For Forest. Perché la scultura vivente è anche (un po’) italiana

Provengono dall’Italia (oltre che dalla Germania) gli alberi adulti che costituiscono la scultura vivente For Forest. L’infinito fascino della natura, un bosco di 18 specie diverse che l’artista svizzero Klaus Littmann ha ricreato nello stadio di calcio del Wörthersee di Klagenfurt (Austria).

Una sorta di bosco in prigione, oppure rimandante a una ormai talmente rara realtà da dover essere ricostruita ed esposta in un luogo pubblico. Un richiamo, dunque, all’attuale situazione climatica, all’urgenza degli interventi a tutela della natura affinché non si trasformi, appunto, soltanto in una mera espressione artistica.

Questa piccola gemma verde e culla della biodiversità è formata da alberi di età fra i 30 e i 40 anni, alti fino a 15 metri e curata dall’architetto di paesaggi, lo svizzero Enzo Enea, il quale si è rivolto all’Italia, essendo il nostro Paese tra i pochi a trattare gli alberi adulti.

I fusti non sono piantati ma poggiano su grandi lastre metalliche, in modo da non danneggiare l’impianto antineve incorporato sotto il manto erboso del campo di calcio e, al tempo stesso per mantenere intatta la salute del bosco, il quale al termine dell’installazione, sarà trasportato appena fuori Kagenfurt e trapiantato per continuare il suo destino di scultura vivente.

For Forest – che sarà aperto gratuitamente al pubblico dall’8 settembre al 27 ottobre 2019, tutti i giorni e per tutto il giorno (dalle h. 10 alle 22) – nasce dalla folgorazione che Littmann (1951) ebbe quando vide per la prima volta L’infinito fascino della natura,  l’opera che il preveggente architetto Max Peintner (1937) disegnò nei primi anni Settanta, quando appena si parlava di danni ecologici e deforestazione.

Littmann vide il disegno sul declinare degli anni Ottanta e  subito gli venne l’idea di realizzarlo.

Un’idea che non l’ha più abbandonato fino a quando è riuscito a concretizzarla: nel 2016  venne a sapere dello stadio di Klagenfurt – costruito per gli Europei del 2008, grande fino ad ospitare 30mila persone ma spesso vuoto perchè la squadra calcistica locale non eccelle, oltre al fatto che sorge in una città di soli 100 mila abitanti – e a trovare  i finanziamenti, attraverso donazioni private e pubbliche raccolte  dall’ instancabile Littmann, il quale in gioventù è stato allievo  di Josef Beuys (1921-1986), il padre dell’arte sociale e, dunque, ecologica e che fece  dell’Italia la sua patria di elezione. E il cerchio si chiude.

 

Fotografie dall’alto: 1) Riproduzione de L’infinito fascino della natura, il disegno di Max Peintner  con gli alberi colorati da Klaus Littmann per il progetto For Forest; 2) da sinistra Max Peintner  e Klaus Littmann nel campo di calcio di Klagenfurt (Austria); 3) Il campo di calcio di Klagenfurt (Austria), con la scultura vivente (credit – Artifix Daily)

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