Comunità di lavoratori crescono

Co-living e co working. Una modalità di business che nasce da un'esigenza socio-professionale e di crescita personale. Esperienze che si moltiplicano e penetrano nella quotidianità.Un fiume è una vena della terra, oppure soltanto una potenziale fonte di energia e di acqua? Una foresta è un bosco sacro o una fonte di legno e derivati? Il suolo è materia viva o semplice terriccio? Una casa è davvero una dimora o solo una proprietà immobiliare? Il nostro pianeta è una creazione sacra o un mondo di opportunità da sfruttare? I nostri valori e le nostre credenze definiscono il modo in cui trattiamo quanto ci circonda (da “L’eredità” di David Suzuki).

Smart cities, nuovi modelli di sviluppo urbano basati sulla protezione dei diritti in senso lato, tra cui la responsabilizzazione della società civile e la promozione della sostituibilità umana.

Parallelamente alle cronache nere di ordinaria follia individuale e collettiva, il terzo millennio si sta attrezzando a re-inventare il rapporto tra uomo e uomo, tra uomo e pianeta, tra ambiente ed economia. Come afferma il genetista David Suzuki, esiste un modo diverso per riscoprire la nostra casa, di trovare modi per vivere in equilibrio con gli elementi sacri e dire creare un futuro pieno di felicità e significato, che non la nostra vera ricchezza.

E da chi deve partire questo approccio radicalmente diverso alla vita se non da chi ha le condizioni per farlo? Esempi di civiltà che altro non è che la sostenibilità umana e ambientale fioriscono sia a livello macro che micro, come abbiamo visto nel piccolo comune di Montesegale in provincia di Pavia il cui sindaco ha stretto con gli abitanti un “patto di residenza”.

Ri-appropriarsi del proprio territorio, creando una rete tra i nostri bisogni (affettivi, lavorativi) e l’ambiente che ci circonda è un passo da giganti che tocca a noi, tanti Gulliver smarriti tra isole digitali ed analogiche.

Crescono le iniziative di grandi imprenditori che con-dividono il proprio fatturato con i propri dipendenti. Ormai famoso in tutto il globo, Dan Price, capo dell’azienda Gravity Payments che  è passato alle cronache per avere raddoppiato lo stipendio ai suoi impiegati, riducendosi di quasi il 90 % il proprio; recentemente il proprietario di Zara ha diviso i guadagni con i propri dipendenti (75.000).

Negli Stati Uniti, l’imprenditore multimilionario Dan Glibert acquista edifici abbandonati nel centro di Detroit (città fantasma da anni) per farla tornare in avita, richiamando giovani talenti che si stanno trasferendo alla “nuova” ex-capitale dell’industria automobilistica da ogni parte degli Stati Uniti.

Si tratta di casi isolati, ma probabilmente sono il sintomo che un’ondata di business etico si sta affacciando sul fronte occidentale, travolto e stra-volto da un consumo istantaneo.  Da anni, nuove iniziative socio-economiche si indirizzano verso un modello di condivisione di conoscenze ed esperienze. Un modello di modernariato forse(pensiamo alle botteghe rinascimentali) che ci suggerisce forme di “co-abitabilità” generatrici di futuro.

A Barcellona (Spagna) la Coworkation organizza viaggi “ispirazionali” con l’obiettivo di migliorare la crescita imprenditoriale. I partecipanti dei viaggi di ispirazione condividono strumenti, risorse e idee per arricchire la propria esperienza personale e lavorativa. Certo si tratta di iniziative a scopo economico, ma comunque denotano un’intenzionalità di business più a dimensione uomo.

Un intento bucolico-professionale 4.0 anima “Pandora hub” organizzazione spagnola che richiama alla “riattivazione rurale”. Sostengono di volere ridare vita ai paesi. Cercano persone con talento, curiose, anticonformiste, resilienti e potenti tanto a livello professionale che umano.

In Spagna, dichiarano, ci sono più di 3000 paesi abbandonati e più di 7000 che si stanno svuotando. Loro scopo è quello di cercare, scoprire e riattivare paesi e zone rurali attraverso il co-living rurale, una rete di seconde case dove vivere e lavorare per un periodo con le  comunità di start up, makers (artigiani contemporanei) e nomadi digitali. Da corsi innovativi a permanenze più stabili.

La condivisione di esperienze e di conoscenze diventa fonte di approfondimento professionale e di crescita emotiva. Come leggiamo in un articolo del giornale online Wired, il trend del co-living sta diventando una nuova modalità di coabitare anche in luoghi di residenza opposti alla realtà rurali come New York in cui società immobiliari come Common si stanno lanciando nel mercato immobiliare short-term (a breve periodo).

Progetti di co living e co working sono nati in questi ultimi anni proprio nella logica della condivisione di esperienze e progetti. Un esempio in Italia, Casa Neutral a Matera, che mette a disposizione spazi di co-working e co- living rurale.

Forse l’alta tecnologia e l’utilizzo di Internet che tende ad unire virtualmente ma ad alienare dal punto di vista relazionale ha contributo alla logica della condivisione lavorativa e abitativa, anche se in modalità temporanea.

Una strutturazione delle antiche botteghe di una volta in cui il sapere nasceva in modo artigianale dall’incontro e dal confronto. In larga e piccola scala potrebbe rappresentare la modalità di lavoro dell’eredità del presente.

 

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