La Dea Fortuna tra le vie della città eterna

Il regista Ferzan Özpetek con la Dea Fortuna nelle sale dal 19 dicembre 2019 ci offre uno spaccato di vita. Lo fa a suo modo, il regista turco con i temi e gli ambienti a lui cari. Siamo nella sua città d’adozione, Roma, sempre meno imperiale eppure ben immortalata nella sua indiscussa bellezza. Sicché la cinepresa compie una sinossi di strade e quartieri, mostrando rioni forse eleganti, di certo multietnici, venature di strade caotiche distinte da rumori costanti, mai assordanti.

Una città contraddittoria e accogliente con le sue terrazze sospese, fenditure del tempo che scorre, incessante destino.

Come nel film Fate Ignoranti, non manca il balcone, isola felice per famiglie senza confini dove si balla, si mangia, si ride; dove la festa è una parentesi che sospende il dolore. Perché la vita sorprende le esistenze di ognuno come la pioggia che accompagna la danza felice degli attori. Una scena che subito sa di nostalgia.

Anche in questa pellicola si canta l’amore in genere, senza genere. Si narra la corrosione di una coppia annoiata, nonostante gli svaghi. Innumerevoli a ben guardare. Due amanti, Arturo ( Stefano Accorsi) e Alessandro (Edoardo Leo), due anime piegate dalla routine, l’errante ritorno dei giorni. Tutto in una ripetizione, rotta da episodici eccessi. Niente si smuove fino a quando un’amica, Jasmine Trinca, lascia ai due, i suoi bambini per motivi di salute. Sorella, sguardo fiero, fratellino dedito a dare del lei a chiunque.

Come nelle migliori storie interviene l’innocenza e le contraddizioni non tardano a scoppiare, mostrando quanto l’amore possa mutare travestendosi talvolta di muto rancore. Ma l’evento è come il vento, soffia via ogni rimpianto. Non resta che una luna diamante (cantata da Mina e disegnata dalla penna di Ivano Fossati) a donare un velo di poesia ad una storia non troppo lontana da chi conosce la noia che affranca la solitudine.

Grande Edoardo Leo che, senza abbandonare il solito registro di romano incalzante (ricordiamo che l’attore è in possesso di una laurea in lettere conseguita con il massimo dei voti) dà spessore e rende credibile il suo personaggio. Stefano Accorsi, già visto in ruoli simili, qui si veste di maturità e apparente saggezza. In fondo l’amore non segue ragioni, non conosce regioni e tanto meno regimi….

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