Anna Magnani. La Rosa tatuata in America

Anna Magnani, fotografata da Richard Avedon

Anna Magnani, fotografata da Richard Avedon

“Io non so costruire una parte, non so stabilire un personaggio. Se il personaggio è autentico e mi commuove, voglio dire se lo sento come me stessa, allora sono capace di interpretarlo nel modo migliore”.

Così parla della sua capacità interpretativa Anna Magnani quando riceve per la quarta volta il premio “ Nastro d’Argento” per il film Bellissima di Luchino Visconti, del 1951 ma quanto mai attuale.

È per partecipare alla presentazione di questo film, che Anna Magnani sbarca a New York, per la prima volta l’11 aprile 1953, dove viene accolta trionfalmente, dai giornalisti, dalle persone e dallo stesso mondo del cinema americano,  per il quale è tutt’altro che una sconosciuta. Nel 1946 il film “Roma, città aperta” viene proiettato a New York, con grande successo di pubblico e critica, ottenendo premi importanti e donando ad Anna, oltre alla fama internazionale,  la  nomination come attrice non protagonista per il National Board of Review Award.  Il drammaturgo Tennessee Williams ha scritto un’opera teatrale, The Rose Tatoo  (La Rosa tatuata),  espressamente per lei e insiste affinché la interpreti a Broadway.

I dubbi, le incertezze e le ansie

Anna Magnani con il

Anna Magnani con  Tennessee Williams

Per parlare di questo progetto il drammaturgo statunitense e Anna, fin dal 1950 , in Europa, si sono incontrano più volte. Alla Magnani il personaggio di Serafina, la protagonista dell’opera di Williams, interessa molto, ma stenta ad accettare perché teme di recitare in teatro in inglese, lingua che non conosce.  Passano gli anni, ma il drammaturgo americano crede in lei e non rinuncia al progetto e, nel 1955,  risolve le esitazioni di Anna, cedendo i diritti per la trasposizione cinematografica della sua opera, ponendo alla produzione due condizioni: che la parte di Serafina venga affidata ad Anna Magnani e che sia lui a scriverne la sceneggiatura.

Anna, finalmente, accetta, ma quando assiste alla prima visione del film terminato, si chiede ancora una volta, se aver interpretato una parte impegnativa in inglese, sia stato un atto di coraggio o d’incoscienza.  La risposta la riceve dalla fortuna del film e, da subito, dall’accoglienza riservata alla sua prova di attrice. Il film The Rose Tatoo con la regia di Daniel Mann esce nel 1955.  Per Anna Magnani è un tripudio di prestigiosi riconoscimenti, fino a ricevere, come miglior attrice protagonista,  il Golden Globe (premio della critica cinematografica) e il premio Oscar, (prima attrice italiana) nel 1956 e, l’anno successivo,  il premio BAFTA (premio del cinema inglese).

 

Anna Magnani, prima attrice italiana a ricevere l'Oscar

Anna Magnani, prima attrice italiana a ricevere l’Oscar

Aspettando l’Oscar

Ma il 21 marzo 1956 alla vigilia dell’assegnazione degli Accademy Awards, Anna non  è a Hollywood, ma a  Roma, come ci racconta la scrittrice Matilde Hochkofler, nella sua bella biografia dedicata all’attrice e della quale porta il nome (Anna Magnani- la biografia, ed. Bompiani, 2012).  Ha trascorso il pomeriggio circondata dagli amici più cari, ma dopo la nomination per la Rosa Tatuata, “tutta la città (Roma ndr) partecipa all’attesa dell’Oscar, considerato quasi un evento nazionale.  Risente della tensione che la circonda.  Riesce ad andare a dormire solo alle quattro di mattina, “ma dopo due ore, viene svegliata dalla telefonata di un giornalista che cerca inutilmente di darle la notizia della vittoria”. Anna, “gli butta giù il telefono perché crede che sia uno scherzo. Ma l’ostinato informatore la richiama e a questo punto deve convincersi. Da quel momento non ha più pace. In vestaglia e pantofole, spettinata più del solito, parla ai giornalisti di radio europee e americane, s’intrattiene con i reporter della televisione italiana e delle agenzie di stampa”.

E il primo telegramma di congratulazioni che riceve è di Tennessee Wiliams che le scrive: “La verità è che ieri sera è stato il tuo trionfo. Io lo sapevo bene, eppure ho dovuto faticare a convincerti. Nessuna tranne te sarebbe stata capace di impersonare Serafina così come l’ho vista, perché Serafina sei tu. Non so se riuscirò mai a smettere di scrivere personaggi per te, anche se tu li rifiuti”. Queste ultime parole riflettono bene, ancora oggi, il rapporto che lega gli Usa ad Anna Magnani e l’ammirazione mai sopita che gli americani hanno nei confronti della nostra grande attrice, considerata una delle migliori interpreti femminili della storia del cinema.

 

Le retrospettive

Anna Magnani e Aldo Fabrizi in Roma, città aperta

Anna Magnani e Aldo Fabrizi in Roma, città aperta

Nel 2002, il Museum of Modern Art di New York le ha dedicato una retrospettiva costituita da 14 film.  E sempre New York, tornerà a ricordarla dal 18 maggio 2016, con la retrospettiva- itinerante “La Magnani”; 24 film interpretati dall’attrice romana, che saranno proiettati in ordine cronologico, in modo da ripercorrere sia la sua storia cinematografica, sia la sua biografia, in un arco di tempo che va dal 1934 al 1972.

La retrospettiva “La Magnani” è stata organizzata dall’Istituto Luce-Cinecittà di Roma e dalla Film Society del Lincoln Center, i film della rassegna saranno proiettati al Walter Read Theatre di New York dal 18 maggio al 1° giugno 2016, dopo di che la retrospettiva si sposterà nelle maggiori città degli Usa (Chicago, Detroit, Berkeley, Los Angeles, San Francisco, Houston, Columbus, Toronto, Cambridge) per approdare infine in Canada.
Nell’elenco dei 24 film, non mancano, Roma Città Aperta di Roberto Rossellini (1945), il già citato Bellissima di Luchino Visconti (1951), La carrozza d’oro di Jean Renoir (1952), naturalmente La rosa tatuata di Daniel Mann (1955), fino ad arrivare a Roma di Federico Fellini (1972), ultima interpretazione cinematografica di Anna Magnani.

 

Anna Magnani

Anna Magnani

“Recito male se provo a recitare”

“Io non recito. Recito male se provo a recitare. Vivo quello che faccio o credo di viverlo che è lo stesso”, diceva Anna Magnani, ed era vero. Sul set de “La Rosa tatuata”, gli addetti ai lavori dicevano: ”Anna fa tutto sul serio”. E’ forse è in questo che risiede il suo talento universalmente riconosciuto, immortale e inimitabile: interiorizzare il personaggio per restituirlo al pubblico con tutta la forza dei sentimenti umani, che lei ben conosceva, con la generosità di chi ha la capacità di coniugare mente e anima.

Un’intensità senza riserve, un senso dell’umanità mai persa nell’affrontare la vita, così come il suo lavoro, peculiarità della Magnani donna e attrice,  ben descritte nella poesia che Eduardo De Filippo, per onorarla, compose a pochi giorni della sua scomparsa: “Confusi con la pioggia sul selciato, sono caduti gli occhi che vedevano gli occhi di Nannarella che seguivano le camminate lente sfiduciate ogni passo perduto della povera gente. Tutti i selciati di Roma hanno strillato. Le pietre del mondo li hanno uditi “.

Per ulteriori informazioni:

Istituto Luce-Cinecittà

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.