro iniziato nel 1986 e il riacquistato splendore della sua facciata avvenuta nel 1992, in concomitanza delle celebrazioni colombiane, il cardinal Bagnasco la classificò per la parte di proprietà dei benedettini “ad uso profano non indecoroso” ed il resto, essendo del demanio, fu affidato al ministero dei beni culturali.  Ricordo il convento, la chiesa ed il chiostro, il suo campanile a bande bianche e grigie con una cuspide a piramide ed i suoi 4 pinnacoli, ma l’immagine perenne che è in me sono le finestre del chiostro dalle quali si vedeva il mare e  sembrava possibile scorgere gli sbarchi dei pirati o le incursioni dei saraceni.

Ma l’abbazia era situata troppo in alto, la collina su cui poggiavano le fondamenta, difesa da scogli, era percorribile solo da strette viuzze che scendevano tra faggi e pini marittimi, e così tornavo a respirare profondamente. Reminiscenze scolastiche mi ricordavano che anche Guido Gozzano aveva dedicato una poesia a questo luogo nel 1907, fondato però nel 1240 dai frati francescani anche se alcuni documenti la certificano già esistente dell’anno 1000.

Oggi in questa meravigliosa struttura sta per nascere la casa dei cantautori liguri. Il piano dei grandi progetti appoggiato dai beni culturali e presentato dalla regione Liguria ha fatto sì che nascerà una scuola “senza tempo” per far crescere i nuovi musicisti genovesi.

La giunta comunale il 10 gennaio 2018, dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità, anticiperà 120.000,00 euro dei fondi ministeriali, e inizierà l’acquisizione, la catalogazione, la conservazione, il riordino di tutte le opere di  Fabrizio De Andrè, Bruno Lauzi (foto in basso), Ivano Fossati (foto sopra), Umberto Bindi, Luigi Tenco e Gino Paoli.

E’ un’iniziativa meritevole, perché non deve essere il tempo e gli anni a venire a cancellare questo patrimonio musicale italiano.  Luogo più bello non poteva essere scelto e sicuramente l’abbazia riuscirà così ad essere meta non solo di musicofili ma anche di amanti di arte monumentale e, far scoprire scultori quali Maragliano, pittori quali Luca Cambiaso; e pure coloro che vedranno la bellezza del coro in legno di noce massiccio posto all’interno della chiesa e proveniente da quella distrutta di S. Teodoro, resteranno affascinati.

La canzone di Marinella, Onda su onda, Il nostro Concerto, Mi sono innamorato di te, Sapore di sale, e mille altre canzoni suoneranno tra queste mura, a me non resta che tirare fuori quei vecchi dischi di vinile, porli su un vecchio giradischi e chiudere gli occhi, tornerò ad Albaro, all’abbazia di S. Giuliano, e mano nella mano avrò compagno per sempre il sorriso di mio fratello, che volerà tra le foglie degli alberi e si tufferà nelle onde del mare.

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