L’ombra del nazismo sulla 70° edizione del Festival di Berlino

Iniziava nel 1951 a Berlino il Berlinale, destinato a diventare uno dei maggiori festival cinematografici del mondo l’Internationale Filmfestspiele Berlin. Nasceva per iniziativa degli Stati Uniti e dell’Alleanza occidentale con l’intento di dare di Berlino un’immagine più rassicurante dopo essere stata la capitale del III Reich di Hitler mentre era ancora semidistrutta dalla guerra e, dunque andava rilanciata  la sua economia insieme a quella di tutta la Germania. Nello specifico si pensava a rinvigorire l’industria cinematografica, in cattiva salute dopo la fuga delle sue maggiori personalità ancora a causa del nazismo e della guerra sciagurata.

Nell’ottobre 1950 il comitato promotore misto e presieduto da Oscar Martay, consulente cinematografico del Dipartimento di Stato americano, decise che il 6 giugno 1951 sarebbe partita la prima edizione di un festival che nelle prime edizioni si svolse d’estate ma che divenne istituzionale nel 1953 quando il Senato di Berlino stabilì il finanziamento annuale e  dopo 4 anni  ricevette il riconoscimento della FIAPF (Federazione Internazionale Associazione Produttori Film).

La direzione, invece,  fin dal 1951, fu affidata ad Alfred Bauer  che la mantenne fino al 1976. Deceduto nel 1986, Festival ha continuato ad omaggiarlo anno  dopo  anno con il premio a suo nome l’Alfred Bauer Prize designato per le opere cinematografiche in concorso “che aprono nuove prospettive”. Questo fino a pochi giorni fa. Nel gennaio 2020, infatti, quotidiano tedesco Die Zeit  ha rivelato l’attiva adesione al nazismo di Bauer negli anni Quaranta, quando ricoprì il ruolo di  membro della Reichsfilmintendanz, la divisione cinematografica del ministero della Propaganda del III Reich.

E soltanto alla vigilia del Festival – che avrà inizio il 20 febbraio 2020 e sarà la 70° edizione – e sulla scia delle rivelazioni del Die Zeit il comitato organizzativo ha deciso di sostituire il nome al premio: da Alfred Bauer Prize a Orso d’argento della 70esima Berlinale, mentre l’Istituto di Storia Contemporanea di Monaco di Baviera ha incaricato il direttore della manifestazione  Mariette Rissenbeek di condurre un’indagine indipendente sulla figura di Alfred Bauer.

 

Immagini: 1) Berlino, Palazzo del Festival del Cinema di Berlino: 2) da sinistra, l’attrice italiana Sophia Loren e Alfred Bauer nel 1959, by gettyimages

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